La rivista “Solidarietà internazionale” pubblica un inserto dell’associazione Voglio Vivere “INSIEME CONTRO TUTTE LE LEBBRE”. L’appello 2011: “Contro la lebbra, contro tutte le lebbre, per la Giustizia, verso la Pace. Un solo impegno comune!”.

 

“…Troppo a lungo gli uomini hanno vissuto gli uni a fianco degli altri.

Capiscono, oggi, che devono vivere tutti insieme.

Bisogna ora insegnare loro a vivere, gli uni per gli altri. La sola verità, è amarsi!” (Raoul Follereau)

 

 

Roma, 28 gennaio 2011 – “Si chiamava Raoul Follereau. Era conosciuto come l’apostolo dei lebbrosi. È in suo nome e per continuare la sua guerra contro tutte le lebbre che a Biella nel 1994 nasce “Voglio Vivere”. A costituire l’associazione è un gruppo di persone che ha alle spalle fino a 40 anni di lavoro volontario contro la lebbra e contro tutte le forme di lebbra”. Comincia così l’inserto “INSIEME CONTRO TUTTE LE LEBBRE” che la rivista Solidarietà internazionale di Solidarietà e Cooperazione Cipsi pubblica alla vigilia della Giornata Mondiale dei Malati di Lebbra nel numero di gennaio 2011, curato dall’associazione Voglio Vivere. Segnaliamo alcuni contenuti della pubblicazione: la lebbra, una malattia senza confini; le cifre di un dramma inaccettabile; un articolo su Raoul Follereau “Non possiamo essere felici da soli”; il nome di Raoul Follereau nel mondo (associazioni e referenti); tre domande a Pierre Bobin; Amare-Agire: un sogno che continua.

L’Associazione Voglio Vivere rappresenta l’Italia nell’Unione Internazionale delle Associazioni Raoul Follereau di Parigi, che raggruppa associazioni del Nord e del Sud del mondo che si ispirano e danno continuità all’opera di quello che giustamente è stato chiamato “l’apostolo dei lebbrosi”. Suo scopo è, quindi, accogliere e proseguire l’eredità di Follereau, seguendo la consegna che egli stesso ha lasciato prima di morire, nel 1977: “Il tesoro che vi lascio, è il bene che io non ho fatto, che avrei voluto fare e che voi farete dopo di me”. In particolare, la sua azione è rivolta a svolgere ogni attività per promuovere, incoraggiare, sostenere e realizzare opere contro il Morbo di Hansen e ogni altra causa di emarginazione. Perché, come insegnava Follereau stesso, la lotta contro la lebbra diviene inevitabilmente lotta contro tutte le lebbre.

Puoi leggere “Solidarietà Internazionale” anche on line su www.solidarietainternazionale.it.

Per informazioni sulla rivista e sugli abbonamenti:

Solidarietà e Cooperazione – Cipsi, tel. 06.5414894, fax: 06.5415730,

mail: promozione@cipsi.it e rivista@cipsi.it, web: www.solidarietainternazionale.it e www.cipsi.it.

Segnaliamo a seguire l’Appello 2011 in occasione della 58° Giornata Mondiale dei Malati di Lebbra.

“Contro la lebbra, contro tutte le lebbre, per la Giustizia, verso la Pace”. Un solo impegno comune!

Non c’è giustizia, non c’è pace, senza lavoro per i nostri giovani e per i disoccupati; senza un tetto per i senza casa, i barboni o per la gente delle Favelas in Brasile, in India…; senza cure sanitarie per i nostri malati o per i lebbrosi, gli ammalati di Aids o di malaria, di morbillo o qualunque altra malattia nel mondo; senza accoglienza e solidarietà verso gli immigrati… o i poveri abbandonati lungo le strade di Calcutta, di Rio, di Dakar… Abbiamo un solo mondo per tutti!

Nel soccorrere le miserie del mondo, ogni privazione è un arricchimento personale e sociale. Nulla, è talmente nostro, da non poterlo condividere con un fratello.

