CAMBIANO LE ROTTE DEI MIGRANTI: LATRAGEDIA DEI MIGRANTI A CATANIA – Il drammatico sbarco dei migranti a Catania “richiama l’attenzione su ciascuno ad una responsabilità più ampia dove si possa parlare di  solidarietà e accoglienza”. Comunicato stampa del Gruppo Amici Ultimi del Mondo di Paternò (CT).

Paternò (CT), 16 agosto  2013 –  Cambiano le rotte dei migranti, la Sicilia diventa terra di approdo per egiziani e siriani in fuga alla ricerca delle rotte giuste per cambiare la propria vita, in paesi liberi da conflitti dove non si soffra la fame. Più che raddoppiati quest’anno gli sbarchi nella Sicilia sud orientale, Egitto e Libia i punti di partenza. E’un istinto vitale quello che anima molti extracomunitari in fuga dai loro paesi, forse è per questo che ultimamente sempre più carrette del mare sbarcano a Siracusa e a Catania piuttosto che a Lampedusa, isola troppo piccola dove, dunque più facile e immediata sarebbe l’individuazione degli immigrati. Diversa  la nazionalità di queste persone che fuggono da conflitti e povertà, ma con una predominanza di egiziani e siriani. E in questo crocevia di disperazione mista a speranza, il carico diviene unico. Tutti insieme pronti a sfidare il mare. Pronti a pagare cifre altissime per un viaggio che talvolta si trasforma in tragedia. E’ quello che è avvenuto a Catania, dove sei migranti sono morti nel tentativo di raggiungere la riva nel lungomare Playa di Catania. Facevano parte di un gruppo di circa 120 migranti che erano a bordo di un piccolo motopeschereccio che si è arenato a 15 metri dalla riva. In seguito all’avvenimento, ha commentato il sindaco Enzo Bianco: “la città si è fatta carico del dramma delle persone che sono sbarcate e le sta accompagnando in un momento di drammatico dolore, questo sfata il mito di un paese razzista e con nessuna tolleranza nei confronti della difficoltà degli altri”. Dopo la tragedia dei migranti a Catania occorre un “cambio di passo” della regia dell’U.E. Il commissario europeo agli Affari interni Cecilia Malstrom ha rinnovato il suo appello agli Stati membri affinchè mettano in pratica i principi fondamentali di “ un’efficace politica migratoria che troppo spesso mancano”. Un appello ribadito in aiuto degli Stati membri che si trovano ad affrontare le pressioni più forti, sia in termini di sbarchi che di richieste di asilo invitando tutti a lavorare per trovare accordi con i paesi del sud del Mediterraneo. Intanto gli occhi restano puntati sulla rotta del Mediterraneo centrale, ormai tomba di migliaia di disperati.

 

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