IL CIPSI sottoscrive l’appello!

Il 27 febbraio alle ore 18,30 le organizzazioni di solidarietà, volontariato e cooperazione internazionale incontrano le candidate e i candidati alle elezioni del 4 marzo nei collegi della Città di Roma per confrontarsi rispetto a priorità e impegni per l’agenda politica globale del nuovo Parlamento e del futuro Governo.

Scarica invito: invito_27_febbraio

Car*, AOI, Associazione delle Organizzazioni Italiane di cooperazione e solidarietà internazionaleCINI, Coordinamento Italiano NGOs internazionali, invitano tutte le altre organizzazioni, Piattaforme, Reti del mondo della solidarietà internazionale, che condividono le priorità e le richieste presentate, a sottoscrivere la lettera aperta allegata per chiedere un impegno ufficiale ai candidati e alle candidate alle elezioni politiche del 4 marzo su alcune questioni fondamentali per garantire un’efficace politica di cooperazione internazionale per la giustizia sociale e i diritti al centro dello sviluppo.

Come si legge nell’introduzione della lettera, in uno scenario di diseguaglianze crescenti a livello globale, fra i Paesi e al loro interno, in cui potere e risorse sono sempre più concentrati nelle mani di pochi, crediamo sia necessario invertire la rotta e rimettere diritti, solidarietà, coesione sociale e redistribuzione della ricchezza e delle opportunità al centro delle politiche interne e internazionali del nostro Paese.

Un mondo in cui le disparità socio-economiche e di genere si vanno acuendo è un mondo sulla cui tenuta e sul cui futuro regna un profondo senso di incertezza, in cui si paralizza la mobilità sociale, si svuotano di senso i diritti, si creano le condizioni per un aumento della criminalità e della corruzione e vacilla la fiducia della cittadinanza nelle istituzioni: così vengono inesorabilmente minate le fondamenta stesse delle società in cui viviamo.

L’Italia non è esente dal fenomeno delle diseguaglianze, e ne presenta anzi profili particolarmente accentuati. Contrastando le ondate populiste e razziste e gli atti di discriminazione e violenza in aumento nei confronti delle donne, il nostro Paese deve diventare capace di rilanciare politiche interne ed estere fra loro coerenti per una strategia unica lungimirante e sostenibile di accoglienza, integrazione, coesione, promozione sociale, cooperazione e solidarietà internazionale riaffermando i doveri inderogabili di democrazia, di giustizia economica e sociale e di parità di genere di cui è portatrice la nostra Costituzione.

Pertanto chiediamo ai candidati e alle candidate un impegno pubblico e concreto sulle proposte contenute nella lettera aperta relative a:

  • Lotta alla povertà e affermazione della giustizia sociale in Italia e nel mondo
  • Pace e diritti umani obiettivi di cooperazione internazionale
  • Diritti umani al centro delle politiche migratorie
  • Politiche commerciali, finanziarie e ambientali più sostenibili
  • Il valore del sistema di solidarietà e cooperazione internazionale

       Silvia Stilli                                                        Raffaele Salinari

Portavoce AOI                                                     Presidente CINI

 

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IL CIPSI SOTTOSCRIVE L’APPELLO: UN’EFFICACE POLITICA DI COOPERAZIONE INTERNAZIONALE PER LA GIUSTIZIA SOCIALE E I DIRITTI AL CENTRO DELLO SVILUPPO

Lettera aperta delle organizzazioni di AOI e CINI alle candidate e candidati alle elezioni politiche del 4 marzo.

In uno scenario di diseguaglianze crescenti a livello globale, fra i Paesi e al loro interno, in cui potere e risorse sono sempre più concentrati nelle mani di pochi, è necessario invertire la rotta e rimettere diritti, solidarietà, coesione sociale e redistribuzione della ricchezza e delle opportunità al centro delle politiche interne e internazionali del nostro Paese. Un mondo in cui le disparità socio-economiche e di genere si vanno acuendo è un mondo sulla cui tenuta e sul cui futuro regna un profondo senso di incertezza, in cui si paralizza la mobilità sociale, si svuotano di senso i diritti, si creano le condizioni per un aumento della criminalità e della corruzione e vacilla la fiducia della cittadinanza nelle istituzioni: così vengono inesorabilmente minate le fondamenta stesse delle società in cui viviamo.

