Il progetto “Acqua fonte di Vita” è stato sostenuto con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese.

Un altro grande traguardo per il CIPSI: sono stati conclusi i lavori per la costruzione di un pozzo con pompa elettrica e distribuzione nel villaggio di Mogong, nella regione dell’Estremo Nord del Camerun. “Acqua fonte di Vita” è un progetto coordinato dal CIPSI, realizzato in loco dall’associazione camerunese AMT WAFA, cofinanziato dalla Chiesa Valdese tramite i fondi dell’Otto Per Mille.

L’obiettivo generale del progetto era quello di migliorare l’accesso all’acqua per ridurre la povertà, aumentando la produttività agricola e pastorale nell’estremo nord del Camerun.
L’obiettivo specifico era quello di facilitare l’accesso all’acqua per uso agropastorale e uso domestico a Mogong, Regione Estremo Nord del Camerun.
Beneficiari: I beneficiari diretti e indiretti del progetto, sono le popolazioni della Regione Estremo Nord del Camerun di Mogong e altri sei villaggi circostanti coinvolti dal progetto: Ouzal, Loulou Moudoumbouï, Mayel Ngaïma, Mayo-Baram Mouloum, Ndoukoula, Foutoud, Gonozo, Damai, Mougoudou, Noubou, Toulvouï, Tchoffi, Diguidim, Gaweł. Il numero dei beneficiari è di 70.000 abitanti dei villaggi (settantamila).

Partner coinvolti: AMT/WAFA – Action Monde pour Tous di Mogong Camerun
a) Descrizione delle attività progettuali
Il progetto per la realizzazione di un punto acqua ad uso familiare e ai fini agricoli/pastorali presentato alla CHIESA Valdese, trovava giustificazione nelle grandi difficoltà incontrate nella regione dell’Estremo Nord del Camerun – in particolare nel villaggio di Mogong e dintorni, ad accedere all’acqua.
Il progetto prevedeva sostanzialmente le seguenti attività:
1. Identificazione luogo per costruzione di un pozzo
2. Scavo e costruzione del pozzo, con cisterna d’acqua e distribuzione per orti e allevamenti
3. Protezione del pozzo ed alimentazione elettrica per funzionamento pompe
4. Formazione degli abitanti del villaggio per la gestione e manutenzione del pozzo e degli impianti.


L’identificazione del punto di scavo e realizzazione dell’impianto da parte di un esperto del settore, è stato fatto su due siti diversi per identificare il punto migliore per lo scavo con le attrezzature della Fondazione Bethléem. (sono state inviate le foto di tale fase nel 1° rapporto inviato).

