Anticipazioni di Copertina, “Sfioritura di primavera”.
La piazza Tahrir al Cairo è la fotografia di una primavera che sfiorisce. O meglio dei nodi che vengono al pettine dopo le rivoluzioni a sud del Mediterraneo. Sono cambiati i governanti. Non c’è più Mukarak in Egitto o Ben Ali in Tunisia. Ma i problemi restano tutti. Acutizzato anche dalle vittorie elettorali di partiti religiosi che, a volte, rasentano il fondamentalismo. Siamo andati a Piazza Tahrir, dove abbiamo incontrato persone che non vogliono adattarsi a veder sfiorire la primavera senza che l’estate porti i suoi frutti. E abbiamo chiesto a Gian Guido Folloni, che da sempre segue le problematiche internazionali, di farci il punto della situazione.

Egitto: Nella tenda in piazza Tahrir, a colloquio con Ahmed Nour Eldin
di Nicola Perrone

Il Cairo – Il 25 gennaio 2013, a due anni dall’inizio delle manifestazioni contro il dittatore Hosni Mubarak, gli egiziani tornano in piazza per celebrare la rivoluzione e per protestare contro il presidente Mohamed Morsi. I gruppi dell’opposizione sono tornati a piazza Tahrir, al Cairo, con l’intenzione di abbattere un muro di cemento costruito per impedire loro di raggiungere i palazzi del parlamento e del governo. La polizia e intervenuta lanciando i lacrimogeni. Negli scontri ci sono stati 9 morti e 250 feriti. (…) A che punto e la “primavera araba” in Egitto? Per saperlo abbiamo incontrato qualche giorno prima del 25 gennaio 2013 Ahmed Nour Eldin, uno dei leader della rivoluzione egiziana. Lo intervistiamo nella tenda in cui vive da due anni, in piazza Tahrir, simbolo della rivoluzione, insieme a tutti quelli che desiderano un cambiamento del paese. Nour, 39 anni, ci dice: “Sono un egiziano, parlo da egiziano. Amo la mia patria enormemente, e ciò che penso e per il bene dell’Egitto, e non per le parti che si contrappongono al potere o all’opposizione. Il mio desiderio e il progresso del paese, e per questo sono in prima linea. Durante la rivoluzione abbiamo contato 1.800 morti, ma ci sono oltre 4.000 scomparsi dopo l’arresto”. Cosa ti ha spinto a partecipare direttamente alla rivolta? ….

UNA RIVOLTA NON FA PRIMAVERA
di Gian Guido Folloni

… Dunque non erano “primavere arabe”. Come in un grande cataclisma lo scontrarsi delle placche continentali porta a terremoti, con le scosse primarie e d’assestamento, le crisi finanziarie che si susseguono stanno portando la loro spinta verso nuovi equilibri economici e politici globali. La scossa tocca Occidente e Oriente, tutti coinvolge e scuote, nazioni arabe comprese, verso una nuova Era di cui fatichiamo a scorgere i connotati.

Ma se un’Era finisce, qual Era si apre? Domanda difficile. Sappiamo che non è semplicemente una crisi finanziaria. Siamo all’inizio di una nuova geopolitica e, lasciati gli stereotipi, meglio gettare lo sguardo in questa direzione. …. Se volete leggere l’intera Copertina abbonatevi o acquistate una copia della rivista online… (v. sotto)

Rivista mensile di fatti, notizie e cose dal mondo edita da Solidarietà e Cooperazione Cipsi: questo mese focus su “Le primavere arabe”, dossier sulla Campagna “Dichiariamo illegale la povertà” e tante altre cose. Per il 2013 la rivista esce rinnovata dal punto di vista grafico e con nuove rubriche e collaboratrici e collaboratori!
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IN QUESTO NUMERO:

Senza Firma Benedetto: la forza della debolezza

Adesso che non e più Papa, Benedetto manifesta più che mai la propria grandezza umana e spirituale. Lui debole acquista una forza enorme. Diviene, anche se “nascosto al mondo”, un punto di riferimento. L’annuncio inconsueto e inaspettato della rinuncia al Papato. Anche questo vissuto e annunciato nella semplicità. Senza gesti eclatanti. Solo portando come motivazione il peso degli anni, il venir meno delle forze sia fisiche che spirituali per reggere e guidare una riforma improrogabile della chiesa che, all’alba del terzo millennio, deve fare i conti con la storia che cambia.

La copertina Sfioritura di primavera (al di là del Mediterraneo).

