14-15 ottobre 2016, 1° Conferenza nazionale sull’utopia: Incontro con l’audacia mondiale, presso Comunità Stimmatini di Sezano – Via Mezzomonte 28 Verona.

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e leggi la presentazione della Conferenza: presentazione

co-promotori:  Altrapagina (Città di Castello), Altramente (Roma), Centro Pace Bolzano, Cercasi Un Fine (Puglia), Cipsi (Roma), Combonifem (Verona), Comitato Acqua Bene Comune Campania, Comitato Acqua Bene Comune Puglia, Labsus (Puglia), Nigrizia (Verona), No Tav (Susa), Pressenza (Firenze), Rete Radié Resch (Quarrata), Transform Italia (Roma), Università Invisibile (Reggio Emilia).

 

Perchè l’audacia?

Il bello, il buono, il giusto, l’amicizia, l’amore, la pace, la solidarietà, l’allegria, la festa, sono valori “politici” e “sociali” fondamentali. Ogni società umana deve mantenere una grande capacità di utopia, di progettualità utopica, soprattutto nel senso di eu-topos, di “luogo buono”. Il pragmatismo, il cinismo non hanno mai contribuito a fare avanzare la bellezza, la giustizia, l’amore, la solidarietà, la festa… E’ necessario avere la voglia di sognare. E’ fondamentale essere audaci. Il neoliberismo, a partire dagli anni ’70, è riuscito ad imporre nuovamente una narrazione della vita, della società e del mondo dove è assente il cittadino, la comunità, la partecipazione democratica, la solidarietà tra generazioni, mentre è presente la predazione dell’ambiente e del vivente e il furto della vita. La nuova narrazioni neoliberista impone il consumo, l’individualismo, la competizione, la finanziarizzazione, la privatizzazione, gli stakeholders, l’imperativo tecnologico (“tutto ciò che è tecnicamente possibile deve essere fatto”). Al centro del dibattito filosofico, politico e culturale c’è l’utopia della globalizzazione economica, questa sì mistificatrice, imposta come creazione inevitabile e irresistibile della società, senza alternative. L’utopia è la capacità di immaginare “luoghi di vita” buoni, desiderati, da realizzare e non di luoghi inesistenti. Oggi, abbiamo bisogno di una nuova era di capacità utopica fondata sulla presa di coscienza della mondialità della condizione umana, sulla responsabilità dell’umanità, sull’uguaglianza dei diritti, sul lavoro e sull’istituzionalizzazione politica planetaria. Questa capacità utopica deve radicarsi nella promozione di “comunità di vita” glocali, espressioni concrete del ben vivere insieme locale nel contesto della storia e del divenire mondiale. Nel XXI° secolo, tocca all’umanità, glocale per definizione, tradurre la capacità utopica del mondo. Il futuro è l’umanità, soggetto e portatrice della cittadinanza universale plurale. Da qui la centralità dell’audacia, di cambiare il mondo, rivoluzionando il sistema finanziario oggi dominante, mettendo fuori legge la guerra e sradicando i fattori strutturali dell’impoverimento e dell’esclusione nel mondo.

 

Programma provvisorio

Incontro con l’audacia mondiale

PRIMO TEMPO

Venerdì 14 ottobre (18.00 – 22.30) e Sabato 15 ottobre (9.00- 12.30)

Ripensare l’utopia: da immaginario dell’impossibile a progetto di cambiamento da realizzare

Il primo tempo è centrato sull’analisi ed il dibattito dei contenuti e temi trattati nell’e-book “Ripensare l’utopia: da immaginario dell’impossibile a progetto di cambiamento da realizzazione” che sarà presentato alla Conferenza. Hanno già confermato il loro contributo e la loro presenza Bruno Amoroso, Cristina Bertelli (F), Marco Campedelli, Francesco Comina, Roberto Mancini, Roberto Musacchio, Silvano Nicoletto, Antonia Romano, Carla Maria Ruffini, Achille Rossi, Consiglia Salvio, Patrizia Sentinelli, Olivier Turquet, Jean-Pierre Wauquier (F).

