Roma, 20 settembre 2012 – Domani, 21 settembre, si celebra la Giornata internazionale della Pace istituita dalle Nazioni Unite. “Ma ‘pace’ non è una parola, non sono dichiarazioni e celebrazioni, bensì fatti concreti – commenta Guido Barbera, presidente del coordinamento di associazioni Solidarietà e Cooperazione Cipsi -. La pace la si costruisce insieme, non individualmente, percorrendo la strada del riconoscimento di tutti i diritti umani per tutti. Per questo aderiamo all’appello lanciato in questi giorni dalla Tavola della Pace, e invitiamo tutti a fare altrettanto, inviando la propria adesione a segreteria@perlapace.it. Nell’appello si legge chiaramente che “la pace è un bene prezioso, un bene comune, irrinunciabile e indivisibile. O c’è per tutti o non c’è per nessuno. La pace richiede a tutti una responsabilità e un impegno personale, che partano dalla nostra sensibilità individuale per aprirsi al mondo intero”.

“Le situazioni drammatiche che si susseguono in molte parti del mondo, pensiamo solo alla Repubblica Democratica del Congo o alla Siria, ma anche a tutte le guerre dimenticate che insanguinano ogni giorno tanti paesi – continua Barbera – non possono lasciarci indifferenti! Le leggiamo raramente sui giornali, non le vediamo quasi mai in tv, ma non per questo possiamo lavarcene le mani! ‘Il nostro impegno per la pace, deve crescere innanzitutto nei luoghi in cui viviamo tutti i giorni, scuole, posti di lavoro, città. Deve essere aperto, costruttivo e inclusivo. È qui che il discorso sulla pace diventa immediato e concreto. È qui che dobbiamo agire per rinsaldare la politica nazioanle con quella internazionale. È qui che comincia il rispetto dei diritti umani e la nostra responsabilità di costruttori della pace’. È qui che, per associazioni come le nostre del Cipsi, la cooperazione diventa cammino di pace. Pace non significa solo assenza di guerra, ma soprattutto capacità di vivere insieme nel rispetto della dignità di ciascuno e di tutti – conclude Barbera -. Dobbiamo imparare a vivere insieme. Non ne possiamo farne a meno!

 La cooperazione è lo strumento che ci permette di farlo. Dobbiamo però costruire una cultura della cooperazione e una vera politica di cooperazione. Per questo è indispensabile collocare la regia della cooperazione al più alto livello di regia politica: un ministro alla presidenza del Consiglio con una chiara delega non solo per la cooperazione, ma anche per l’inclusione sociale. Oggi, nell’era delle migrazioni e della globalizzazione, non possiamo svincolare inclusione sociale da cooperazione e viceversa. La riforma della cooperazione è necessaria ed urgente, ma come risultato di un forte impegno politico che chiediamo ad ogni schieramento nel programma elettorale per la nuova legislatura, affinchè possa veramente a dare luce ad una linea politica nuova e coerente di costruzione della pace e della convivenza”.

Per informazioni: Ufficio Stampa Solidarietà e Cooperazione Cipsi, tel. 06.5414894, mail: ufficiostampa@cipsi.it, web: www.cipsi.it

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Solidarietà e Cooperazione CIPSI è un coordinamento nazionale, nato nel 1985, che associa 30 organizzazioni non governative di sviluppo (ONGs) ed associazioni che operano nel settore della solidarietà e della cooperazione internazionale.

Solidarietà e Cooperazione CIPSI è nato con la finalità di coordinare e promuovere, in totale indipendenza da qualsiasi schieramento politico e confessionale, Campagne nazionali di sensibilizzazione, iniziative di solidarietà e progetti basati su un approccio di partenariato. Opera come strumento di coordinamento politico culturale e progettuale, con l’obiettivo di promuovere una nuova cultura della solidarietà.