Challenging the Crisis: le conclusioni dello Youth Global Forum!

Challenging the Crisis: concluso lo Youth Global Forum, svoltosi a Bruxelles dal 5 all’8 luglio. Il Forum Globale dei Giovani del progetto Challenging the Crisis. Sessanta giovani selezionati e provenienti da Italia, Irlanda, Spagna, Portogallo, Grecia e Slovenia si sono conosciuti e confrontati  in questo forum sulle future strategie e priorità per  sfidare la crisi.

Ilaria Signoriello, che ha partecipato al Forum in rappresentanza di SOLIDARIETÀ e COOPERAZIONE CIPSI, ci racconta il Forum.

È la prima volta che si sono incontrati i giovani di tutti i sei paesi, che sono stati selezionati tra i partecipanti ai seminari preparatori del progetto. L’obiettivo principale è stato  quello di creare una squadra di lavoro, perché i ragazzi dovranno lavorare insieme per i prossimi due anni. E ancora: definire il topic e la campagna per la petizione europea. Infatti tutti i  partner hanno deciso che lo strumento sarà la petizione, con un obiettivo minimo di un milione di firme, sia online sia personalmente. E soprattutto lo faremo soprattutto come un lavoro di strada, nelle diverse nazioni. Si tratta di una campagna che dovrà essere internazionale, transnazionale, ma che va declinata dai giovani nel contesto nazionale. Ciascuna organizzazione nazionale del progetto aveva presentato una proposta.

Inoltre  lo staff era stato incrementato: oltre alle organizzazioni proponenti, erano presenti due global expert. Mamadou, del Gambia, è insegnante in Gran Bretagna di educazione allo sviluppo, e si occupa di educazione allo sviluppo. E Selina, argentina, che ha studiato e lavora in Spagna. Poi c’erano altri due facilitatori esterni che erano Darmod dell’Islanda ed Era, polacca. Avevamo due facilitatori, più tre facilitatori interni tra cui Ilaria Signoriello del Cipsi. Ogni nazione aveva portato un topic, quindi le mattinate si aprivano con gli input dei global expert. Dopodiché ci si divideva in gruppi misti, ovviamente. Particolarmente interessante il lavoro di una graphic designer, che ha ascoltato tutti i lavori del global issue e man mano li rappresentava al livello grafico (vedi pagina Facebook: https://www.facebook.com/challengingthecrisis).

Come si sono svolte le giornate di lavori? Praticamente i ragazzi sono arrivati il sabato 5 luglio 2014, che è stato tutto dedicato a farli conoscere.

La domenica 6 mattina abbiamo fatto quelli che loro chiamano gli energizer, i giochi per creare il gruppo, rompere il ghiaccio. Successivamente  sono stati presentati i diversi topic della futura campagna, che andavano decisi al massimo entro lunedì 7 mattina. Ogni nazione aveva portato il suo: l’Irlanda la questione del gender, la Grecia i valori dell’educazione, l’Italia la social economy e il welfare state, inteso come welfare di comunità, strettamente legato all’economia sociale e alla finanza etica quale strumento. È stato un argomento che è stato deciso il weekend prima di partire, 28-29 giungo. I ragazzi sono venuti a Capodarco, e abbiamo fatto una full immersion, anche con workshop. La realtà è che il topic proposto dall’Italia è diventato il topic generale. Dopo un giorno di discussione c’è stata una votazione con ampia convergenza del 73% sulla nostra proposta.

Il 7 luglio abbiamo incontrato i parlamentari europei. Ciascuna nazione ha incontrato la propria delegazione del Parlamento Europeo. Noi abbiamo incontrato l’onorevole Silvia Costa, neoeletta della Commissione Cultura, presso la sede del Parlamento. Prima c’è stata una bella visita con tutti i ragazzi, sia nelle sale che nell’aula parlamentare per la plenaria, poi l’abbiamo incontrata. Silvia Costa è stata molto favorevole, non solo a mettere in rete tutti questi parlamentari che sono stati contattati  per rappresentare l’oggetto della campagna, che ormai non è più nazionale ma è diventata di tutti. Non è più del CIPSI, ma di tutti i paesi europei che partecipano al progetto, da proporre a tutta l’Unione europea.

