Dopo due settimane, il fondatore dei «Beati costruttori di pace» conclude lo sciopero della fame. «Sono allo stremo». Ma fioccano lettere e adesioni contro il cemento e le grandi opere

PADOVA — Nella serata di mercoledì 28 agosto, dopo quattordici giorni, don Albino Bizzotto, 74 anni, fondatore e anima dei «Beati i costruttori di pace», ha sospeso il suo sciopero della fame «contro il disinteresse per la questione ambientale, le grandi opere da realizzare in project financing e l’inerzia culturale riguardo alla tutela del territorio della Regione Veneto». «Non ce la faccio più – confida, appoggiato con la mano al camper parcheggiato all’interno del cortile dell’associazione, che lo ha ospitato in questo lungo e faticoso digiuno -, sono allo stremo: ho perso undici chili, la fatica si fa sentire in modo tremendo ed ora sento che anche la testa comincia a soffrire. Perdo la memoria. Devo smettere».

Per il sacerdote, da anni in frontiera contro guerre e povertà (in città ha messo in piedi una rete di accoglienza, che offre quotidianamente assistenza alimentare a oltre tremila famiglie in crisi), questo epilogo segna tuttavia il raggiungimento dell’obiettivo. «Lo sciopero non solo è servito, perché il messaggio ha colpito nel centro, smuovendo tante coscienze – dice don Bizzotto, con la voce impastata dalla fatica -;ma è destinato a continuare. In tanti, tantissimi si sono uniti a me nell’astinenza dal cibo e andranno avanti per giorni (c’è già proprio un calendario con le adesioni): persone comuni, membri di comitati, politici, come Laura Puppato del Pd o come gli assessori della giunta di Marano Vicentino.

Il 28 e il 29 settembre, inoltre, faremo un digiuno collettivo in tutta la regione. È chiaro – prosegue – che con lo sciopero della fame non pensassi di fermare subito le opere che si vogliono costruire in sfregio al nostro territorio, dalla Valdastico Nord a Veneto City, passando per il nuovo ospedale di Padova; ma il gesto è diventato il segno di una sofferenza collettiva, di una denuncia ad un diverso approccio alla terra, intesa come portatrice di vita e non come discarica, che non può essere più eluso». Don Bizzotto, ora seduto su una sedia, sotto ad un gazebo nel cortile dei «Beati », mostra le lettere che gli sono arrivate in questi giorni e i messaggi che i molti «visitatori» gli hanno lasciato sul suo «diario». Sono centinaia. «Ti ringrazio perché ti stai battendo anche per mio figlio – scrive Elisa di Treviso, mamma di un bambino di 7 anni -, i suoi occhi sono talmente abituati a vedere brutture, che ormai per lui diventano la normalità». «Grazie a te, Albino, di questo viaggio fisico, umano e di cuore», scrive invece Irma, da Posina (Vicenza). «Viva don Albino, viva Gandhi», si legge su un quaderno.

Da don Bizzotto sono venuti pure tanti politici: da Alessandro Zan, senatore di Sel, a Clodovaldo Ruffato, presidente del consiglio regionale del Veneto (dove il sacerdote sarà ricevuto martedì), fino ai parlamentari grillini. Mentre altri gli hanno fatto pervenire la solidarietà (dal montiano Giampiero Dalla Zuanna, ai Pd Massimo Bettini e Giorgio Santini). Mercoledì 28 agosto, invece, in delegazione al «camper», c’era il capogruppo del Pd a Palazzo Ferro Fini, Lucio Tiozzo. Don Albino non gli ha risparmiato alcune stoccate: «Nel Pd non c’è stato nessun cambio di passo sui temi ambientali – ha attaccato il sacerdote -. E cosa dire del vostro silenzio sugli scandali del Mose?». Tiozzo ha replicato: «Una risposta la daremo presto, entro l’anno vogliamo presentare una proposta di legge regionale sulla tutela del territorio. Abbiamo già messo i tecnici al lavoro».

Anche il governatore Luca Zaia, in questi giorni, ha speso parole nei confronti del sacerdote. Esprimendo però una posizione critica. «Apprezzo il digiuno per l’ambiente di don Bizzotto ma le opere servono e sono state chieste dal territorio – ha detto mercoledì 28 agosto il presidente -. Il Veneto ha un gap infrastrutturale del 30% rispetto al Paese e bisogna porvi rimedio, le scelte che facciamo sono chieste e condivise dal territorio quindi diamo una risposta alla quale come amministratori non possiamo sottrarci». Don Albino accoglie le parole del governatore con un sorriso stanco: «Il Vento non può più sopportare la politica di aggressione del territorio che c’è stata in questi anni. Questo mio sacrificio ha dimostrato che siamo in tanti a pensarla così».

