Premio Nobel per la Pace 2004

Melandri: “Il suo testimone passa oggi a tutte le donne dell’Africa, che in silenzio combattono ogni giorno per difendere l’ambiente. È dalla forza e dal lavoro collettivo di queste donne che emergono figure straordinarie come la sua”.

Roma, 26 settembre 2011 – “Una donna africana, che ha dedicato la sua vita alla difesa dell’ambiente, dei diritti civili e delle donne e che ha incarnato i valori del suo continente. I 40 milioni di alberi che lei ha piantato sono l’esempio di una lotta per la vita che non è solo per l’Africa, ma per il mondo intero. Tutti noi, respiriamo anche grazie all’aria che ci viene dall’Africa, che è un’enorme riserva di aria pulita alla quale lei ha contribuito con determinazione”. Con queste parole Guido Barbera, presidente del coordinamento di Ong Solidarietà e Cooperazione Cipsi, ricorda Wangari Maathai, prima donna africana a vincere il Nobel per la Pace nel 2004, morta ieri a Nairobi dopo una lunga malattia. “Oggi, in Africa, ci sono milioni di donne che combattono silenziosamente come lei per preservare la natura e mantenere la biodiversità. Wangari era convinta che le donne non sono solo vittime di minacce ambientali, ma anche e soprattutto i principali agenti che possono generare soluzioni durature per le molte crisi ecologiche che il mondo deve affrontare. La conoscenza delle donne e il loro contributo alla produzione agricola è sostanziale anche se, spesso, non visibile e non considerato significativo. La loro competenza e conoscenza delle risorse del cibo e dell’agricoltura, fa di loro le custodi principali dell’agro-biodiversità del continente africano”.

“Wangari ci ha insegnato l’ottimismo e ci ha trasmesso la speranza di un continente africano che è in piedi e che cammina verso il suo futuro. Aveva la determinazione di quell’uccellino, la cui storia amava spesso raccontare durante le interviste, che resta nella foresta nel tentativo di smorzare l’incendio che la sta devastando mentre gli altri animali fuggono. E al grido dei suoi amici che le urlano ‘rischi di morire, e poi la tua acqua non basterà a spegnere il fuoco’, risponde ‘non so se riuscirò a spegnerlo, ma sono convinto che quello che sto facendo va semplicemente fatto’.

Wangari Maathai, che ha fondato il Kenya’s Green Belt Movement ed era deputata al parlamento kenyota, lascia un’eredità e una testimonianza importante per le sue battaglie politiche in difesa dell’ambiente, dei diritti civili e delle donne. “Il testimone di una donna – sottolinea Eugenio Melandri, coordinatore di ChiAma l’Africa – viene oggi raccolto da tutte le donne dell’Africa, che in silenzio combattono ogni giorno a difesa dell’ambiente, con il suo stesso entusiasmo, la stessa forza e determinazione. È dalla forza e dal lavoro collettivo di queste donne che emergono figure straordinarie come quella di Wangari.

Il prossimo 7 ottobre ad Oslo verrà assegnato il Premio Nobel per la Pace 2011. Ogni donna africana lo merita, ‘per il suo contributo alle cause dello sviluppo sostenibile, della democrazia e della pace’, come si legge nelle motivazioni per cui è stato assegnato a Wangari Maathai nel 2004”.

Per informazioni: Solidarietà e Cooperazione Cipsi, tel. 06.5414894, mail: ufficiostampa@cipsi.it e info@noppaw.org, web: www.noppaw.org.

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