L’incontro con Silvia Costa è stato particolarmente proficuo, perché non solo si è dimostrata disponibile a creare questa rete, ma ha anche segnalato la possibilità di tirocini retribuiti con l’Erasmus Placement, in fattorie o aziende sociali, qual è il quadro, che è una tematica di profondo interesse soprattutto nella nuova programmazione. Perché, come abbiamo detto anche noi per argomentare, la nostra scelta del topic  va a colpire quasi tutti, ma in particolare due interessi principali della nuova programmazione europea degli obiettivi lotta alla povertà e inclusione sociale. Un’economia per l’inclusione sociale. Ci troviamo perfettamente in linea.

Devo dire che è stata un’esperienza bellissima, è stato un gruppo che è andato al di là del topic che era stato scelto da ciascuno, ben argomentata. Hanno trovato il vero senso della democrazia. Inizialmente ognuno porta le sue istanze, ma poi trova una mediazione, sulla base di quello che è meglio per tutti,  in questo caso l’idea più forte. Sia per  abbracciare una serie di contenuti locali e globali, sia perché è un tema scottante, e noi sapevamo che era al centro della programmazione europea e abbiamo voluto fare anche bella lobby.   Lavoreremo molto a distanza. Alla fine i giovani si sono divisi in tre task force: una del capacity building, un’altra della ricerca, perché una cosa che è emersa è che tutti quanti dobbiamo fare formazione. Noi abbiamo dato una serie di indicazioni pratiche, però è indispensabile che a partire dall’organizzazione partner si cominciasse a fare formazione. Formazione su cos’è l’economia sociale, sul quadro normativo esistente, quali sono le potenzialità, che cosa andrebbe sviluppato. Perché quello che noi chiederemo all’Unione Europea è sostenere questo tipo di economia, e in che modalità lo definiremo presto. E una task force della comunicazione, e già si sono creati dei gruppi chiusi su Facebook e su Twitter.

I ragazzi sono stati molto più bravi di noi, perché a un certo punto hanno visto l’attaccamento alle tematiche nazionali. Io pensavo che ci avrebbero stupito, perché lì c’è stato un momento di crisi generale. Ma sarebbe stato strano il contrario, che ognuno veniva e poi delegava subito all’altro il tema. Sono attaccati a quella tematica, ci credono e l’argomentano. Io dicevo che ci avrebbero stupito, che sarebbero venuti su,  liberi e così abbiamo risolto. Poi c’erano alcuni che non parlavano inglese. E la cosa che mi ha fatto piacere è che, al di là di quelli che non parlavano inglese, abbiamo fatto una selezione più veritiera. Perché se noi volevamo prendere l’alta borghesia, super preparata sull’educazione allo sviluppo, saremmo andati nelle università, avremmo cercato solo nel Cipsi giovani, dove ci sono ragazzi già preparati. Ma volevamo dare uno spaccato generale dei giovani, da chi lavora sui beni confiscati, da chi va all’università, a chi è nato in un contesto di economia sociale. I ragazzi hanno realizzato molti cartelloni, erano un po’ la sintesi dei lavori di gruppo, e quindi hanno raccontato con i manifesti quello che stanno facendo, e l’immagine grafica alla fine del global forum. E la cosa che mi lascia più ben pensare è che si è creato veramente un bellissimo gruppo.

Lavoreremo  nei prossimi mesi, ora va centrato bene il nome della campagna, su cosa lo vogliamo fare in particolare, perché l’economia sociale è molto ampia, e soprattutto quali sono le richieste da fare all’UE. Il prossimo passo è che i ragazzi faranno un questionario di valutazione dell’iniziativa; stiamo preparando una lettera in cui ci saranno una serie di punti da realizzare, e il lavoro non si può interrompere d’estate perché i ragazzi devono restare in contatto.