La piazza Tahrir al Cairo è la fotografia di una primavera che sfiorisce. O meglio dei nodi che vengono al pettine dopo le rivoluzioni a sud del Mediterraneo. Sono cambiati i governanti. Non c’è più Mukarak in Egitto o Ben Ali in Tunisia. Ma i problemi restano tutti. Acutizzato anche dalle vittorie elettorali di partiti religiosi che, a volte, rasentano il fondamentalismo. Siamo andati a Piazza Tahrir, dove abbiamo incontrato persone che non vogliono adattarsi a veder sfiorire la primavera senza che l’estate porti i suoi frutti. E intervistato uno dei leader della rivoluzione. Poi abbiamo chiesto a Gian Guido Folloni, che da sempre segue le problematiche internazionali,di farci il punto della situazione.

–          Nella tenda in piazza Tahrir, a colloquio con Ahmed Nour Eldin di Nicola Perrone

–          Una rivolta non fa primavera di Gian Guido Folloni

Banning Poverty 2018 – Campagna “Dichiariamo illegale la povertà

È un dossier. Per tutto il 2013 questo spazio di approfondimento bimestrale sarà dedicata a questa campagna. Nel primo dossier approfondimenti sulla povertà in Europa e in Italia e presentazione della Campagna. I dodici principi dell’illegalità della povertà. Gli articoli che lo compongono sono i seguenti:: Banning Poverty 2018 di E. Melandri; Povera Europa: I numeri della vergogna, Spagna: bambini malnutriti, La fame greca, La miseria che mangia i diritti di R. Fior, Caritas italiana: welfare inadeguato di P. Caiffa, Europa: lavoro cercasi; Controcanto: ma la povertà è un valore di G. Zoni; La Campagna “Dichiariamo illegale la povetà”, a colloquio con Riccardo Petrella.

L’intervista

Un’altra Europa è possibile Pier Virgilio Dastoli: una vita dedicata all’Europa a fianco di Altiero Spinelli. Presidente del Consiglio Italiano del Movimento Europeo. Di fronte all’attuale crisi dell’Europa, dice: “Oggi abbiamo davanti un percorso obbligato: supportare il rafforzamento dell’integrazione politica europea, superando le critiche di chi vorrebbe un ritorno alla centralità degli Stati nazionali. Di più: l’Unione europea in cui viviamo oggi non basta. Io continuo a battermi perche essa sia diversa da quella che è stata in questi anni. Dobbiamo essere portatori di speranza e cambiamento”. di N. Perrone

Le rubriche di “Solidarietà internazionale”:

Punti di vista

di commento, analisi, riflessione di Gianni Caligaris,  Giancarla Codrignani, Monica Di Sisto, Roberto Musacchio, Cleophas Adrien Dioma, Guido Barbera e una donna africana, Fatoumata Kane Ki-Zerbo. Racconti di minoranze di Michele Zanzucchi.

Giro di radar

Guatemala sotto inchiesta Le conseguenze di un mega progetto incompatibile dal punto di vista socio-ambientale. La complicità delle grandi istituzioni multilaterali di sviluppo, in particolare della Banca mondiale. Anche imprese italiane coinvolte. di Luca Manes

Viaggio nelle Isole Samoa: la vita, la morte, il tempo. Qui non ci sono atolli da Maldive, nessun paradiso turistico. La vita pare impostata non sul ritmo del “resort” ma su quello deciso dagli abitanti, che non sono solo i vivi, ma anche i morti. Le perle e il petrolio. di Niccolò Rinaldi

Bella Cooperazione!!! La pace è una questione della più grande delicatezza, da trattare con relazioni pazienti delle diplomazie e non con la violenza e la guerra. La cooperazione internazionale azzerata! di  Giancarla Codrignani

 Sergio “l’analfabeta” Emmaus, la condivisione si moltiplica. “La storia di Sergio la conosco abbastanza bene. Gli ricordo le date o i fatti più forti, e così tentiamo di ripassare la sua vita”. di Graziano Zoni

Rifugiati senza rifugio. Vergogna Italia. “Offrono asilo ai rifugiati e poi li dimenticano”. La storia del palazzo  “Selam” a Roma. di Remo e Serena Marcone

La solidarietà che cambia la vita. Un incontro che racconta l’Amu, che considera la “povertà” come una virtù evangelica, e parla di “miseria e impoverimento”. Rifiuta “l’aiuto” dall’alto in basso, e crede nel “dono” reciproco. Le attività in Indonesia e in Egitto. di Francesca Giovannetti

 E ancora: le segnalazioni e la bacheca con eventi, appuntamenti e consigli editoriali a cura di Ilaria Signoriello.

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