È uscito il n. 3 del 2019 della rivista Solidarietà Internazionale. In questo numero … Copertina: CORTOCIRCUITO ITALIA. Editoriale: Posti davanti a un bivio. Un numero monografico di analisi con un’intervista a Giuseppe De Rita (Censis), e articoli di Luigino Bruni, Raniero La Valle, Roberto Savio, Michele Sorice, Brunetto Salvarani, Riccardo Petrella, … e tanti altri!
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In questo numero.

Editoriale. Posti davanti a un bivio, di Eugenio Melandri.
Sarà perché́ il tempo che passa mi rende sempre più̀ insicuro e i passi che ogni giorno sono chiamato a camminare si fanno sempre più̀ incerti e stanchi; ho fatto fatica nelle settimane passate a seguire lo svolgersi di questa campagna elettorale. Per me sempre più̀ incomprensibile. Forse – ma non c’è mai limite al peggio – abbiamo toccato il fondo e decretato la morte definitiva della politica. 
Questo numero di Solidarietà̀ internazionale parte da qui. Dal cortocircuito di cui soffre la politica oggi e che trova riscontro in una società̀ sempre più̀ incattivita e rancorosa. E si pone delle domande: perché questa sorta di impazzimento collettivo?
… Pare si sia bloccato, in questo nostro vivere comune, il meccanismo della solidarietà̀. E tutto ciò̀ alimentato ed allevato anche da chi istituzionalmente sarebbe chiamato a promuovere il contrario. Indifferenza verso la sofferenza; formule immorali che presentano l’egoismo come virtù̀: “prima gli italiani”; attacchi continui e diffamazione nei confronti di chi salva vite umane; anche bypassando i diritti in nome della difesa del proprio “particulare”. Se è vero che nel mondo si sta combattendo una “guerra mondiale a pezzi”, spesso voluta dai ricchi contro i poveri, in una sorta di lotta di classe al contrario; se è il potere stesso a spingere i poveri a farsi la guerra tra loro, a noi tocca rispondere mettendo in campo tutte le nostre forze. Che non possono essere che “altre” da quelle usate da chi muove le fila del potere. Forse la politica oggi è chiamata a reinventarsi e a scoprire strade, forme e regole altre. 
Ognuno di noi è posto davanti ad una scelta: “Ci sono o me ne frego?”. Ho una parte, un ruolo da svolgere in questo mondo. Devo esserci. Anche se sono stanco e senza forze. Anche se sono fragile e debole. 
Il problema non è la fragilità̀, ma l’indifferenza. 

Giuseppe De Rita: Schiavi di un eterno presente, a cura di Guido Barbera e Nicola Perrone.
Stiamo vivendo una profonda crisi di identità. Siamo incapsulati in una realtà piena di rancore e incerta nel programmare il futuro. Il rancore che attraversa la nostra vita sociale altro non è che il lutto per ciò̀ che non è stato. Si è fermato l’ascensore sociale e non accettiamo la possibilità̀ di restare fermi o peggio ancora di discendere anche solo un gradino nella scala sociale. Intanto impera il “myself first”. Prima di tutto vengo io. Che poi diventa “italian first”: prima gli italiani. Costruiamo una società̀ sovranista sia a livello psichico: sono io “il sovrano”, il primo; sia a livello sociale. Ne nasce un sistema sociale attraversato da tensioni, paure e rancori, che aspira ad un sovrano autoritario e chiede stabilità. Supponendo che le cause dell’ingiustizia siano tutte contenute nella non sovranità̀ nazionale. Quindi chiudiamo i porti e le porte ai migranti. 

Vedere.

La solidarietà da valore a reato, di Raniero La Valle.
I veri reati sono le politiche in atto contro i migranti. In pochi mesi e con pochi gesti annientate intere esperienze di integrazione e di inclusione. Distrutte intere comunità cresciute intorno al valore dell’accoglienza. Il consenso popolare perseguito attraverso aperte violazioni dei diritti umani.

La nuova religione del business, di Luigino Bruni.
Esiste un rapporto stretto fra la cultura della povertà e la meritocrazia, che sta diventando la nuova religione del nostro tempo, i cui dogmi sono la colpevolizzazione del povero e la lode per la diseguaglianza.

