I Francescani del Sacro Convento di San Francesco d’Assisi, insieme alla Tavola della pace, Articolo 21 e Rete della pace, con la partecipazione del FAI, invitano tutti i cittadini, le associazioni e le istituzioni ad aderire alla giornata di preghiera e digiuno per la pace, indetta da Papa Francesco. Si svolgerà venerdì 23 febbraio.

L’appello di Papa Francesco:

Dinanzi al tragico protrarsi di situazioni di conflitto in diverse parti del mondo, invito tutti i fedeli ad una speciale Giornata di preghiera e digiuno per la pace il 23 febbraio prossimo, venerdì della Prima Settimana di Quaresima. La offriremo in particolare per le popolazioni della Repubblica Democratica del Congo e del Sud Sudan. Come in altre occasioni simili, invito anche i fratelli e le sorelle non cattolici e non cristiani ad associarsi a questa iniziativa nelle modalità che riterranno più opportune, ma tutti insieme.
Il nostro Padre celeste ascolta sempre i suoi figli che gridano a Lui nel dolore e nell’angoscia, «risana i cuori affranti e fascia le loro ferite» (Sal 147,3). Rivolgo un accorato appello perché anche noi ascoltiamo questo grido e, ciascuno nella propria coscienza, davanti a Dio, ci domandiamo: “Che cosa posso fare io per la pace?”. Sicuramente possiamo pregare; ma non solo: ognuno può dire concretamente “no” alla violenza per quanto dipende da lui o da lei. Perché le vittorie ottenute con la violenza sono false vittorie; mentre lavorare per la pace fa bene a tutti!
Non sono tanti quelli che lottano per la vita in un mondo dove ogni giorno si costruiscono più armi, ogni giorno si fanno più leggi contro la vita, ogni giorno va avanti questa cultura dello scarto, di scartare quello che non serve, quello che dà fastidio. 
Per favore, preghiamo perché il nostro popolo sia più cosciente della difesa della vita in questo momento di distruzione e di scarto dell’umanità.”

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La Giornata di preghiera e digiuno per la pace del 23 febbraio 2018 indetta da Papa Francesco è una nuova importante occasione per accendere i riflettori sui tanti, troppi conflitti che continuano a fare strage di vite umane.
Rivolgiamo un appello speciale a tutti i media affinché sia data ampia diffusione alla convocazione di questa Giornata.
Sono almeno 36 i paesi che oggi sono direttamente coinvolti in guerre e conflitti armati e tra questi ci sono la Repubblica Democratica del Congo e del Sud Sudan a cui Papa Francesco ha voluto dedicare questa giornata.

Accendere i riflettori sulle condizioni delle popolazioni che vivono, sopravvivono, soffrono e muoiono in questi paesi è la prima cosa che possiamo fare per essergli d’aiuto.
Il 23 febbraio è anche il giorno in cui molte persone e istituzioni aderiranno alla giornata del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili promossa da Caterpillar e Radio2 “M’illumino di Meno”. Accendiamo i riflettori della pace sulla Repubblica Democratica del Congo e sul Sud Sudan e spegniamo le luci di un consumismo che sta distruggendo la nostra Casa Comune.

La nostra Terra, sfruttata senza limiti per produrre ricchezza per pochi, sta mostrando segni di degrado che comportano miseria e morte per tanti, soprattutto i più deboli. Il profitto e il benessere perseguiti a danno della salute e dell’equità sociale, creano ingiustizia e le condizioni ideali per la nascita o la crescita delle conflittualità.
La violenza che si continua ad abbattere sulla Repubblica Democratica del Congo e sul Sud Sudan è inaccettabile e intollerabile. Fingere di non vederla, ignorarla, sottovalutarla distrugge la nostra umanità. La violenza ha molti volti. C’è una violenza nel mondo, tra gli stati, tra i popoli e c’è una violenza che cresce tra di noi, nella nostra società, tra le persone, tra i vicini e tra fratelli. Se c’è una cosa che possiamo fare tutti è, come ha sottolineato Papa Francesco, “dire concretamente “no” alla violenza per quanto dipende da lui o da lei”.
Partecipando a questa Giornata, facciamo anche un nuovo passo verso la Marcia Perugia-Assisi della pace e della fraternità del 7 ottobre 2018. Una Marcia della nonviolenza che deve aiutarci a vincere l’indifferenza e la rassegnazione e ad accrescere il nostro impegno personale e collettivo.

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