L’Italia non è esente dal fenomeno delle diseguaglianze, e ne presenta anzi profili particolarmente accentuati. Contrastando le ondate populiste e razziste e gli atti di discriminazione e violenza in aumento nei confronti delle donne, il nostro Paese deve diventare capace di rilanciare politiche interne ed estere fra loro coerenti, per una strategia unica, lungimirante e sostenibile di accoglienza, integrazione, coesione, promozione sociale, cooperazione e solidarietà internazionale; deve riaffermare i doveri inderogabili di democrazia, di giustizia economica e sociale e di parità di genere di cui è portatrice la nostra Costituzione.

Sulla base di queste considerazioni AOI, Associazione delle Organizzazioni Italiane di cooperazione e solidarietà internazionale e CINI, Coordinamento Italiano NGOs internazionali – in rappresentanza di centinaia di organizzazioni impegnate nella cooperazione e solidarietà internazionale e sostenute da diversi milioni di cittadini che ne condividono i valori – si fanno promotrici di questa lettera aperta alle candidate e ai candidati alle elezioni politiche del 4 marzo. Alle forze politiche sarà chiesto di prendere posizione sui punti sollevati e l’adesione agli impegni assunti sarà monitorata dai promotori nel corso della legislatura.

 LOTTA ALLA POVERTÀ E AFFERMAZIONE DELLA GIUSTIZIA SOCIALE IN ITALIA E NEL MONDO

Le organizzazioni sociali di cooperazione internazionale firmatarie chiedono a tutte le candidate e i candidati di impegnarsi in Parlamento perché il Governo promuova politiche mirate ad una crescita duratura e sostenibile a livello globale, in linea con la prospettiva dell’Agenda 2030: una crescita che sia capace di funzionare per tutte e tutti e non per pochi fortunati, contrastando le disuguaglianze e rafforzando, nelle scelte della cooperazione internazionale, i progressi nella lotta alla povertà estrema.

Chiediamo dunque di investire – in Italia e nell’azione esterna del nostro Paese – sull’inclusione e le politiche sociali, mettendo l’economia sociale al centro del welfare e delle misure per l’occupazione, tutelando i diritti delle fasce deboli del mercato del lavoro e della società intera e adottando il gender mainstreaming in tutte le politiche. Chiediamo alle forze politiche presenti nel nuovo Parlamento dopo il 4 marzo che operino per:

  • l’adozione di interventi di carattere redistributivo, tra cui: gli incentivi a modelli imprenditoriali che adottano politiche di maggiore equità retributiva e mantengono livelli salariali dignitosi; un tetto agli stipendi delle/dei manager; l’eliminazione del divario retributivo di genere; l’introduzione di un salario commisurato al reale costo della vita; la protezione dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, specialmente delle categorie più vulnerabili, meno tutelate e precarie;
  • l’adozione di interventi di natura redistributiva, tra cui: l’incremento della spesa pubblica per i servizi essenziali e per la sicurezza sociale; la regolamentazione degli operatori privati nei settori educativo e sanitario (per scongiurare il pericolo che i più poveri siano esclusi da un equo accesso a tali servizi); politiche fiscali nazionali votate ad una maggiore equità e progressività; misure di sostegno diretto al reddito.

PACE E DIRITTI UMANI OBIETTIVI DI COOPERAZIONE INTERNAZIONALE

Coerentemente con la visione di equità e di tutela dei diritti che sosteniamo, chiediamo alle candidate e ai candidati eletti di impegnarsi da subito e con continuità perché il nuovo Governo attui una politica estera di promozione della pace:

  • disincentivando la produzione, la vendita e l’impiego degli armamenti e reinvestendo le risorse liberate nel budget nazionale in politiche coerenti di coesione e giustizia sociale e cooperazione internazionale per lo sviluppo sostenibile, attente alle relazioni di genere e alla salvaguardia dell’ambiente;
  • promuovendo la partecipazione della società civile e delle ONG ai processi di pace, con la dotazione di maggiori risorse per le iniziative di aiuto umanitario nelle aree di crisi e guerra, per la ricostruzione materiale e sociale post conflitti e la prevenzione del loro insorgere attraverso percorsi di mediazione e dialogo sociale;
  • potenziando l’iniziativa dei Corpi Civili di Pace che offre alle giovani generazioni la possibilità di sperimentare in Italia e all’estero un periodo di impegno volontario nelle attività delle organizzazioni non governative e nelle associazioni che pongono al centro del loro operato la pace e l’affermazione e tutela dei diritti umani.

Negli ultimi due anni le ong, i network e le piattaforme di solidarietà e cooperazione internazionale impegnate su questo tema con continuità segnalano l’aumento degli attacchi, di violenze e omicidi verso coloro che in prima linea si espongono e mobilitano nelle vertenze per la giustizia e i diritti nei più vari campi.

