LEGGE 125, COOPERAZIONE INTERNAZIONALE: NULLA È CAMBIATO!

20 anni quasi per cambiare la legge… un anno e mezzo per partire… e poi all’improvviso ci accorgiamo che tutto è come prima! L’Agenzia Italiana della Cooperazione allo Sviluppo a che cosa serve?

 

Guido Barbera (presidente CIPSI): “Fin dall’approvazione della legge 125 abbiamo detto che la nuova legge nasceva vecchia  e con pericolose aperture al privato! Abbiamo accolto comunque l’importanza di aver sbloccato una situazione stagnante da troppi anni, e soprattutto l’apertura alle tante e variegate partecipazioni della società civile ad una nuova cooperazione. La nuova Agenzia Italiana in soli 25 giorni ci ha riportati al punto di partenza. NULLA è cambiato!

 

Roma, 03 febbraio 2016 “A che serve avere una legge che riconosce la molteplicità delle forme aggregate e dei contributi della società civile impegnata nella cooperazione, se poi si limitano le possibilità con norme restrittive e rigide, le stesse definite per ridurre le “vecchie e tradizionali ONG” in un gruppetto ristretto di “professionisti” del settore?”. Con questa domanda Guido Barbera, presidente di Solidarietà e Cooperazione CIPSI – Coordinamento di iniziative Popolari di Solidarietà Internazionale, che raggruppa 30 associazioni italiane – commenta le linee guida per l’accesso della società civile all’“elenco” che riconosce i “soggetti” no profit della cooperazione (art.26 L.125/2014).

Circa 20 anni di dibattiti per arrivare alla nuova legge. Un anno e mezzo per avviare il nuovo ciclo. E poi ti accorgi che si è copiato quasi tutte le norme di prima! Non ci siamo, dichiara Barbera. La società civile nelle sue varie espressioni, anche nelle sue piccole associazioni, è la vera prima linea della cooperazione italiana e dei valori costituzionali del nostro Paese. Non riconoscerli, non è solo un errore politico strategico, ma è il fallimento della nuova legge fin dalla partenza. Alla globalizzazione dell’economia che ha concentrato la ricchezza di metà popolazione mondiale in sole 10 persone, possiamo rispondere solo con la globalizzazione della solidarietà partecipata, non con pochi eletti della cooperazione. Chi oggi risponde concretamente alle migliaia di persone che fuggono dalle guerre. Chi si trova a lottare di fronte al terrorismo, alle nuove forme di schiavitù, mentre i nostri governi aprono le porte al commercio delle armi, a nuovi conflitti… incapaci di una vera risposta politica. Chi cerca di fermare la crisi ambientale, il massacro progressivo delle risorse e del clima. Tutti i grandi obiettivi dei governi non hanno dato risposte alle crisi economiche e alla povertà che uccidono tutti i giorni per fame, mancanza d’acqua pulita, malasanità ecc…

Non c’è democrazia senza partecipazione della società civile, conclude Barbera, tantomeno si può difendere e tutelare i diritti di tutti gli esseri umani e i beni comuni dell’umanità, se non si valorizza la società civile e la si rende protagonista del suo cammino. La cooperazione non può essere fatta da affari e tantomeno da interessi di alcun tipo. La cooperazione è relazione. È partecipazione. Sono diritti. Sono beni comuni per tutti.

 

Le Associazioni CIPSI – AINRAM (RM); AIS Seguimi (RM); AMISTRADA (RM); AMU (RM); CESVITEM (VE); CEVI (UD); Chiama il Senegal (BO); CREA (RM); DPU (CB); EMERGENZA SORRISI (RM); FUNIMA (FM); GMA (PD); ISI (RE); NADIA ONLUS (VR); UPD (PD); VISES (RM); Voglio Vivere ONLUS (BI); Cooperativa La Locomotiva (MO); Immagine ONLUS (RM); People Help The People (PA); Sulla strada ONLUS (TR); Di Tutti i Colori (RO); FB (MI); Cosviluppo e Migrazione (CT); Nats Per (TV); SAL (RM); Terre Madri (RM); Tonale Estate (RE).

 

Ufficio Stampa Cipsi –  Nicola Perrone, ufficiostampa@cipsi.it – cel. 329.0810937

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