Se le banche sono più importanti delle persone, di Roberto Savio. 
Se l’importo pagato per salvare le banche fosse stato distribuito ai 7,5 miliardi di persone nel mondo, ogni individuo avrebbe ricevuto 2.571 dollari. Questo avrebbe praticamente risolto tutti i problemi sociali del mondo, indicati come gli Obiettivi del Millennio dalle Nazioni Unite in un accordo sottoscritto da tutti i paesi.

Le chiese e i migranti, di Brunetto Salvarani.
In questi anni l’Europa sta attraversando una crisi profonda, che appare in primo luogo crisi di senso e di credibilità, e presenta non pochi punti di contatto col clima sociale e culturale dell’epoca nazista. Di fronte a tale situazione occorrerebbe recuperare l’intuizione di Bonhoeffer, almeno sul pronunciamento di parole profetiche che rendano il messaggio di Gesù vivo e in grado di risvegliare coscienze cristiane che sembrano addormentate e incapaci di cogliere la gravità del momento presente.

Il disordine informativo, di Michele Sorice.
I media non sono più solo mezzi di informazione ma anche strumenti per ottenere il consenso. La creazione del nemico, nei social media, è funzionale alla narrazione identitaria di una politica che ha adottato la logica dello scontro, e in cui la legittimazione passa necessariamente attraverso la delegittimazione dell’avversario.

Demografia diseguale, di Claudia Cusumano.
Fino ad ora i Paesi occidentali hanno consumato non solo i beni del proprio territorio, ma si sono appropriati illegalmente delle risorse dei paesi meridionali. Occorre modificare la gestione delle risorse e cambiare gli stili di vita. Nel 2060 l’aumento demografico sarà determinato quasi esclusivamente dai paesi meno sviluppati.

L’Italia va alla guerra, di Maurizio Simoncelli.
La produzione e l’esportazione di armi da parte dei paesi occidentali sembra non voler arrestare la sua espansione. Porta con sé un numero impressionante di morti. L’Italia è al nono posto. Il commercio globale di armamenti nel quinquennio 2014-2018 è arrivato a ben 146 miliardi di dollari. Come ai tempi della Guerra Fredda.

Giudicare

Il capitalismo planetario guerriero, di Riccardo Petrella.
Il suo dominio è quasi universale. Le devastazioni ambientali della vita della Terra si sono intensificate ed aggravate. La dissociazione crescente tra economia e politica a favore della prima. Lo smantellamento dello stato di diritto. De-legalizzare la legittimità di questa organizzazione del mondo.

Aiuto pubblico e cooperazione, di Silvia Stilli.
L’Africa è il continente più ricco del mondo. E, nonostante questa sua forza, ha ancora bisogno di sostegno a livello economico e sociale. Questo affinché un giorno possa finalmente camminare da sola.

Propaganda a suon di “balle”, di Patrizia Sentinelli.
“Prima gli italiani. Aiutiamoli a casa loro” è lo slogan ricorrente di chi vanta di difendere la sicurezza del paese. Dietro a queste parole si cela la volontà da parte dei poteri forti di nascondere la verità dei fatti: lo sfruttamento delle risorse africane, che costringe ad emigrare. La politica di cooperazione fa acqua da tutte le parti. L’Africa si aiuta da sola. Tante menzogne spacciate per verità.

Le briciole per “aiutarli a casa loro”, di Guido Barbera.
La Terra può rispondere adeguatamente alle esigenze di sovrappopolazione, ma non con l’attuale sfruttamento incontrollato delle risorse. Il progetto di una società solidale deve costituire il traguardo di ogni comunità civile egualitaria e fraterna. I tagli alla cooperazione: siamo lontani dall’impegno di stanziare lo 0,7% del reddito nazionale lordo per gli aiuti allo sviluppo. La cooperazione non è competizione, ma solo ed esclusivamente relazione e collaborazione.

Condividere con il Sud del mondo, di Carlo Sansonetti.
Un’esperienza segnata in Costa Rica dalla foresta vergine e da una società senza armamenti. L’impegno per strappare i bambini del Guatemala dalla povertà, costretti, per sopravvivere, a maneggiare polvere da sparo, petardi e fuochi artificiali. La condivisione della solidarietà e la comunione con i poveri, perché solo in questo modo si può trasmettere loro una speranza e un futuro.

