La situazione del lavoro è sempre più allarmante

 

Barbera: “In questa giornata, di fronte a crescente disoccupazione, precarietà e irregolarità, guardiamo alle donne africane che lottano per costruire una vita dignitosa per se e per i propri figli. E che anche per questo meritano il Nobel

Roma, 1 maggio 2010 – In occasione della Festa dei lavoratori del Primo maggio, Guido Barbera, presidente di Solidarietà e Cooperazione CIPSI – coordinamento di 45 Organizzazioni e associazioni di solidarietà internazionale, dichiara: “La situazione del lavoro in Italia è sempre più allarmante. I dati Istat per il 2009 mostrano un peggioramento notevole su tutti i fronti. Il mercato del lavoro è caratterizzato da un notevole allargamento della disoccupazione, con un tasso medio salito al 7,8% rispetto al 6,8% del 2008 e oltre 380mila posti di lavoro persi. Aumenta la precarietà, che rappresenta ormai oltre il 12% del totale degli occupati, e sono circa 2 milioni e 966 mila i lavoratori che risultano non regolari”.

“E la situazione peggiora ancora quando si parla delle donne – continua Barbera. – Il tasso di occupazione femminile in Italia è pari al 47,2%, superiore solo a quello registrato a Malta e inferiore di ben 12,2 punti percentuali a quello dei paesi UE. Notevole anche la differenza fra i tassi di attività maschile e femminile, che si attesta complessivamente al 22,8%. Le disparità di reddito e di salario rispetto agli uomini, le difficoltà nel conciliare la carriera con la cura della famiglia derivano anche da politiche sociali inadeguate, incapaci di sostenere le donne così come gli immigrati, i giovani e le fasce meno protette della popolazione. Precarietà, disoccupazione, irregolarità aumentano il senso di insicurezza delle persone, impediscono di fare progetti, di pensare con serenità alla costruzione di un futuro per sè e per le future generazioni”.

“In questa giornata e di fronte a questi scenari così difficili – continua Barbera – vogliamo prendere esempio dalle donne africane, che lottano quotidianamente contro le disuguaglianze, contro il maschilismo, contro i conflitti e le difficili condizioni sociali per garantire a se stesse e ai propri figli una vita dignitosa. Donne che lavorano nei campi e controllano il 70% della produzione agricola in Africa. Donne che organizzano decine di migliaia di piccole imprese, grazie al microcredito, in tutti i settori dell’economia. Sono queste le donne a cui oggi vogliamo guardare con speranza, nella convinzione che tutelare e garantire il diritto al lavoro, eliminare le disuguaglianze di genere o di razza, rimettere al primo posto la dignità delle persone rispetto ai guadagni e ai profitti, sono passi fondamentali per ricostruire socialità e certezza nel futuro”. Per questo Solidarietà e Cooperazione CIPSI invita tutti a fare un significativo gesto in questa giornata: firmare l’appello per assegnare alle donne africane il Premio Nobel per la Pace 2011 su www.noppaw.org. Perchè in questo nostro mondo segnato da una profonda crisi umana ed economica, le donne africane, con il loro umile protagonismo, possono indicare un percorso nuovo per ricostruire su basi più giuste e umane la convivenza.

Per informazioni: Ufficio Stampa Solidarietà e Cooperazione – CIPSI, tel. 06.5414894, mail: ufficiostampa@cipsi.it e info@cipsi.it, web: www.cipsi.it e www.noppaw.org.

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