Il primo giorno dei lavori lo potete trovare a questo link: https://storify.com/CtCrisis/youth-global-forum-day-1

Il secondo giorno: https://storify.com/CtCrisis/challenging-the-crisis-youth-global-forum-day-2

Il terzo giorno: https://storify.com/CtCrisis/challenging-the-crisis-youth-global-forum-day-3 Altre informazioni le potete trovare sulla

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/challengingthecrisis  

Br2D6UxIIAAlm4A

 

Scopo del progetto. L’obiettivo principale del progetto è quello di coinvolgere giovani adulti provenienti da Grecia, Italia, Irlanda, Portogallo, Slovenia e Spagna per promuoverne la capacità di riflettere sulle interdipendenze che legano la disuguaglianza a livello locale e globale e consentire loro di diventare sostenitori attivi della giustizia globale, ancorando in tal modo a quest’ultima le politiche di sviluppo, nonostante le misure di austerità che caratterizzano oggi i rispettivi Paesi.

L’approccio progettuale. Attraverso la sua “rete di giovani promotori del cambiamento”, e altre attività di sensibilizzazione basate su metodologie proprie dell’Educazione allo sviluppo, il progetto intende dare nuovo impulso all’impegno ed alla responsabilizzazione dei cittadini europei affinché diventino essi stessi agenti di cambiamento. La rete giovanile contribuirà a un dialogo pubblico costruttivo sul quadro di sviluppo post 2015 degli Obiettivi del Millennio, per far si che le possibili soluzioni all’ineguaglianza ed all’ingiustizia siano caratterizzate da una dimensione globale, fornendo al contempo uno spazio concreto di azione e mobilitazione ai cittadini Europei. Il progetto cercherà inoltre di sviluppare collaborazioni con i media per promuovere il dibattito e la riflessione sugli aspetti globali della crisi finanziaria e contribuire ad una più ampia comprensione delle tematiche inerenti lo sviluppo globale. È stato avviato da Solidarietà e Cooperazione Cipsi insieme ai partner europei il progetto ‘Challenging the Crisis – Promoting Global Justice and Citizens’ Engagement in a Time of Uncertainty’, di durata triennale (2013-2016), di educazione allo sviluppo con attuazione in sei Paesi dell’UE particolarmente affetti dall’incertezza legata all’attuale crisi economica. L’intervento, che ha ricevuto un sostegno finanziario da parte dell’Unione europea, è realizzato da un partenariato composto da IDEA – Irish Development Education Association (Irlanda), FTH – Fair Trade Hellas (Grecia), CIPSI – Coordinamento di Iniziative Popolari di Solidarietà Internazionale(Italia), FCRE – Fondazione Culturale Responsabilità Etica (Italia), IMVF – Instituto Marquês de Valle Flôr (Portogallo), SLOGA – SLOvenian Global Action (Slovenia) e EsF – Fundación Economistas sin Fronteras (Spagna).

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/challengingthecrisis

image003.jpg crisis

flag_yellow_low

“Il presente progetto è finanziato con il sostegno dell’Unione Europea.

L’autore è il solo responsabile di questa comunicazione e la Commissione declina ogni responsabilità sull’uso che potrà essere fatto delle informazioni in essa contenute”.

 

 

Iscriviti alla nostra Newsletter

 

Contatti

Largo Camesena 16, piano 4°, int. 10 - 00157 ROMA

Tel. +39 06 54 14 894
Fax +39 06 59 600 533

C.F. 97041440153

Commenti e suggerimenti: cipsi@cipsi.it
Posta certificata Cipsi: cipsi@pec.cipsi.it

Solidarietà e Cooperazione CIPSI

Solidarietà e Cooperazione CIPSI è un coordinamento nazionale, nato nel 1985, che associa 30 organizzazioni non governative di sviluppo (ONGs) ed associazioni che operano nel settore della solidarietà e della cooperazione internazionale.

Solidarietà e Cooperazione CIPSI è nato con la finalità di coordinare e promuovere, in totale indipendenza da qualsiasi schieramento politico e confessionale, Campagne nazionali di sensibilizzazione, iniziative di solidarietà e progetti basati su un approccio di partenariato. Opera come strumento di coordinamento politico culturale e progettuale, con l’obiettivo di promuovere una nuova cultura della solidarietà.