  • Dopo l’identificazione del sito migliore, lo scavo effettivo è iniziato verso le 16,00 di mercoledì 3 gennaio 2018 per terminare Giovedì 4 gennaio alle ore 11:00. Lo scavo ha avuto luogo senza riscontrare alcuna difficoltà particolare. La profondità di foratura raggiunta è stata di 57m di profondità. L’installazione dei tubi in PVC Crépinés è stata immediatamente eseguita per evitare ogni possibile frana del terreno. Sono seguiti i lavori di soffiaggio, ossia pulitura dai detriti grossolani come ghiaia, argilla, fango… compresa la pulitura delle attrezzature che sono stati usate.
    Al termine dello scavo è stata eseguita la prova del flusso di acqua al fine di conoscere la potenzialità reale del flusso della fonte d’acqua trovata. Alla fine del lavoro, i risultati sono stati positivi e incoraggianti. I primi test hanno dato le seguenti informazioni: dopo 43 secondi di scarico, il dispositivo ha registrato un flusso di 837m3 di acqua all’ora. Alla fine di 125mn, abbiamo registrato una portata di 0, 9m3 di acqua in 40 secondi. La conclusione è stata di un flusso buono perché in Camerun, un pozzo è descritto come produttivo da un minimo di 0, 7m3 di acqua all’ora. Dopo 5 minuti di tempo morto, l’ascesa dell’acqua è stata di 8, 7m di altezza. L’acqua è risultata limpida, inodore è piacevole da bere, oltre che di buona qualità e senza contaminazioni di alcun genere.
    Pulizia del sito per ulteriori lavori: questo lavoro ha permesso la preparazione del campo per l’impianto di colture maraichères. Questo progetto infatti, al termine di tutto il lavoro, come abbiamo già detto, faciliterà l’accesso all’acqua sia per l’irrigazione domestica che per quella animale e per alleviare le carenze di acqua piovana.
    Costruzione di una cisterna d’acqua con pompa fotovoltaica per assicurare la continuità dell’acqua raccolta in alto per darle pressione di caduta per la distribuzione nei vari punti di utilizzo e negli impianti di irrigazione delle colture e l’accesso all’acqua potabile per gli scopi domestici. La costruzione fatta è quella caratteristica della torretta di acqua che fornirà l’acqua per le colture, l’innaffiatura animale ed i bisogni domestici: acqua potabile umana ed altri bisogni dell’acqua domestica.
    Durante la realizzazione dei lavori è stato necessario garantire il trasporto non solo dei materiali acquistati nelle città di Maroua e Motrwua distanti circa 40-50 km dal villaggio, ma anche dei tecnici che hanno provveduto allo scavo del pozzo.
    Per l’esecuzione dei lavori previsti dal progetto si è provveduto all’acquisto dei materiali previsti di costruzione, senza particolari modifiche e con lievi spostamenti di costi (ghiaia, sabbia, cemento, chiodi, recinzioni, pannelli solari, pompa, cavi, tubi, tavole…).
    Formazione: la formazione ha tenuto conto e coinvolto due tipi di beneficiari: popolazione, personale AMT/WAFA e collaboratori. La popolazione è stata formata alla buona gestione ed uso dell’acqua e dell’impianto. A tal fine è stato costituito un comitato di villaggio responsabile della gestione, comprese le risorse per la manutenzione. Il personale e i collaboratori di AMT/WAFA sono stati formati alla manutenzione e corretto uso dell’impianto e alla sua mplementazione.
    A conclusione dei lavori e del progetto, come ha confermato anche la visita fatta in loco, possiamo ribadire che tutti i risultati attesi sono stati raggiunti ed un cambiamento significativo è evidente nel villaggio di Mogong. La presenza di un nuovo punto idrico ad alimentazione fotovoltaica realizzato nei terreni di AMT/WAFA messi a disposizione dal Capo Villaggio, è garanzia oggi non solo di una concreta e reale possibilità di accesso all’acqua per la popolazione, ma anche di sopravvivenza, nei lunghi mesi di siccità, per gli animali e di concrete nuove possibilità di ampliamento delle coltivazione ortofrutticole e agrarie che porteranno un notevole miglioramento alla vita dei bambini e della popolazione locale. Già in questi mesi gli orti sperimentali presentavano nuovi prodotti che aumenteranno gradualmente nel corso dei prossimi mesi. Parlare di cambiamenti significativi nella vita delle persone in questi primi mesi di completamento del progetto è azzardato e pretenzioso. Dobbiamo attendere e primi frutti e risultati.
    Possiamo comunque affermare che il nuovo impianto ha portato una carica di energia e volontà operativa in particolare in tanti giovani coinvolti da AMT/WAFA. Stanno programmando alla coltivazione di ortaggi, pomodori ecc. ad un piccolo impianto di piscicultura… Grazie all’impianto si sono aperte nuove prospettive per molti giovani che rientrano dalla Nigeria e dalle esperienze disastrose nei gruppi di Boho Haram con nuove possibilità di lavoro. Un piccolo centro di formazione è stato realizzato con risorse locali e di donatori per il rafforzamento delle capacità operative dei giovani ed alcuni sono avviati alla formazione in un Istituto agropastorale nella città di Malik attraverso stage e apprendimento sulla gestione delle acque, la graduale costituzione di colture vegetali, l’agevolazione di accesso all’acqua per uso domestico alle famiglie, facilitazione dell’accesso all’acqua per l’irrigazione degli animali: piccoli ruminanti e pollame.
    Opportunità e/o rischi: la situazione attuale rispetto al punto di partenza apre le porte a nuove opportunità per la valorizzazione del territorio. L’acqua disponibile è garanzia di vita e non si prevedono particolari rischi, se non forse l’arrivo di tante nuove persone che sempre più lasciano i territori senz’acqua per spostarsi dove c’è acqua. Segnali di aumento della popolazione risultano già evidenti.
    In conclusione, possiamo affermare senza alcun dubbio che questo progetto realizzato grazie al contributo dell’Otto per Mille, ha inserito una marcia in più all’intera popolazione del villaggio di Mogong
    e dintorni. Una marcia di speranza, ma anche di possibilità concrete. Oggi si guarda al futuro con meno preoccupazione. La siccità che nel 2018 ha portato fame e morte nelle regioni, spaventa un po’ meno, anche se il lavoro da fare rimane ancora molto.

 

 

 

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