Chiediamo a tutte le candidate e i candidati in questo appuntamento elettorale di garantire nel Parlamento la continuità del positivo lavoro di dialogo, confronto, raccolta delle istanze e azione verso le istituzioni nazionali ed internazionali svolto dalla Commissione Straordinaria per la tutela e la promozione dei Diritti Umani.

L’Italia può dare un contributo determinante, non solo in riferimento all’obiettivo specifico 5 dell’Agenda 2030, ma trasversalmente a tutti e 17 gli obiettivi, per affrontare in modo sistematico e globale il fenomeno dell’emarginazione economica e sociale delle donne e della violenza maschile.

A questo proposito chiediamo a candidate e candidati di tutte le forze politiche di impegnarsi perché il nuovo Parlamento e il nuovo Governo attuino:

  • misure di prevenzione (con attività di informazione e sensibilizzazione, attività in ambito educativo) per l’eliminazione degli stereotipi di genere; formazione di operatori e operatrici del mondo sociale, medico e legale che si trovano in contatto con donne sopravvissute alla violenza; assistenza attraverso il funzionamento e rafforzamento dei centri antiviolenza dotandoli di adeguate risorse finanziarie; attualizzazione delle linee guida, a livello nazionale e nelle attività di relazione e cooperazione internazionale, rispetto alla gender equality e all’empowerment delle donne. In particolare, per la cooperazione allo sviluppo, sostituendo quelle attuali che risalgono al 2010 e non tengono conto dell’Agenda 2030.

Sollecitiamo l’attenzione di candidate e candidati sul tema centrale dell’acqua bene comune e diritto primario per l’umanità. Invitiamo a sostenere le posizioni della società civile italiana per:

  • l’approvazione di una legge quadro nazionale che riconosca il diritto umano all’acqua, definisca le modalità con cui sia garantito a cittadine e cittadini un minimo vitale e la presa in carico del costo attraverso la fiscalità, introduca modalità di governo e gestione del servizio idrico pubblico e partecipato, in attuazione del referendum del 2011;
  • il sostegno dell’Italia nel processo di aggiornamento dell’Agenda ONU 2030, per l’adozione di un Piano internazionale di implementazione dell’accesso universale all’acqua e l’avvio di un processo negoziale per l’adozione di un Protocollo Internazionale che definisca le modalità con cui gli Stati e la comunità internazionale garantiscono questo accesso e la fruizione dei servizi igienici di base, come diritti umani e universali.

DIRITTI UMANI AL CENTRO DELLE POLITICHE MIGRATORIE

A chi si è candidata o candidato per l’elezione nel nuovo Parlamento chiediamo di sostenere esplicitamente e nettamente, in relazione alle politiche migratorie e al diritto d’asilo:

  • il rifiuto ad appoggiare la politica di esternalizzazione dei confini, che richiede oggi ad alcuni Paesi africani di cooperare nel restringere la mobilità delle persone: questo implica accordi con Paesi in cui non sono garantiti i diritti umani (come la Libia o il Sudan, accordi peraltro mai discussi in Parlamento), e la strumentalizzazione dei fondi e degli interventi di cooperazione per finalità che sono loro estranee, quali il controllo delle frontiere (come nel caso di alcuni interventi del Fondo Fiduciario per l’Africa). Politiche di Cooperazione e di sicurezza possono avere dei punti di convergenza, ma devono restare garanti dei diritti umani fondamentali e distinte nelle logiche applicative e nei mezzi, che necessitano di finanziamenti separati e tracciabili;
  • il sostegno all’esperienza virtuosa dei corridoi umanitari e l’apertura di canali di migrazione regolare verso l’Europa, sostenuti anche da una maggiore comunicazione tra mercati del lavoro e tra sistemi di welfare: è questo l’unico modo credibile per smantellare le reti di trafficanti, far cessare i naufragi davanti alle nostre coste, rispondere alle esigenze di un’Italia in crisi demografica e creare sviluppo nei Paesi di origine. Le migrazioni vanno accompagnate con politiche lungimiranti, non devono essere comunque e sempre arrestate;
  • l’abolizione della legge Bossi-Fini e l’introduzione di un permesso di ricerca e lavoro, facilitando l’inserimento dei migranti economici nel mercato lavorativo italiano;
  • la totale revisione del decreto Orlando-Minniti sui procedimenti in materia di protezione internazionale e il contrasto all’immigrazione irregolare;
  • il sostegno a ogni attività legale di soccorso in mare dei migranti;
  • l’impegno internazionale dell’Italia per un unico sistema di asilo europeo che superi il regolamento di Dublino e il criterio del Paese di primo accesso, introduca un meccanismo europeo di ridistribuzione delle domande d’asilo e garantisca un esame individuale delle domande anche per le persone provenienti o transitate in Paesi dichiarati “sicuri”;
  • l’investimento in un sistema di accoglienza integrato, diffuso, monitorabile e collegato stabilmente alla funzione amministrativa dei comuni italiani, a partire dal modello SPRAR, permettendo di superare la gestione straordinaria, di offrire standard uniformi sul territorio nazionale e di evitare casi di mala gestione;
  • la definizione dell’affido internazionale come strumento per le politiche dell’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati;
  • l’applicazione fattiva della legge Zampa sui minori stranieri non accompagnati;
  • la revisione e conseguente attuazione del Piano nazionale integrazione, insieme a politiche strutturali di welfare territoriale attente alla dimensione di genere.

