Giornata mondiale del Rifugiato

Barbera: “Il rispetto del diritto d’asilo e l’accoglienza sono alla base della democrazia e della civiltà di qualunque popolo. I rifugiati sono persone, e come tali vanno riconosciute! Con le loro necessità, sogni da realizzare e una vita da vivere”.

Roma, 20 giugno 2012 – In occasione della Giornata mondiale del rifugiato che si celebra oggi, Guido Barbera, presidente del coordinamento di associazioni Solidarietà e Cooperazione CIPSI, dichiara: “Il 2011, secondo l’Unhcr, è stato ‘l’anno dei rifugiati’. 4,3 milioni di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie aree d’origine, 800 mila delle quali diventando rifugiati. Dietro queste cifre, tanti volti, storie, vite che meritano rispetto e dignità. Dalle tante zone calde di questo ultimo anno, dalla Costa d’Avorio alla Somalia, dalla Libia al Sudan, moltissimi uomini e donne sono costretti a fuggire in condizioni spesso disperate, di frequente privati dei loro diritti fondamentali, come l’accesso ad un territorio sicuro e alla protezione sociale e legale. Il rispetto del diritto d’asilo e l’accoglienza sono alla base della democrazia e della civiltà di qualunque popolo”.

“In Italia, secondo il Rapporto Unhcr, i rifugiati sono 58mila – prosegue Barbera -, una cifra bassa rispetto ad altri paesi dell’Unione europea. I diritti dei rifugiati nel nostro paese sono minacciati dai respingimenti, dalle lungaggini burocratiche, dalle tendenze di esclusione, dalla negazione dei diritti fondamentali e dall’equazione migrante uguale criminalità. Politiche che rendono difficoltoso l’inserimento regolare dei migranti nella società, generando sacche di razzismo e intolleranza allarmanti”.

In questo quadro si aggiungono i cosiddetti “rifugiati ambientali”, considerati veri e propri “prigionieri” dell’ambiente e costretti a scappare dalle loro terre di origine a causa dei cambiamenti climatici, di eventi meteorologici estremi, alluvioni, uragani, siccità, desertificazione e a causa delle guerre per il controllo delle materie prime, tra cui l’acqua.

“In particolare – commenta Barbera – anche quest’anno vogliamo rivolgere un pensiero alle donne della diaspora, che si spostano dal loro paese di origine per ricongiungersi con la propria famiglia o alla ricerca di una migliore condizione economica e che spesso si trovano ad essere vittime di tratta, discriminazioni e violazioni di ogni genere. Donne che vivono le conseguenze delle migrazioni anche indirettamente, aspettando invano di veder tornare i loro figli morti in mare su imbarcazioni di fortuna, alla ricerca di una vita più dignitosa. Queste donne vivono sulla loro pelle i drammi, le illusioni e le speranze delle migrazioni. Anche per loro, per i loro figli e per le loro famiglie, chiediamo che la politica e le istituzioni internazionali rimuovano le leggi che creano discriminazione. Chiediamo che vengano riconosciuti come persone che hanno necessità, sogni da realizzare e una vita da vivere a prescindere dal permesso di soggiorno”.

Per promuovere una società dei diritti e dell’accoglienza, è necessario dare sostegno alla cooperazione internazionale, volano di integrazione e dialogo. Così che ogni individuo abbia la possibilità di costruire una vita dignitosa per sé in ogni parte del pianeta.

Per informazioni: Ufficio stampa Solidarietà e Cooperazione Cipsi, tel. 06.5414894, mail: ufficiostampa@cipsi.it, web: www.cipsi.it e www.walkingafrica.info.

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