Decreto Salvini: né in cielo, né in terra… né in mare, di Martino Coppola.
Le novità introdotte dal nuovo Decreto Sicurezza rendono ancora di più difficile la condizione dell’immigrato e del profugo in Italia. Migranti vittime di un umiliante calvario burocratico. L’esperienza del “modello Riace” sembra ormai essere diventata un lontano ricordo. Il dibattito politico sull’immigrazione in Italia è fatto di slogan e proclami. Il numero delle vittime in mare continua a salire.

Liberare l’Europa, di Roberto Musacchio.
Nelle ultime elezioni l’Europa ha dovuto scegliere tra due facce, entrambe oscure, della luna: liberismo tecnocratico e populismo xenofobo. Se si vuole ancora credere in un possibile cambiamento, bisogna uscire dall’eclisse e ritrovare il sole.

Eppur si muove, di Giancarla Codrignani.
Il 26 maggio è stato per tutti gli italiani e gli europei un importante appuntamento. L’Europa che aspettiamo da queste votazioni sia il risultato di un cambiamento. Non sarà facile ridiscutere i Trattati e realizzare non solo gli ideali di Spinelli, ma salvare le democrazie dai nazionalismi e dalle crisi.

La crisi dello stato sociale, di Nicoletta Teodosi.
Secondo la costituzione, è compito dello stato la rimozione degli ostacoli economici e sociali che impediscono il pieno sviluppo e la partecipazione di tutti i cittadini alla vita del Paese. Ma quello che è scritto sulla Carta quanto corrisponde alla realtà dei fatti?

Pianeta a rischio sopravvivenza, di Beatrice Scucchia.
La terra versa in condizioni disastrose e l’azione umana ne è l’origine principale. Acqua, flora e fauna sono gli elementi più colpiti e gli esseri umani, senza rendersene conto, stanno decretando la propria fine. I dati riportati dall’Onu delineano un quadro ambientale a dir poco spaventoso. Il cambiamento dipende da noi.

Agire

L’isolamento delle Comore, di Niccolò Rinaldi.
Dopo aver reclamato la loro indipendenza dalla sovranità francese, la nazione è rimasta sempre restia ad ogni forma di integrazione con il mondo esterno. Tant’è che le isole non possiedono né attrezzature né servizi adatti per accogliere i turisti. 

I 300.000 di Morobi, di Erberto Zani.
È il più grande dei trenta immensi campi allestiti in tutto il paese per accogliere rifugiati di guerra. Ospita circa 300 mila persone. L’Uganda ha deciso di aiutare chi scappa da guerre e persecuzioni. Si conferma una delle nazioni più sensibili al tema delle migrazioni.

La “Bisaccia del Pellegrino”, di Maria Concetta Caruso.
A Paternò c’è la “Bisaccia del Pellegrino”, un’organizzazione che pone al centro della propria attività i valori della solidarietà e del bene comune. La struttura apre le porte ai migranti e agli autoctoni, per offrire un rifugio e un pasto caldo, creando una comunità solidale. A Catania stanno nascendo gli Help Center per sopperire ai tagli dello Stato

La solidarietà non coloniale, di Stefano Zamagni.
Si tenuta a Rimini la diciannovesima edizione del Forum nazionale del sostegno a distanza (Forum SaD). Ribadito l’impatto sociale ed economico di questa pratica. 

Da testimonianza a progetto politico, di Rosario Lembo
La salvezza del Pianeta Terra, come bene comune dell’umanità, cioè di tutti gli esseri viventi, può trasformarsi in un progetto politico? Le esperienze di gestione attraverso “stili e impegni di vita” fondati sui principi di solidarietà sono molto spesso rimasti a livello di testimonianza di gruppo. In pochi casi sono riuscite ad incidere realmente sulle scelte politiche.

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Un commento per Cortocircuito Italia, è uscito il n. 3 di Solidarietà internazionale

  1. […] il numero monografico della rivista Solidarietà Internazionale: Cortocircuito Italia (vedi http://cipsi.it/cortocircuito-italia-e-uscito-il-n-3-di-solidarieta-internazionale/). Un’attenta lettura a 360 gradi del contesto in cui viviamo per comprendere la realtà ed […]