Con forza chiediamo alle candidate e ai candidati alle elezioni politiche del prossimo 4 marzo un impegno certo e chiaro per:

  • il riconoscimento da subito da parte del nuovo Parlamento del diritto di voto alle elezioni amministrative alle cittadine e ai cittadini stranieri e la cittadinanza italiana a chi nasce in Italia da genitori stranieri, o è arrivata o arrivato in Italia da minore e ha completato almeno un ciclo di studi. Per non negare integrazione e diritti a cittadine e cittadini di fatto italiani.

POLITICHE COMMERCIALI, FINANZIARIE E AMBIENTALI PIU’ SOSTENIBILI

Sollecitiamo l’impegno delle candidate e dei candidati in questa campagna elettorale nella promozione di regole commerciali che non siano in contraddizione con la cooperazione internazionale allo sviluppo e non ne limitino l’azione, al contrario risultino incentivanti rispetto alla sostenibilità sociale e ambientale, anche attraverso la promozione di modelli di business realmente etico e inclusivo per i soggetti privati italiani che operano all’estero. Questo nell’ottica di promuovere partnership multistakeholder, dove il settore privato venga richiamato al suo ruolo essenziale nel raggiungimento degli obiettivi di sradicamento della povertà e dello sviluppo sostenibile.

In un’ottica di rafforzamento del protagonismo del ruolo incisivo del nostro Paese nelle politiche europee, esortiamo candidate e candidati eletti ad attivarsi per il loro diretto coinvolgimento nelle trattative, in particolare commerciali e climatiche, condotte dal Governo italiano nell’ambito dell’Unione per:

  • assicurarsi con adeguate valutazioni precedenti e posteriori alla loro implementazione che queste misure non stimolino fenomeni di dumping sociale e ambientale, o limitino una garanzia solidale e condivisa di beni comuni essenziali come l’acqua o il suolo, soprattutto nel caso di negoziati condotti con Paesi in via di sviluppo e nel processo di superamento degli accordi di Cotonou, in via di definizione.

Proponiamo agli eletti di condividere un percorso di approfondimento e conoscenza rispetto all’impatto delle politiche e pratiche cooperative, dell’economia sociale e solidale e del Commercio Equo e Solidale (Fair Trade), come strategie di Cooperazione Internazionale con al centro lo sviluppo locale e la prevenzione degli esodi forzati. Sollecitiamo Parlamento e Governo a mettere al centro del programma la lotta all’evasione ed elusione fiscale attraverso:

  • la regolamentazione dei paradisi fiscali, che sottraggono risorse pubbliche sia all’Italia che ai Paesi partner;
  • il sostegno a politiche che diano piena titolarità ai Paesi partner su risorse fondamentali come terra e acqua, anche regolamentando gli investimenti delle aziende multinazionali, ove necessario.

In ambito ambientale, oltre al pieno rispetto e applicazione degli Accordi di Parigi e degli obiettivi dell’Agenda 2030 a livello nazionale, chiediamo che:

  • l’Italia parteci economicamente al Green Fund e al Programma di riforestazione adottato in funzione dell’arresto dell’avanzata del deserto, Great Green Wall of the Sahara and the Sahel Initiative, condotto sotto la guida dell’Unione Africana (OUA) nell’ambito della lotta agli effetti del cambiamento climatico e della desertificazione.

IL VALORE DEL SISTEMA DI SOLIDARIETA’ E COOPERAZIONE INTERNAZIONALE

Come organizzazioni sociali di cooperazione internazionale crediamo fondamentale che il nuovo Parlamento eserciti appieno la propria funzione di indirizzo e vigilanza affinché le diverse politiche esterne del nostro Paese mantengano al centro la cooperazione internazionale, come sancito dalla L.125/2014, e siano solidamente e coerentemente volte a combattere le crescenti diseguaglianze e a promuovere solidarietà e sviluppo sostenibile a livello globale.

