Dichiarazione di solidarietà per gli attivisti egiziani incarcerati.

Per un ruolo diverso dell’Italia su diritti umani e democrazia in Egitto. Al via la campagna promossa da AOI a favore degli attivisti egiziani: “Didendiamo i diritti, cominciando da chi li difende”.

CS STAMPA AOI: cs Campagna AOI per attivisti egiziani-uv

Firma le petizioni:

https://egyptsolidarityinitiative.org/haithamstatement/

https://www.change.org/p/egyptian-ministry-of-manpower-stop-military-trial-for-egyptian-civilian-workers/share?after_sign_exp=default&just_signed=true

La risposta delle forze di sicurezza egiziane al ritorno della protesta popolare per le strade d’Egitto rivela il fallimento della politica europea nei confronti del regime di Abdelfattah al-Sisi. Nella corsa per le dimostrazioni in programma per il 25 aprile, abbiamo visto ondate di arresti e retate nelle case degli attivisti, tra cui l’avvocato Haitham Mohamedain. Oltre 1000 persone sono state sequestrate nel più recente giro di vite, e a più di 100 sono stati dati 5 anni di prigione. Si uniscono decine di migliaia di altri detenuti e centinaia forzatamente “scomparsi” dalle autorità egiziane in questi ultimi anni.

Nel frattempo, gli attacchi contro la società civile si stanno intensificando. Il personale delle ONG egiziane potrebbe affrontare pene detentive e il regime tenta di soffocare quelle poche voci locali che si alzano contro le violazioni dei diritti umani. Non vi è alcun dubbio che anche i sindacati indipendenti siano sulla lista degli obiettivi da parte delle autorità: il Ministero egiziano della Solidarietà Sociale è stato segnalato la scorsa settimana per aver avviato un’indagine sui loro finanziamenti.

Nonostante queste circostanze terribili, la lotta degli egiziani per difendere i loro diritti democratici e sociali è ancora molto viva. Gli scioperi si sono moltiplicati nelle ultime settimane con le infermiere e gli operai, tra quelli che combattono per i salari e le condizioni di lavoro. La decisione di Al-Sisi di consegnare il controllo delle isole di Tiran e Sanafir all’Arabia Saudita ha mobilitato una vasta coalizione di gruppi per protestare con lo slogan “L’Egitto non è in vendita”. Truppe e carri armati sono stati dispiegati per schiacciare le proteste programmate per il 25 aprile.

Eppure i leader europei continuano a intensificare la loro collaborazione con il regime egiziano attraverso l’esportazione di armi, la cooperazione per la sicurezza e le unità di promozione degli investimenti. Questa cooperazione non solo mette in pericolo gli egiziani, ma mette anche i cittadini europei a rischio, come dimostra chiaramente l’ostruzione sistematica del Ministero dell’Interno egiziano sulla ricerca italiana condotta sulla morte e la tortura del dottorando di Cambridge Giulio Regeni.

Si dichiara con questa petizione che oggi, nel momento in cui i governi restano in silenzio sugli abusi da parte dello Stato egiziano, parla la popolazione. Con una campagna attraverso i parlamenti, i sindacati, le università e le organizzazioni della società civile, per contrastare la vendita di armi e la cooperazione per la sicurezza con un regime che attua gravi violazioni dei diritti umani. Tutta Europa si mobiliterà per chiedere verità per Giulio Regeni, giustizia per le sparizioni in Egitto e per il rilascio di Haitham Mohamedain e di altri prigionieri politici, contro le torture, gli arresti arbitrari e l’uso del tribunale militare per i processi contro gli attivisti della società civile e i sindacati in Egitto.

Per sottoscrivere le petizioni:

https://egyptsolidarityinitiative.org/haithamstatement/

https://www.change.org/p/egyptian-ministry-of-manpower-stop-military-trial-for-egyptian-civilian-workers/share?after_sign_exp=default&just_signed=true

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