13 marzo 2013 – Il Parlamento Europeo ha bocciato a larga maggioranza il bilancio pluriennale predisposto dal Consiglio. E’ una buona notizia. Il bilancio proposto infatti è  scandaloso. Giusta l’indicazione del PE per avere fondi propri derivanti da una tassa Tobin e da quella sulle emissioni. Resta tutto il macigno della austerità che il PE dovrebbe chiedere venga rimosso.
I socialdemocratici: “Dobbiamo lavorare per un risultato che sia più attento ai bisogni dei cittadini”. I leader dei 27 Stati membri avevano concordato un quadro finanziario pluriennale da 960 miliardi, riducendolo per la prima volta nella storia.

L’Europarlamento boccia il bilancio dell’Unione europea per il 2014-2020. I parlamentari, riuniti in plenaria a Strasburgo, hanno quindi chiesto nuovi negoziati con il Consiglio europeo. Il mese scorso, i leader dei 27 Stati membri avevano concordato un quadro finanziario pluriennale da 960 miliardi di euro, riducendolo per la prima volta nella storia dell’Ue.
“Questo è un giorno e un passo molto importante per la democrazia europea”, ha commentato il presidente del parlamento europeo, Martin Schulz, “spero che nelle prossime settimane e nei prossimi mesi troveremo un compromesso”. La bocciatura del bilancio non era del tutto inattesa. I principali partiti rappresentanti avevano infatti espresso la loro contrarietà alle cifre uscite dal Consiglio Ue dopo le lunghissime trattative.
I parlamentari si sono mostrati favorevoli a una proposta di budget “più moderna, lungimirante e trasparente”, puntando a gestire in modo più flessibile le risorse in base alle necessità. Con il rifiuto del piano partono i negoziati tra i legislatori europei e i rappresentanti dei governi per arrivare a un compromesso prima dell’estate.  ”Non possiamo accettare l’accordo così come è adesso” ha detto in particolare il capogruppo dei popolari, Joseph Daul, in una nota in cui chiede un bilancio “per la crescita e l’occupazione”. “Dobbiamo lavorare per un risultato che sia più attento ai bisogni dei cittadini”, ha commentato il capogruppo dei socialdemocratici Hannes Swoboda.

19 febbraio 2013.

CIPSI, Bilancio europeo: diminuiscono i fondi per gli “aiuti allo sviluppo”. 

 Solidarietà e Cooperazione CIPSI: “A pochi giorni dalle elezioni politiche nel nostro Paese, dopo fiumi di parole per scaricare le colpe sull’Europa in una politica del tutti contro tutti, chiediamo una politica in grado di ribaltare le decisioni ragionieristiche assunte dai Governi Europei che penalizzano i diritti fondamentali dei cittadini, sacrificandoli agli interessi. Chiediamo investimenti per il lavoro e un nuovo welfare, garante di tutti i diritti per tutti. Serve coraggio!”

Roma, 19 febbraio 2013 – “A pochi giorni dalle elezioni politiche nel nostro Paese, dopo fiumi di parole per scaricare le colpe sull’Europa in una politica del tutti contro tutti” – denuncia Guido Barbera, presidente di Solidarietà e Cooperazione CIPSI, Coordinamento di 40 associazioni di solidarietà e cooperazione internazionale- “manca qualunque proposta politica concreta e costruttiva da parte dei politici in materia di politica internazionale e diritti umani. Come cittadini, chiediamo una politica in grado costruire una nuova identità dell’Europa, aperta al mondo e fondata sulle diversità e i valori dei suoi popoli. Un’Europa dei diritti e dello spread sociale e umano, non della finanza e dell’euro, che si costruisca attraverso un vero processo costituente democratico, in contrasto con le attuali politiche di austerità come quelle del Fiscal compact. Chiediamo una politica in grado di ribaltare le decisioni ragionieristiche assunte dai Governi Europei che penalizzano i diritti fondamentali dei cittadini, sacrificandoli agli interessi. Nessun cambiamento è frutto dei tagli. Chiediamo investimenti per il lavoro e un nuovo welfare, garante di tutti i diritti per tutti. Il Bilancio Europeo 2014-2020 approvato nell’ultimo Summit per lo sviluppo e l’aiuto umanitario, denuncia Barbera, prevede un incremento medio del 2% circa in termini reali, rispetto al precedente del 2007-2013, inglobando però al suo interno anche il Fondo di Sviluppo Europeo (EDF). Tale manovra nasconde un taglio reale di circa il 16% di bilancio rispetto all’aiuto allo sviluppo e all’aiuto umanitario che passa, rispetto alla proposta della Commissione, da 70 a 58,7 mld. Il Fondo Globale di Sviluppo (EDF) che include anche i paesi ACP subisce invece un taglio minore dell’11% passando da 30 mld a 26,9. Una decisione che mette a rischio le promesse e gli accordi internazionali, dal pluridecennale obiettivo di destinare lo 0,7% delle risorse allo sviluppo”.

È evidente – denunciano i giovani del CIPSI attraverso il consigliere Michele Guidolin – che senza una rottura democratica questa Europa è destinata a procedere dentro questo mix terribile di austerità – recessione – impossibilità di alternative fino allo sgretolamento del suo modello sociale. Oggi l’Europa è un continente in cui non sono garantite né dignità, né libertà, né uguaglianza, né democrazia per chi è senza lavoro e vive in una condizione sociale e umana ai margini della società. E’ giunto il momento del rilancio dell’occupazione attraverso una crescita umana e sostenibile.  Serve subito un’Assemblea costituente eletta direttamente su liste europee, partiti europei, poteri veri al Parlamento e un Governo europeo democraticamente legittimato, con chiari rapporti di collegamento tra governo europeo e BCE. L’ideologica promessa liberista, secondo cui le forze del mercato sarebbero state in grado di creare maggior benessere per tutta l’umanità, si è sciolta come neve al sole, continua Guidolin: concentrazione di ricchezza e potere nelle mani di pochi, mancanza di democrazia diretta, crescita delle disuguaglianze, liquidazione di diritti e sogni, ne sono la drammatica riprova. Non possiamo, ora, fuggire dall’Europa: serve coraggio! Quel coraggio che manca ai nostri politici, preoccupati solo di avere i voti e un posto di potere. Quel coraggio che è mancato ai Governi Europei, conclude Barbera, nell’approvare un bilancio europeo di austerità e tagli condizionato dai pareggi di bilancio a discapito dei diritti umani, condizionato dall’incapacità di questa politica, di trovare soluzioni condivise a livello di politica internazionale, di difesa, di welfare. Un’Europa democratica e federale, conclude Guidolin, capace di governare l’economia e tenere fissa la barra su diritti e occupazione! Un’Europa aperta al mondo e capace di mostrare al mondo il migliore dei suoi volti, impegnandosi a fondo per una sua riforma e una riforma, oramai urgente e indispensabile, delle Nazioni Unite”. 

 

 

Ufficio Stampa: Nicola Perrone, ufficiostampa@cipsi.it , cel.329.0810937

 

 

 

 

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