17-18 ottobre, Assisi: Sfidiamo la Crisi: esperienze di economia sociale. Impegno per la giustizia, i diritti, l’ambiente.

Guido Barbera (presidente Cipsi): “La sfida è reinventarsi e rigenerarsi, responsabilizzare e valorizzare i giovani, per un rinnovato impegno verso l’economia sociale, la giustizia, i diritti, l’ambiente, i migranti. Denunciando le cause della povertà”.

Firma la petizione affinché l’economia sociale e solidale sia al centro dell’agenda politica europea e perché la UE dichiari il 2018 come l’anno europeo dell’ESS! Sul sito http://www.challengingthecrisis.com/it/ e visita la pagina facebook: https://www.facebook.com/challengingthecrisis/

Sfidiamo la crisi e diamo il nostro contributo per un mondo più giusto: due giornate insieme, per vivere i valori di una economia solidale, basata sulla solidarietà e sulla dignità.

Roma, 19 ottobre 2015Sabato 17 ottobre si è svolta ad Assisi  un’assemblea pubblica aperta a tutti per sensibilizzare sulla campagna Challenging the Crisis. Guido Barbera, presidente del Cipsi, nel suo intervento ha dichiarato: “Viviamo tempi di grandi cambiamenti nella società. Abbiamo scelto Assisi come luogo significativo per la lotta alla povertà. La sfida è reinventarsi e rigenerarsi, responsabilizzare e valorizzare i giovani, per un rinnovato impegno verso l’economia sociale, la giustizia, i diritti, l’ambiente, i migranti. Denunciando le cause della povertà”. Con un ruolo sempre più significativo a livello di campagne di economia sociale e di denuncia delle cause della povertà. Sta cambiando il mondo. Le strade, sono cambiate. Le relazioni, sono cambiate. Gli strumenti, sono cambiati. Anche i nostri diritti, sono cambiati! Oltre 124 milioni di persone in Europa sono in povertà: e la strategia Europa 2020 è una presa in giro. In questi 30 anni abbiamo investito in iniziative provocatorie e ‘profetiche’ in direzione del cambiamento.

Oggi, le casse sono drammaticamente vuote, svuotate dalle stesse pratiche economiche sviluppate dai poteri economici-finanziari, accompagnati da interessi personali, concussioni e corruzioni. Se trent’anni fa siamo cresciuti nel protagonismo della società civile e del volontariato in un contesto uniforme, oggi parole come – gratuità e solidarietà – da sole non bastano più a collocare la nostra presenza ed azione. La società civile si è dotata in questi anni, di molteplici forme di volontariati attivi, protagonisti della vita sociale locale ed internazionale, sempre più competitivi anche tra loro e, a volte, anche contrapposti. Non serve alcuna forma di “competitività”! Il nostro futuro è l’unità. Sono i giovani. Dobbiamo, anche alla luce dei crescenti flussi migratori, prendere atto delle diversità esistenti e attivare forme e strumenti di partecipazione e collaborazione, sulla base di valori culturali, politici e sociali convergenti, a livello di strategie e di metodologie condivise”.

All’assemblea erano presenti numerose personalità del mondo associativo e sono intervenuti: Graziano Zoni (Emmaus) con una relazione introduttiva che ha ricostruito i 30 anni del Cipsi, Rosario Lembo (Comitato Italiano Contratto Mondiale dell’Acqua), Silvia Stilli (Direttrice ARCS e Portavoce dell”Associazione delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale), Francesco Petrelli (Concord Italia), Nicoletta Teodosi (Collegamento Italiano di Lotta alla Povertà – sezione italiana di EAPN), Flavio Lotti (Tavola per la Pace), Pasquale De Muro (Università RomaTre), Niccolò Rinaldi (ex parlamenare europeo), Tonio Dell’Olio (Libera).

Hanno partecipato gli Young Global Advocates, che sono gli ideatori della campagna “Challenging the Crisis: promuovere la giustizia globale e l’impegno dei cittadini in un’epoca di incertezza”.

La campagna Challenging the Crisis è nata da un progetto europeo, col quale giovani adulti provenienti da Grecia, Italia, Irlanda, Portogallo, Slovenia e Spagna si impegnano a decifrare le interdipendenze tra ineguaglianza locale e globale, diventando soggetti attivi nella promozione di temi collegati alla giustizia globale. Lo scopo è di creare consapevolezza e sostegno alle politiche di sviluppo sostenibile.

L’Economia sociale e solidale è motore di trasformazione perché riconosce valore alle persone e ai loro bisogni, alla loro capacità e al loro lavoro, fattori che vengono prima dell’accumulazione di capitale. L’ ESS richiede un modello economico più redistributivo ed equo. L’ ESS è un’economia innovativa che genera co-produzione di conoscenza, di beni e di servizi sociali sulla base della cooperazione tra differenti attori e settori. Promuove l’inclusione e la coesione sociale in modo sostenibile e continuativo.

 

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