 

Venerdi 14 ottobre

17.00 Apertura dell’esposizione di scritti (libri, riviste…) in italiano sull’utopia

18.00 Inizio della Conferenza italiana sull’Utopia

Introduzione generale dell’iniziativa.

“Perché ripensare l’utopia” Riccardo Petrella

18.15 Racconti di storie d’impossibili resi possibili.

Animazione: Nicola Perrone

Interventi e dibattito con Achille Rossi, Cristina Bertelli, Bruno Amoroso

19.30 Cena a tema preparata da Fulvio De Santa

20.45 Racconti di storie d’impossibili resi possibili (continua).

Interventi e dibattito con Roberto Musacchio, Antonia Romano,

Consiglia Salvio, Carla Maria Ruffini, Jean Pierre Wauquier

 

Sabato 15 ottobre

9.15 Introduzione ai lavoro dei laboratori.

9.30 Tre Laboratori

LAB1 Culture e pratiche utopiche oggi, secondo la definizione negativa

di utopia: “luogo inesistente”. Coordina: Francesco Comina

LAB2 Culture e pratiche utopiche all’era della mondializzazione della

condizione umana. Coordina: Roberto Mancini

LAB 3 Come promuovere e rafforzare le culture e le pratiche utopiche

secondo la definizione positiva di utopia:”luoghi proposti da

realizzare”. Coordina: Patrizia Sentinelli

11.30 Le proposte dei tre laboratori.

Proposta da Sezano: “Verso la Carta della Vita”. Dopo “La Carta dei

Diritti” (ONU,1948) e la “Carta della Terra” (1990)

13.00 Pranzo

 

SECONDO TEMPO

Sabato 15 ottobre (14.30 – 19.30)

Proclamazione dei Dottori Honoris Causa in Utopia 2016

  • Cooperativa New Hope
  • Jurgen Gaesslin (pacifista)
  • Bernard Tirtiaux (scultore, maestro vetraio, scrittore)
  • Silvano Nicoletto, Laudatio della nomina della cooperativa New Hope

Intervento della rappresentanza di New Hope

 

Intermezzo musicale

  • Francesco Comina, Laudatio della nomina di Jurgen Gaesslin

Intervento di Juergen Gaesslin

Intermezzo musicale

  • Riccardo Petrella, Laudatio della nomina di Bernard Tirtiaux.

Intervento di Bernard Tirtiaux

Intermezzo musicale

 

19.30 Cena e serata conviviale. Festa dell’Utopia

Il Monastero del Bene Comune, la Comunità Stimmatini di Sezano e l’Università del Bene Comune in Festa.

 

Luogo degli incontri Comunità Stimmatini di Sezano – Via Mezzomonte 28 Verona

Info-iscrizioni: monasterodelbenecomune@gmail.com | cell. 3472256997

E’ richiesto un contributo libero alle spese

E’ possibile risiedere a Sezano scrivendo a nicolettosilvano@gmail.com

 

PRESENTAZIONE

 

1° Conferenza nazionale sull’utopia

Incontro con l’audacia mondiale

Il potere dominante ha imposto, dalla fine degli anni ’70, una narrazione della vita e del mondo “in nome del denaro” – fondata su utilitarismo, competitività, ricchezza per pochi, violenza, cinismo, predazione della natura, furto dei beni comuni – ed ha inoltre convinto che non esiste un’alternativa a questo sistema. “Utopia” è il nome con cui si tacciano proposte che puntano in tutt’altra direzione.

Noi vogliamo l’utopia, vogliamo credere che un mondo più fraterno, pacifico e sostenibile sia possibile. La storia è costellata di esempi della realizzazione di esperienze considerate da molti impossibili. Ed è con questo spirito che ci avviciniamo al 500° anniversario della pubblicazione del libro Utopia di Tommaso Moro. “Ripensare l’utopia: da immaginario dell’inesistente e dell’impossibile a progetto di cambiamento radicale da realizzare” è il titolo che abbiamo pensato per la prima parte della conferenza nazionale sull’utopia, in programma il 14 e 15 ottobre a Sezano (Vr).

