25 marzo 2013 – È morto nella notte in un ospedale di Boston, negli Stati Uniti, lo scrittore e poeta nigeriano Chinua Achebe. Aveva 82 anni. La notizia, inizialmente diffusa solo da fonti nigeriane, è stata confermata anche dalla Bbc.

Considerato il padre della letteratura africana moderna, Achebe nel 2007 aveva vinto il Man Booker International Prize per il suo “contributo alla letteratura a livello mondiale”.

La sua opera più conosciuta è Il crollo, un romanzo che racconta gli effetti dell’arrivo dei colonizzatori nella vita della società tradizionale nigeriane.

Ma oltre che sulla denuncia del colonialismo, il lavoro e l’attività di Achebe si concentrano anche sulla denuncia della politica nigeriana e la corruzione dei governi dopo l’indipendenza nel 1960.

In questo senso nel 2011 aveva rifiutato per la seconda volta un importante riconoscimento ufficiale, in polemica con il governo nigeriano, accusato di non impegnarsi contro la corruzione.

Per molti Achebe era il “Nelson Mandela” della letteratura. Grazie a lui, scrivono in molti, il mondo ha cambiato il suo modo di percepire l’Africa. Le sue opere quali “Things fall apart” ( Il crollo), “No longer at ease” (Ormai a disagio), “A man of the people” (Un uomo del popolo) e “Arrow of God” (La freccia di dio) sono stati successi mondiali. Chinua Achebe però è stato anche la più importante voce della Nigeria orientale / Biafra ed era considerato dalla diaspora del Biafra sparsa nel mondo e dalle persone nella Nigeria orientale il loro figlio più grande.

Solo pochi mesi prima della sua morte il grande poeta ha lasciato in eredità al mondo, e in particolare alla sua gente, il libro “There was a country. A personal history of Biafra”. Nel libro Achebe ricorda la tragedia del Biafra, il genocidio (1967-1970) che all’epoca scosse profondamente l’opinione pubblica mondiale, le responsabilità dirette dei governi della Gran Bretagna e dell’Unione Sovietica che per motivi economici sostennero il governo nigeriano fino alla vittoria sulla Repubblica del Biafra. Achebe ricorda ripetutamente le responsabilità del governo britannico di Harold Wilson ma per contro anche il turbamento e la partecipazione della popolazione britannica.

“Quasi 30 anni prima del Ruanda e del Darfur”, scrive Achebe, “più di due milioni di persone – madri, bambini, neonati, civili – persero la vita a causa di una politica inauditamente crudele, condotta dal governo nigeriano. La peggiore misura della sua politica: adottare la fame come arma da guerra. (…) I costi in termini di vite umani l’hanno resa una delle più sanguinose della storia dell’umanità”.

Il genocidio in Biafra ha colpito l’opinione pubblica mondiale come pochi altri crimini commessi nel dopoguerra. L’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) auspica che il terribile genocidio di allora possa fungere da monito e spingere l’umanità almeno ad aiutare in tempo le vittime odierne e future di tutti i genocidi.

La Nigeria continua peraltro a essere distrutta dagli interessi economici. La distruzione in corso a opera delle multinazionali petrolifere sfrutta una popolazione indifesa e distrugge irreversibilmente l’ambiente, rendendolo completamente inabitabile per chi è costretto a viverci. E’ ora che la politica mondiale si impegni per porre fine a questo crimine senza fine.

Vedi anche in gfbv.itwww.gfbv.it/2c-stampa/2012/121127it.html | www.gfbv.it/2c-stampa/2012/120122it.html |www.gfbv.it/2c-stampa/2012/120111it.html | www.gfbv.it/2c-stampa/2012/120109it.html | www.gfbv.it/2c-stampa/2011/110112it.html | www.gfbv.it/3dossier/africa/nigeria-it.html
in www: it.wikipedia.org/wiki/Chinua_Achebe | http://it.wikipedia.org/wiki/Nigeria | it.wikipedia.org/wiki/Guerra_civile_nigeriana

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