L’acqua è un bene prezioso, essenziale per il pieno godimento della vita, cui tutti gli esseri umani dovrebbero poter avere accesso. Sebbene anche la Risoluzione ONU del 2010 la dichiari diritto umano universale e fondamentale, ancora oggi l’acqua è un bene di cui non tutti possono disporre.

A Pikine Est, quartiere della periferia di Dakar (Senegal), molte case sono dotate di acqua corrente e, quando non lo sono, i bambini si recano presso le pompe idriche agli angoli delle strade o vicino le moschee, riempiono le bottiglie vuote così da permettere alle proprie mamme di avere acqua per pulire e cucinare. In un quartiere che ospita in meno di un chilometro quadrato oltre 90.000 persone, l’acqua, così essenziale per lavare, pulire, bere, mangiare, pregare non sempre è sufficiente a coprire il fabbisogno di tutti. Durante i mesi più caldi, quando la risorsa scarseggia e deve essere razionata, si possono aspettare ore e a volte giorni prima che l’acqua torni, sperando che la cisterna, onnipresente nelle case, non finisca.
Quando si ha sete si possono acquistare bottiglie d’acqua alla boutique più vicina o fermare uno dei tanti ragazzini che trasportano sulla testa ceste piene di sacchettini d’acqua fresca a poco più di 100 franchi, meno di 30 centesimi d’euro. I sacchetti, equivalenti alle bottiglie da mezzo litro che così facilmente troviamo ai distributori automatici nelle nostre scuole e uffici, spesso sono riempiti con l’acqua del rubinetto o del pozzo, che non sempre è potabile o filtrata secondo norme igieniche tali da considerarla sicura.

Mentre l’acqua potabile scarseggia, abbonda invece l’acqua delle piogge durante i mesi dell’”hivernage”, ma in un Paese in cui mancano un sistema di canalizzazione dell’acqua pluviale e un sistema fognario efficiente, più che una manna dal cielo le piogge rappresentano un problema. I pochi tombini presenti sulle strade non sono in grado di raccogliere tutta l’acqua, che fuoriesce insieme ai rifiuti accumulati e allaga le strade, entrando nei cortili interni delle case, centro della vita famigliare. Lì le famiglie aspettano pazientemente che la pioggia finisca e, armati di secchio, svuotano i cortili dalla fanghiglia e dai rifiuti e riprendono la consueta vita fino alla prossima pioggia.

Le acque che ristagnano durante le precipitazioni rappresentano un grave problema di salute per gli abitanti di Pikine, aumentando il rischio di contrarre malattie quali malaria, tifo e colera e creando un ambiente insalubre e malsano. Il pieno godimento del diritto all’acqua può essere garantito non solo attraverso l’accesso all’acqua potabile, ma anche tramite la fornitura di servizi e infrastrutture necessarie per beneficiare di acqua di qualità e di un ambiente sano. Nonostante i molti programmi realizzati dal governo senegalese in questo ambito, restano ancora molti problemi da affrontare: l’accesso all’acqua e all’igiene rappresenta ancora una delle principali sfide.

(a cura di Martina Pierobon, volontaria in Servizio Civile Nazionale)

 

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