11 Ottobre: “Alternative alla crisi mondiale. La guerra è inevitabile?” di Barbara Drago.

Proposte e alternative alla crisi mondiale: dal globale al locale.

Quale l’alternativa ai conflitti internazionali? Quale la nuova rotta da intraprendere per evitare una débâcle di proporzioni mondiali a livello economico, politico, energetico e specialmente Umano. Si è tentato di dare risposta a questi quesiti questo sabato a Servigliano.

Ad organizzare l’evento dal titolo “Alternative alla crisi mondiale. La guerra è inevitabile?”, tenutosi presso il teatro comunale, è stata l’Associazione Internazionale Noi Ragazzi del Mondo, in collaborazione con FUNIMA International, il centro culturale Cacuam e l’Ass. Culturale Falcone e Borsellino con il patrocinio del Comune di Servigliano. “Si tratta – spiegano gli organizzatori – dell’evento conclusivo di un programma di attività che ha visto impegnate le associazioni nella conduzione di incontri formativi e workshop rivolti ai giovani di alcuni istituti scolastici del fermano. Il progetto si è avvalso del cofinanziamento della Regione Marche e del Dipartimento della Gioventù del Servizio Civile Nazionale.

Il dibattito – moderato da Anna Petrozzi, caporedattore di AMDuemila – si è avviato sul caldo quanto attualissimo tema dalla “crisi” chiedendosi cosa e chi possa cambiare lo stato attuale di cose.

Nel merito è intervenuto Giulietto Chiesa, noto giornalista inviato da Mosca per i TG nazionali e per le testate l’Unità e La Stampa e autore di numerosi libri, ricordiamo l’ultimo edito da Piemme Invece della Catastrofe. “Bisogna prendere atto che è finita un’epoca storica – afferma Chiesa – per evitare quella che io definisco Terza Guerra Mondiale, si deve riconoscere che quest’epoca è finita per sempre e dobbiamo decidere come gestire le ricchezze rimanenti del pianeta. Non si tratta di profezie, ma di fisica, esiste un principio della fisica che recita «in un sistema finito di risorse, uno sviluppo infinito è impossibile». Siamo quindi dentro ad un’illusione insostenibile, totalmente lobotomizzati dalla televisione, dai mass media, che ci fanno vedere notizie false. Abbiamo sempre vissuto nell’idea – continua Chiesa – di uno sviluppo geometrico infinito, e ancora le politiche parlano di crescita. Sarà la guerra dei più forti contro i più deboli e gli USA hanno già iniziato ad attaccare per accaparrarsi le risorse rimaste. Da sempre dicono che ‘il tenore di vita degli americani non è negoziabile. Ma oggi bisogna, educare le nuove generazioni in un altro modo, con un nuovo valore, bisogna sostituire il valore della competizione con la solidarietà”.

 

Per capire e cambiare sarebbe dunque necessario partire dall’informazione. Giorgio Bongiovanni – direttore diAMDuemila – in collegamento skype dalla redazione di Palermo, esprime quanto sia fondamentale entrare nel merito delle notizie manipolate. “Nel mondo ci sono tante e tante guerre come quella in Ucraina, ora c’è lo spettro dell’ISIS, i ‘tagliagole’ islamici di cui tanto si parla e che vogliono terrorizzare tutto l’occidente, la crisi in medio oriente sul fronte iracheno e siriano… e su nulla abbiamo la verità, siamo dentro una gigantesca manipolazione che rasenta la follia, come sono folli gli attori di questi conflitti e della politica. Gli USA stanno portando avanti una vera a propria offensiva contro la Russia, per poi arrivare alla Cina e con questo attacco, la guerra mondiale possiamo dire sia già in corso, nel grande scontro tra oriente ed occidente dove l’Italia è pienamente coinvolta”.

È proprio su questo punto che Chiesa propone, come alternativa da mettere in atto un “fuori l’Italia dalla NATO” che definisce come un’alleanza militare che produce guerra. “C’è scritto nell’art. 11 della nostra costituzione – prosegue – i nostri costituenti furono molto lungimiranti nel 1948 quando scrissero che l’Italia ripudia la guerra. Dobbiamo riproporre questo principio. Avremmo dei vicini che sono già neutrali come l’Austria. E ancora dovremmo dire via le basi militari e via armi atomiche. Queste sono senza dubbio questioni vitali da cui partire”. Ma secondo Chiesa ancora in Italia non c’è una organizzazione capace di unire le forze di opposizione, manca una forza dirompente che cambi il quadro politico nazionale e soprattutto manca una comprensione della vastità e complessità della crisi.

Un’altra alternativa si legge nell’esperienza di Don Franco Monterubbianesi, fondatore della Comunità di Capodarco e presidente AINRaM. Ripartire dagli ultimi e con gli ultimi, dalla solidarietà, ritornare alla terra con l’agricoltura sociale. “Dovrebbe esserci uno scatto ma dipende sempre dalle coscienze. Dipende dal fatto che vogliamo avere tutto e subito, nella nostra società vige l’arrivismo, la competizione, bisogna ricominciare”. Il suo veemente appello va specialmente ai giovani quali naturali portatori di speranza a cui bisogna dare il coraggio di andare avanti per cambiare davvero, per far rinascere il vero senso del Cristianesimo che si realizza nell’alterità, nel ritorno alla terra, nel dono incondizionato, nella partecipazione attiva dove l’uomo dovrebbe vivere e sperimentare tanto la dimensione locale quanto quella globale ed instaurare oggi sulla terra il Regno di Dio. Un messaggio cristiano quello di Don Franco, ma universale nella sua concretezza. Da poche ore si era infatti conclusa una riunione con gli Enti Locali del territorio fermano in cui si è discusso di protagonismo sociale “Perché se non parte dal basso – continua Don Franco – dal cittadino che si fa politico, strumento di crescita del proprio territorio con la propria iniziativa, la politica non potrà mai rinnovarsi. Quindi gli Enti locali, nell’affrontare la tematica del futuro dei giovani, vogliono promuovere un impegno verso gli altri. Il titolo del prossimo progetto di Don Franco con diverse associazioni del territorio è Futuro in Comune: accolgo, condivido, cresco”.

Il Teatro Comunale di Servigliano ha dunque aperto il sipario ad un ampio sguardo che va dal globale al locale, dalla storia all’attualità con una tensione forte sull’oggi e sul futuro nostro e di quello delle prossime generazioni.

Barbara Drago

funima@funimainternational.org

 

alternative_collage (2)

Iscriviti alla nostra Newsletter

 

Contatti

Largo Camesena 16, piano 4°, int. 10 - 00157 ROMA

Tel. +39 06 54 14 894
Fax +39 06 59 600 533

C.F. 97041440153

Commenti e suggerimenti: cipsi@cipsi.it
Posta certificata Cipsi: cipsi@pec.cipsi.it

Solidarietà e Cooperazione CIPSI

Solidarietà e Cooperazione CIPSI è un coordinamento nazionale, nato nel 1985, che associa 30 organizzazioni non governative di sviluppo (ONGs) ed associazioni che operano nel settore della solidarietà e della cooperazione internazionale.

Solidarietà e Cooperazione CIPSI è nato con la finalità di coordinare e promuovere, in totale indipendenza da qualsiasi schieramento politico e confessionale, Campagne nazionali di sensibilizzazione, iniziative di solidarietà e progetti basati su un approccio di partenariato. Opera come strumento di coordinamento politico culturale e progettuale, con l’obiettivo di promuovere una nuova cultura della solidarietà.