COMUNICATO STAMPA

 GIORNATA MONDIALE DEL RIFIUTO DELLA MISERIA.

 Barbera CIPSI: “Per rifiutare la miseria, dobbiamo mettere un freno alla ricchezza. Come è possibile continuare ad affermare che vogliamo aiutare i profughi e gli immigrati a casa loro, se continuiamo a vendere armi ai loro governanti? Chiediamo di non promuovere inutili manifestazioni/passerella!”.

 

Roma, 16 ottobre 2017“Mentre stiamo vivendo consumando il 156% delle risorse quotidianamente disponibili, la sola possibilità che abbiamo per rifiutare la miseria è di mettere un freno alla ricchezza!” Con queste parole, il presidente di Solidarietà e Cooperazione CIPSI – Coordinamento di 33 associazioni di solidarietà e cooperazione – Guido Barbera, introduce l’impegno delle associazioni CIPSI per la giornata del rifiuto della Miseria.“Per questo motivo”, continua Barbera, “le associazioni CIPSI sono da decenni schierate contro ogni forma di miseria, non solo materiale, attraverso una presenza sociale, culturale e politica per contrastare ogni potere ed ogni politica che non radichi le sue radici nella garanzia dei diritti umani e nella tutela dei beni comuni. La globalizzazione ha rivoluzionato l’esistenza di tutti, portandoci di fatto ad un’interdipendenza globale dove la vita di ognuno è legata alla vita globale di tutti. Dall’alimentazione all’ambiente, dall’acqua alla salute, dalla comunicazione alle relazioni… tutto ruota attorno ad una logica di cause-effetti che ricade direttamente sulla nostra vita.

Come è possibile continuare ad affermare che vogliamo aiutare i profughi e gli immigrati a casa loro, se continuiamo a vendere armi ai loro governanti e sottopagare le loro materie prime e i loro prodotti? Come possiamo anche solo pensare che si possa aumentare i consumi, quando stiamo già consumando molto di più di quanto è a nostra disposizione? Perché l’informazione e la comunicazione continuano a vendere illusioni e falsità, piuttosto che aiutarci a comprendere la realtà in cui viviamo e le possibilità di convivere tutti insieme? Perché non sappiamo fermare il commercio di armi che alimenta il potere di pochi e la miseria di molti, creando divisioni, miseria e conflitti?

Ricchezza e miseria hanno rotto ogni confine e condizionano la qualità di vita di tutti gli abitanti del pianeta, in maniera irreversibile”, afferma Barbera.“In questi 8 anni di crisi economica mondiale,i ricchi si sono arricchiti ancora di più, mentre i poveri sono diventati ancora più poveri! Non è accettabile che 13milioni di persone su 7,3 miliardi, siano proprietari della ricchezza mondiale! 4,8 milioni sono negli Stati Uniti, 2,9 milioni in Giappone, 1,3 milione in Germania, 1,1 milione in Cina, 579 mila in Francia… e 252 mila in Italia (erano 229 mila nel 2015). Anche la cooperazione deve liberarsi dalle strumentalizzazioni economiche e politiche per ritornare a rappresentare la volontà ed il protagonismo dei cittadini a costruire la comunità e la convivenza”. “In questa giornata”, conclude Barbera, “la lotta per lo sradicamento della miseria, chiede ben altro che buoni sentimenti”.

 Chiediamo ai giornalisti e a tutti i mezzi di comunicazione, almeno per un giorno, di dare voce ai diritti, alla giustizia, ai valori della vita e della convivenza, dimenticando ogni interesse economico o politico. 

Chiediamo al parlamento italiano di favorire il protagonismo politico di ogni cittadino non privandolo della possibilità di scegliere i suoi rappresentanti e valutarne la coerenza con i mandati elettorali.

Chiediamo di non promuovere inutili manifestazioni/passerella, se non finalizzate a liberarci dagli strumenti che favoriscono la ricchezza di pochi aumentando la miseria di moltissimi. Impegniamoci a chiedere di:

– mettere fuorilegge i paradisi fiscali che permettono i furti all’umanità;

– abolireil segreto bancario, che copre le attività che producono la miseria;

– cancellare ogni legge, nazionale,europea, internazionale che privatizza e liberalizza le assicurazioni, le casse di risparmio, le banche di credito dette d’interesse pubblico, le banche cooperative e mutualistiche, le banche popolari;

– eliminare l’indipendenza politica della Banca Centrale Europea (subordinata ai mercati finanziari) ri-affermando la responsabilità pubblica ed il potere di controllo pubblico in materia di politica monetaria.

“Se ci impegniamo tutti insieme”, conclude Barbera, “questi sogni possono diventare realtà! Allora avremo veramente iniziato a rifiutare la miseria!”

Ufficio Stampa, Nicola Perrone, ufficiostampa@cipsi.it, cel. 329.0810937

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Un commento per Cipsi: “Per rifiutare la miseria, frenare la ricchezza”

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