Barbera: “Le donne sono state il propulsore di tante delle manifestazioni che hanno rivoluzionato i paesi arabi e del Mediterraneo all’inizio di quest’anno. Si sono messe al servizio della pace e della democrazia. Meritano il Nobel per la Pace”.

Roma, 15 settembre 2011 – “L’ondata della primavera araba che ha investito i paesi del mediterraneo all’inizio di quest’anno ha trovato la sua maternità nel protagonismo di tante donne – commenta Guido Barbera, presidente del coordinamento di Ong Solidarietà e Cooperazione Cipsi -. La presenza femminile è stata, ancora una volta, fondamentale e decisiva nelle manifestazioni che hanno rovesciato i regimi egiziano, tunisino e di altri paesi della regione. Abbiamo visto immagini di donne di ogni età e ceto sociale intonare inni di protesta e slogan alla guida dei cortei, cucinare, portare coperte e bevande, raccogliere i rifiuti nella piazza durante le tante notti di mobilitazione. Senza di loro non si sarebbe ottenuto lo stesso successo.

È un protagonismo che ha stupito l’occidente, ancorato ad un’idea di donna araba sottomessa, sempre all’ombra dei propri uomini, con ruoli marginali nella vita economica e sociale delle proprie comunità. Ma è un attivismo che in realtà ha radici lontane: anche in passato, le donne arabe hanno partecipato e, a volte, avuto ruoli di primo piano nelle manifestazioni contro i regimi e nelle proteste. Le donne egiziane, ad esempio, hanno rappresentato quasi il 20% dei milioni di attivisti confluiti in piazza Tahrir al Cairo, e ad Alessandria e hanno lavorato per molto tempo al livello della base e nei movimenti dei lavoratori per arrivare a questo momento.

Sono donne sveglie, colte, che sanno sfruttare al meglio le potenzialità delle nuove tecnologie. Basti pensare al video blog di Asmaa Mahfouz, che ha invitato gli egiziani ad affluire in modo massiccio a piazza Tahrir lo scorso 25 gennaio ed è stato propulsore fondamentale di questo evento”.

“Ancora una volta – sottolinea il coordinatore di ChiAma l’Africa Eugenio Melandri, – donne d’Africa costruttrici di pace e di democrazia. Combattenti per la vita. Protagoniste attive, non spettatrici, del cambiamento delle proprie società. Predisposte al dialogo con la modernità nel rispetto dell’identità e delle tradizioni. Donne che proprio per questo impegno quotidiano, per la loro forza e determinazione nel cammino verso la democrazia, meritano il Nobel per la Pace 2011 insieme a tutte le donne africane che portano sulle spalle i pesi, i sogni e le speranze di un intero continente”.

La Campagna Noppaw (Nobel Peace Prize for African Women), promossa da Solidarietà e Cooperazione Cipsi e da ChiAma l’Africa grazie ad un progetto cofinanziato dalla DGCS/MAE, rinnova l’invito ad aderire alla Campagna per assegnare il Nobel per la Pace 2011 alle donne africane e firmare l’appello su www.noppaw.org.

Per informazioni: Ufficio stampa Solidarietà e Cooperazione Cipsi, tel. 06.5414894, mail: ufficiostampa@cipsi.it e info@noppaw.org, web: www.noppaw.org

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