LA LETTERA DI DON ALBINO CON LE MOTIVAZIONI DELLO SCIOPERO

Carissima/o,

desidero comunicarti che da oggi, venerdì 16 agosto, inizierò un digiuno a sola acqua, a tempo indeterminato, per l’emergenza ambiente.

Vorrei sollecitare l’attenzione e l’impegno sia per la situazione disastrata del Veneto (grandi opere, project financing), che per superare l’inerzia culturale riguardo al territorio.

Non chiedo solidarietà personale, ma questo non significa che io la rifiuti. Ho scelto questo momento per non intralciare le attività di altri comitati.

Se ritieni che la mia iniziativa possa essere utile all’impegno che stai profondendo con il tuo comitato o la tua associazione e che sia  possibile coinvolgere altre persone, ne sarei contento, perché assieme potremmo contribuire alla crescita della coscienza comune. Per questo mi rendo pienamente disponibile per organizzare incontri di sensibilizzazione o per proporre prese di posizione condivise.

Durante il digiuno ho intenzione di condurre le consuete attività quotidiane, nei limiti delle mie capacità e forze, permettendo a tutti coloro che lo vorranno di incontrarmi e verificare anche visivamente la serietà dell’impegno preso. Per questo da venerdì vivrò accampato in un camper, parcheggiato nel cortile dell’Associazione stessa, in via A. da Tempo n. 2 a Padova.

 

Se credi che la mia iniziativa possa essere utile, ti chiedo di darne diffusione attraverso i tuoi contatti.

 

Ciao. Un saluto di Pace.

Don Albino Bizzotto

 

 

Associazione Beati i Costruttori di Pace

via A. Da Tempo n. 2 CAP 35131, Padova

tel. 0498070522 – Cell. Don Albino 3482641230

web: beati@beati.org – www.beati.org

 


www.beati.org

DON ALBINO BIZZOTTO DAL 16 AGOSTO A DIGIUNO PER L’EMERGENZA AMBIENTE IN VENETO
Don Albino Bizzotto, sacerdote padovano di 73 anni e anima dell’Associazione “Beati i Costruttori di Pace”,
inizia oggi 16 agosto un digiuno a sola acqua a tempo indeterminato per l’emergenza ambientale in Veneto.
“Lo faccio per sollecitare l’attenzione e l’impegno di tutti sia rispetto alla situazione disastrata del Veneto,
fra grandi opere e project financing, sia per superare l’inerzia culturale riguardo alla tutela del territorio.
Invito le persone impegnate a difenderlo a condividere questo impegno, per contribuire alla crescita di
una coscienza comune”.
Allo scopo don Bizzotto si mette a disposizione per organizzare incontri di sensibilizzazione o per proporre
prese di posizione condivise.
“Durante il digiuno ho intenzione di condurre le consuete attività quotidiane, nei limiti delle mie capacità e
forze, permettendo a tutti coloro che lo vorranno di incontrarmi e verificare anche visivamente, la serietà
dell’impegno preso. Per questo da venerdì 16 agosto vivrò accampato in un camper, parcheggiato nel cortile
dell’Associazione stessa, in via A. da Tempo n. 2 a Padova”.
Un digiuno, quindi, che vuole essere un appello.
“La Terra è in sofferenza grave ed è urgente assumere un atteggiamento di cura e di custodia. Anche il territorio
veneto è in grave sofferenza: è sempre meno a disposizione di una produzione a servizio della vita
ed è sempre più occupato, a volte devastato, da cemento e asfalto con opere private e pubbliche. In particolare
con le cosiddette ‘grandi opere’ si stanno scegliendo le modalità più impattanti per il territorio e più
pesanti per i costi. I figli e i nipoti pagheranno i debiti che vengono fatti oggi con il sistema del project financing.
Le scelte più importanti vengono sottratte alla partecipazione dei cittadini e alla trasparenza e
non rispondono al bene comune, quanto agli interessi e agli appetiti di alcuni gruppi privati. Con il mio digiuno
chiedo che la Terra torni ad essere considerata un organismo vivo che permette la vita nostra e dei
figli che nasceranno e non venga trattata come semplice cantiere, cava e discarica per gli appetiti e interessi
di chi continua a speculare, anche a nome nostro”.
Don Albino da oggi venerdì 16 agosto sarà a disposizione delle redazioni per interviste presso il camper
parcheggiato presso la sede di Beati i Costruttori di Pace, in via Antonio da Tempo 2 a Padova.
Cell. Don Albino 348.2641230

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