Chiediamo con convinzione e determinazione che le candidate e i candidati di tutte le forze politiche si schierino nettamente contro la criminalizzazione della solidarietà, sia essa in contesti di solidarietà internazionale, di risposta alle fragilità e alle disuguaglianze ed emergenze sociali in Italia, come al soccorso dei migranti alle frontiere interne ed esterne dell’Europa. La solidarietà è un bene comune irrinunciabile per la salvaguardia della democrazia: le organizzazioni della società civile presenti nel nostro Paese, che stanno all’interno del sistema del Terzo Settore italiano, fondano la loro missione, indicano la propria visione e stabiliscono obiettivi e azioni sulla base di questo principio.

In questa prospettiva, chiediamo alle candidate e candidati alle elezioni politiche del prossimo 4 marzo di esprimersi sulla proposta di rimuovere le barriere fiscali, normative e burocratiche che ostacolano l’impegno della società civile nella realizzazione dei programmi di solidarietà internazionale, con particolare riferimento al 5×1000, alla deducibilità delle donazioni, all’IRAP, all’erogazione dell’8×1000.

Riteniamo prioritario, per garantire l’efficacia e la coerenza delle politiche nazionali e internazionali dell’Italia per la lotta alle povertà e contro le disuguaglianze, favorire il coordinamento di tutti gli attori della cooperazione e della solidarietà internazionale, pubblici e privati, dando piena attuazione alla L. 125/2014, che per noi rappresenta un importante contributo lasciato in eredità al nuovo Parlamento e Governo.

Chiediamo alle nuove e ai nuovi parlamentari di mantenere attivo il dialogo con tutte le organizzazioni ed espressioni della società civile no profit della cooperazione e solidarietà internazionale, rafforzando quegli spazi e luoghi di confronto ed elaborazione di azioni condivise già in essere, come l’Intergruppo Parlamentare per la Cooperazione Internazionale presso la Camera dei Deputati.

Sensibilizziamo tutte le forze politiche sull’importanza di valorizzare e utilizzare i mezzi messi a disposizione dalla nuova strategia di Educazione alla Cittadinanza Globale, per favorire un cambiamento reale nel pensiero e nelle azioni dei decisori dell’oggi e del futuro attraverso un percorso formativo dentro e fuori il mondo dell’istruzione, volto all’acquisizione di maggiore consapevolezza delle strategie necessarie a realizzare un mondo più giusto.

Il Parlamento deve svolgere la propria funzione di vigilanza e di promozione dell’effettiva operatività degli organismi di partecipazione degli attori che la L.125/2014 prevede in termini di consultazione, proposta e condivisione rispetto alle linee strategiche di programmazione della politica di Cooperazione internazionale e agli strumenti attuativi. In particolare chiediamo:

  • la regolare convocazione e l’efficace funzionamento del Consiglio nazionale per la Cooperazione allo Sviluppo, composto dalle rappresentanze di tutti i soggetti pubblici e privati;
  • l’efficace funzionamento del Comitato Interministeriale per la Cooperazione allo Sviluppo, responsabile della coerenza delle politiche del Paese in riferimento alla cooperazione internazionale e all’Agenda internazionale dell’Italia verso il 2030;
  • il rafforzamento del ruolo e delle azioni dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, perché possa mettere in campo strumenti e programmi efficaci e di sistema per l’Aiuto Pubblico allo Sviluppo italiano.

Sulla base delle priorità indicate nella nostra lettera aperta, chiediamo alle candidate e candidati delle forze politiche impegnate nell’appuntamento elettorale di impegnarsi con convinzione affinché il Parlamento si operi per:

  • preservare e accelerare la tendenza avviata dal Governo uscente verso un graduale aumento delle risorse pubbliche destinate alla cooperazione internazionale, con un piano di avvicinamento credibile all’impegno politico assunto a livello internazionale dello 0,7% del PIL entro il 2030;
  • vigilare perché l’aumento complessivo dei fondi di cooperazione non si traduca in una insensata competizione tra i fondi dedicati al contrasto delle diseguaglianze all’estero e costi per l’accoglienza dei rifugiati in Italia, che meritano invece di essere coperti da capitoli di spesa dedicati e opportunamente finanziati.

Le organizzazioni di AOI e CINI invitano tutte le altre organizzazioni, Piattaforme, Reti del mondo della solidarietà internazionale, che condividono le priorità e le richieste presentate, a sottoscrivere questa lettera aperta.

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