Roma, 16 novembre 2012 – “Tutti i grandi sono stati piccoli, ma pochi di essi se ne ricordano” (‘Il piccolo principe’ di Antonine-Marie-Roger de Saint-Exupèry).I bambini sono il futuro del mondo. Il rispetto dei loro diritti è fondamentale perchè garanzia del futuro stesso dell’umanità e della qualità della vita del mondo intero. Ma troppo spesso noi adulti, che abbiamo il compito e il dovere di definire e far rispettare questi diritti in ogni angolo della Terra, lo dimentichiamo. Non sappiamo investire sul futuro del nostro pianeta!”, sottolinea Guido Barbera, presidente di Solidarietà e Cooperazione Cipsi, in occasione della Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia che si celebra martedì 20 novembre. “Dovremmo ritornare tutti un po’ bambini e forse il mondo tornerebbe a sorridere. Quanti sono i bambini ancora vittime degli omicidi, delle guerre, delle violenze. Quanti i bambini schiavi, bambini soldato, i cui diritti sono continuamente violati. Bambini defraudati, sfruttati, violentati e costretti alla prostituzione e a commettere crimini. Dopo le promesse degli Obiettivi del Millennio, ancora oggi almeno il 26% dei bambini africani non frequenta la scuola. Oltre la metà degli esclusi sono bambine, a conferma di un’emarginazione ancora fortemente basata sulla differenza di genere. Inoltre, secondo i dati diffusi dall’Unicef, nel mondo abbiamo 33 milioni di migranti sotto i 20 anni di età, su un totale di 214 milioni di persone che vivono fuori dal proprio paese d’origine. I paesi in via di sviluppo detengono la percentuale più alta di bambini e adolescenti migranti: circa 20 milioni ovvero il 60%. Dati troppo alti, che impongono un un cambio di direzione radicale verso il rispetto concreto dei diritti dei bambini e di tutti gli esseri umani”.

L’articolo 7 della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia, approvata a New York il 20 novembre 1989, siglata da ben 193 nazioni e ratificata dall’Italia nel 1991 con la legge n. 176, afferma che ‘i bambini hanno diritto a un nome e a una cittadinanza’. Pensiamo solo al nostro paese – commenta Barbera – dove ci sono almeno 4.500 i minori stranieri non accompagnati e circa 572 mila minori nati in Italia, che rappresentano le cosiddette ‘seconde generazioni’. Sono ragazzi nati in Italia, figli di immigrati: studiano nel nostro paese, parlano la nostra lingua e i nostri dialetti, molto probabilmente non sono nemmeno mai stati nel paese d’origine dei loro genitori né spesso ne parlano la lingua. Eppure non sono riconosciuti cittadini italiani come tutti gli altri. I bambini nati in Italia devono acquisire la cittadinanza per ius soli, ed è fondamentale che il parlamento legiferi per il raggiungimento di questo diritto. È ciò che torniamo a chiedere con forza alle istituzioni in quest’ultima parte della legislatura”.

I diritti dei bambini sono poi direttamente connessi con quelli delle loro madri – conclude Barbera – che in molte zone del mondo continuano a morire di parto, o per complicazioni successive alla nascita che sarebbero facilmente evitabili con migliori condizioni sanitarie e igieniche. La Campagna ‘Walking Africa’, che si propone di proseguire il cammino insieme alle donne africane iniziato con il Nobel per la Pace 2011, propone tra le attività da sostenere la Campagna ‘Sorrisi di madri africane’, promossa dal Comitato Collaborazione Medica con il duplice obiettivo di garantire una gravidanza ed un parto sicuri a 200.000 donne e assicurare una nascita senza complicazioni, vaccinazioni e cure durante l’infanzia a 500.000 bambini (informazioni su www.ccm-italia.org). Anche l’assocazione NATs per… organizza presso la Biblioteca comunale di Montebelluna (TV) un incontro per ricordare l’anniversario della Convenzione sui diritti dell’infanzia, dal titolo “Storie intorno al mondo in cerca dei diritti” (scarica la locandina dell’evento). Perché proteggere i bambini e garantirne i diritti significa investire sul futuro del mondo!

Per informazioni: Solidarietà e Cooperazione Cipsi, tel. 06.5414894, mail: ufficiostampa@cipsi.it web: www.cipsi.itwww.walkingafrica.info.

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