13 luglio 2012 (dall’Unhcr) – L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) è particolarmente preoccupato per le morti causate da incidenti in mare che si verficano nel Mar dei Caraibi tra coloro che cercano di sfuggire alle difficili condizioni ad Haiti.

Martedì 10 luglio una donna è annegata quando un’imbarcazione con a bordo oltre 100 migranti haitiani si è incagliata vicino alle Bahamas. In precedenza un’altra tragedia si era verificata il 12 giugno, quando oltre una dozzina di cittadini haitiani hanno perso la vita nelle acque delle Bahamas e degli Stati Uniti mentre cercavano di raggiungere le coste della Florida. Questi eventi sono solo alcuni degli atti estremi cui talvolta le persone che si trovano in situazioni difficili fanno ricorso.

Dopo il terremoto del 2010 ad Haiti persistono difficoltà che stanno inducendo migliaia di persone ogni anno a lasciare il proprio paese, spesso a bordo di malmesse imbarcazioni. Al momento non sono disponibili statistiche esatte sul fenomeno, ma secondo le stime le vittime di queste tragedie sarebbero centinaia ogni anno.

In base ai dati forniti dalla Guardia Costiera USA, dal dicembre 2011 a seguito di operazioni di soccorso o intercettazione sono state individuate oltre 900 persone, tra le quali 652 cittadini haitiani, 146 cubani e 111 dominicani.

All’interno di Haiti resta inoltre elevato il numero di sfollati: sono 421.000 le persone che vivono ancora in campi nella capitale Port-au-Prince, ai suoi margini e in altre regioni dal paese. La situazione politica resta tesa, mentre si registra una crescita della criminalità e dell’insicurezza. Continua poi l’epidemia di colera.

L’UNHCR è inoltre preoccupato per i respingimenti degli haitiani ad Haiti da parte di alcuni paesi, che in tal modo ignorano un precedente accordo congiunto tra la stessa Agenzia e l’Alto Commissariato ONU per i Diritti Umani (OHCHR) nel quale si chiedeva agli stati di non respingere gli haitiani – per ragioni umanitarie – senza un’adeguata verifica della protezione su base individuale. L’appello congiunto era stato inoltrato in vista delle notevoli sfide umanitarie che Haiti sta ancora affrontando, ulteriormente acuite dal terremoto del gennaio 2010.

L’UNHCR continua a promuovere attivamente l’inclusione di adeguate garanzie di protezione per gli individui fermati in mare e auspica che tali tragedie in futuro possano essere evitate attraverso una rafforzata cooperazione internazionale nella regione.

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