CAMBIAMENTI LOCALI PER UNA GIUSTIZIA GLOBALE. 

Il 2015 sarà l’anno europeo per lo Sviluppo. Un Piano nazionale per l’educazione alla cittadinanza globale. Fondamentale fare Rete tra ong, movimenti sociali, istituzioni e altri soggetti.

Roma, 31 ottobre 2014“Abbiamo visto che possiamo stare tutti insieme nel vivere l’esistenza di educazione alla cittadinanza globale. È stato un incontro in cui sono emersi alcuni concetti fondamentali per il futuro del nuovo sviluppo: cambiamenti locali per la giustizia globale, l’Anno europeo per lo Sviluppo 2015, sfidare la crisi economica, il protagonismo giovanile e l’educazione, attraverso il fare Rete tra ong, movimenti sociali, istituzioni e altri soggetti”, ha commentato Paola Berbeglia, vicepresidente del Cipsi – coordinamento di 31 ong e associazioni di solidarietà internazionale – durante le conclusioni del Seminario Internazionale “Local Changes for Global Justice – EYD 2105”, svoltosi a Roma presso la Sede Centrale del Parlamento Europeo in Italia, e organizzato in occasione del Semestre italiano di Presidenza UE dal CIPSI, Concord Italia e progetto DEEEP del DARE – Development Awarness Raising and Education Forum, in collaborazione con Regione Lazio e Cooperazione Lazio,  nell’ambito del progetto More and Better Europe, cofinanziato dalla Commissione Europea e dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

E Berbeglia ha continuato: “È stato presentato e condiviso il modello italiano, fatto di tante soggettività che si intrecciano fra di loro nel realizzare azioni di cittadinanza globale, con la partecipazione di educatori e attivisti italiani e di altre 28 nazioni europee. Soprattutto – in un momento di crisi – è fondamentale fare Rete con il pieno protagonismo dei giovani tra ong, moviementi, istituzioni e altri soggetti attivi della società civile”.

Il seminario è stato anche occasione di scambio fra autorità pubbliche ed enti del Terzo settore sulle priorità italiane per l’anno Europeo per lo Sviluppo 2015, con l’obiettivo di  individuare iniziative comuni.

Francesco Petrelli, portavoce di Concord Italia, nel concludere il seminario ha affermato: “Il 2015 sarà l’anno europeo per lo Sviluppo. E noi dobbiamo valorizzare questa opportunità, trovare il modo di affrontare la povertà in Italia, in Europa e nel mondo. Costruire un nuovo concetto di Sviluppo, e non solo cooperazione. La geopolitica sta cambiando e noi dobbiamo adeguarci ed essere protagonisti nel cambiamento. Le nostre priorità sono: il percorso e i contenuti per contribuire ad una nuova Agenda Globale per lo sviluppo che sarà decisa nel 2015 , che deve vedere il coinvolgimento  di tutti i popoli e tutti i paesi, secondo il criterio delle “comuni ma differenziate responsabilità” e integrare le tre dimensioni  dello sviluppo: economica, sociale e ambientale ; la Solidarietà con gli altri; le migrazioni e i migranti come attori decisivi per lo sviluppo. Chiediamo inoltre che l’Italia colga l’opportunità dell’Anno Europeo per lo Sviluppo per elaborare una strategia e un  Piano nazionale per l’educazione alla cittadinanza mondiale come hanno già fatto molti paesi europei”.

I temi affrontati si sono concentrati sulla nuova idea di sviluppo, superando il paradigma tradizionale Nord / Sud del mondo, per attivare un nuovo modello globale che si  realizza attraverso azioni ed esperienze a livello locale. In particolare è stata presentata la nuova idea di sviluppo  dal punto di vista dei giovani provenienti da sei paesi europei (Challenging the Crisis project), attraverso una ricerca commentata dai portavoce dei giovani. Di particolare interesse la tavola rotonda che ha presentato le proposte concrete di azioni locali e di costruzione di alleanze tra ong, istituzioni pubbliche e movimenti sociali, con la partecipazione di rappresentanti di ong, regioni, campagne, e il coordinatore del progetto DEEEP, Tobias Troll.  Nel pomeriggio incontro con i rappresentanti delle istituzioni, in particolare con il Ministero degli Affari Esteri.

 

Ufficio Stampa Cipsi, Nicola Perrone, ufficiostampa@cipsi.it

 

Un commento per Cambiamenti locali per una giustizia globale

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