11 dicembre 1992 – 11 dicembre 2012. Sono trascorsi vent’anni dalla guerra in Bosnia. A Sarajevo è stata fatta memoria dell’inizio della guerra il 6 aprile scorso. Sarajevo è stata e rimane la città simbolo, anche se non ha conosciuto le atrocità peggiori. A Sarajevo anche ora si ritrovano geograficamente concentrati i problemi irrisolti, la fatica di molti per la sopravvivenza, la mancanza di prospettive per il futuro, la spaccatura tra la realtà della popolazione e la classe politica corrotta; soprattutto una memoria difficile, divisa su quanto avvenuto, dove nessuno può esprimere la propria “verità” senza offendere gli altri. I più giovani non vogliono nemmeno venga ricordata la guerra, per gli adulti rimane anche una memoria ingombrante.

Vent’anni esatti. Per molti di noi Sarajevo non è stata solamente un impegno per la pace. È stato un modo nuovo e diverso di entrare e affrontare i conflitti, anche quelli ritenuti impossibili come la guerra; è stato un modo nuovo di sentirci dentro alla stessa storia e camminare insieme. L‘associazione “Beati i costruttori di pace” ne è stata segnata e in qualche modo caratterizzata. Molti hanno mantenuto il loro rapporto associativo proprio a partire da quelle esperienze durate per tutto il tempo della guerra e anche dopo.

Da questo impegno è nata la proposta di trovarsi quest’anno a Sarajevo intorno al 10 dicembre, giornata mondiale dei diritti umani, in un confronto di società civili. Un incontro che parte da un vissuto per andare ad affrontare tematiche che ci vedano ancora impegnati a camminare insieme. Le date, ancotra da confermare, di questo incontro, sono 8-11 dicembre 2012.

Per informazioni e aggiornamenti: Beati i costruttori di pace, tel. 049.8070522, tel./fax: 049.8070699, mail: beati@libero.it, web: www.beati.org.

Scarica l’appello per Sarajevo 2012

 

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