 

Obiettivi e organizzazione

Oggi attendiamo una nuova era di “costruttori” (e non di distruttori), di cittadini (e non di predatori), coscienti di essere abitanti della Terra (e non “consumatori” delle risorse del pianeta), uniti nell’uguaglianza dei diritti fra tutti gli esseri umani, nel rispetto delle differenze fra tutti i popoli, e nella cura della grande comunità di vita che è la «casa comune» della Terra. Abbiamo bisogno di cittadini audaci, convinti dell’urgenza di mettere fine al sistema finanziario attuale che uccide; di sradicare i fattori strutturali che generano impoverimento, esclusione, marginalizzazione, rifiuto degli altri; di mettere al bando le guerre che continuano a distruggere il senso del vivere insieme. Per questo abbiamo intitolato la conferenza “Incontro con l’audacia mondiale”.

La conferenza nazionale è curata dall’Università del Bene Comune, dal Monastero del Bene Comune e dalla Comunità degli Stimmatini di Sezano (Vr) – sulla scia dell’iniziativa internazionale “Dichiariamo Illegale la Povertà- Banning Poverty 2018” (Dip) – in collaborazione con altre organizzazioni della società civile, parte integrante del “popolo dell’utopia in azione”: Adista, altrapagina, Altramente, Centro Pace, Cercasi un fine, Cipsi, Combonifem, Comitato Acqua Bene Comune Campania, Comitato Acqua Bene Comune Puglia, Dip (Bolzano), Dip (Napoli), Labsus, Nigrizia, No Tav (Susa), Pressenza, Rete Radié Resch, Transform Italia, Università Invisibile.

L’obiettivo della conferenza è dare cittadinanza e dignità alla capacità utopica e lo faremo attraverso due momenti simbolici: primo, i laboratori delle culture e pratiche utopiche, che faranno seguito alla presentazione del libro collettivo Ripensare l’utopia (che ho curato personalmente e che si avvale delle testimonianze di Achille Rossi, Jean-Pierre Wauquier, Bruno Amoroso, Cristina Bertelli, Roberto Mancini, Francesco Comina, Roberto Musacchio, Antonia Romano, Silvano Nicoletto, Olivier Turquet, ecc.). Il secondo momento prevede invece la proclamazione di tre dottori honoris causa in Utopia: la Cooperativa “New Hope” di Caserta, un’occasione per le giovani donne immigrate di crescere nella loro dignità di persone partecipando pienamente alla vita sociale del nostro Paese, senza correre il rischio di venire nuovamente sfruttate o costrette al lavoro nero e sottopagato; il militante pacifista tedesco Jurgen Gaesslin, noto per le sue battaglie contro il commercio mondiale delle armi; e Bernard Tirtiaux, artista belga, vetraio, scultore, scrittore, drammaturgo. L’attribuzione di questo singolare titolo è stato introdotto nel 2009 dall’Università del Bene Comune, unica nel suo genere, perché la tendenza prevalente è quella di trasformare le università in grandi centri di formazione alla gestione dei saperi e delle competenze e alla loro valorizzazione economica, commerciale, industriale e tecnocratica.

 

Il popolo dell’utopia in festa

La conferenza si concluderà con una cena (“La Festa dell’Utopia”) curata dal maestro chef  Fulvio De Santa, il quale inventerà delle pietanze ispirate al tema dell’utopia.

Saremo in molti a Sezano per questo importante evento. Contiamo su ciascuno di voi. Diffondete l’informazione e portate con voi amici e conoscenti. I grandi cambiamenti sociali nascono sotto la pressione della sofferenza, delle discriminazioni, delle violenze, ma si nutrono di coraggio e operano nella gioia. Solo le esclusioni e le violenze sono perpetrate dai tristi. Le buone rivoluzioni no.

 

Riccardo Petrella 16/06/2016

Tratto da: Adista Segni Nuovi n° 23 del 25/06/2016

 

 

 

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