Ecco perché oggi celebriamo ancora la Giornata Mondiale dei Malati di Lebbra. Non solo per alcuni milioni di persone ancora da guarire… non solo per le 600-700mila persone che ogni anno contraggono questa malattia… ma soprattutto per riconoscere il nostro ruolo di esseri umani, tutti partecipi del meraviglioso disegno di costruzione del Regno di Dio, senza distinzione, senza barriere.

Per lavorare contro tutte le lebbre, per la giustizia, verso la Pace. Per imparare a con-vivere tutti insieme, nel rispetto della dignità di ogni persona, dei suoi diritti e dei beni comuni.

La lebbra è oggi una malattia perfettamente curabile!

La lebbra è oggi una malattia come tante altre! Meno pericolosa di tante altre!

La lebbra rimane però “il simbolo” dell’emarginazione e della sofferenza!

La lebbra continua a ricordarci che nessuno di noi ha il diritto di essere felice da solo, mentre nel mondo milioni di esseri umani soffrono, hanno fame, hanno freddo, non hanno casa, sono perseguitati, vittime di guerra…

Le LEBBRE di oggi ci propongono nuove sfide:

Sui più di 33 milioni gli ammalti di AIDS nel mondo, 1,8 milioni i decessi e 2,6 milioni i nuovi casi del 2010;

Il rischio di morire per gravidanza e parto è di 1 a 16 per una madre africana, a fronte di una probabilità su 3.800 per una donna che vive in un paese industrializzato;

Il numero di bambini che ogni anno muoiono prima del quinto anno è aumentato – da 4 milioni del 1990 a 4,4 milioni nel 2008;

In Africa sub sahariana il 26% dei bambini non frequentano la scuola (dati 2007).Il 57% degli esclusi dalla scuola primaria sono bambine. Il numero dei bambini in età di scuola secondaria che frequentano i corsi delle elementari è addirittura superiore a quello dei pari età che sono regolarmente iscritti alla secondaria. L’altra faccia del problema è la mancanza di insegnanti e strutture: si stima che gli insegnanti dell’Africa subsahariana dovrebbero raddoppiarsi;

Il numero assoluto di persone che vivono in abitazioni prive di latrine e fognature è salito da 335 milioni (1990) a 440 milioni (2004);

Le emissioni di anidride carbonica hanno raggiunto nel 2004 la quota di 29 miliardi di tonnellate e continuano ad aumentare, come rivelano le analisi sulla concentrazione di CO2 nell’atmosfera.

Di tubercolosi nel 2007 si sono ammalate 9,3 milioni di persone nel mondo, di cui il 31% in Africa Circa il 15% (1,4 milioni) sono persone sieropositive, il 79% dei quali vive in Africa.

Sono pochi, infine, i paesi che donano aiuti per lo 0,7% del loro prodotto interno lordo, come suggerito dalle Nazioni Unite. In media, la percentuale è ferma allo 0,31%: ancora troppo poco per poter pensare di cambiare davvero le cose. L’Italia, nel 2009, ha destinato lo 0,1% del Pil!!

“Lebbrosi” del 3° millennio”, tra l’indifferenza dei media, dei poteri economici, commerciali e politici, troppo distanti per capire che la civiltà è servire l’uomo, innanzitutto! Che la politica deve rispondere ai diritti dell’uomo non agli interessi delle persone!

La solidarietà e l’Amore cristiano hanno permesso di raggiungere molti risultati positivi in questi anni. Dal 1960 in poi il tasso di mortalità infantile dei Paesi in via di sviluppo si è più che dimezzato; la percentuale dei bambini esclusi dalla scuola elementare si è ridotta da oltre la metà a meno di un quarto…

IL COSTO DELL’ELIMINAZIONE DELLA POVERTA’ E’ PARI ALL’1% DI TUTTO IL REDDITO MONDIALE.

La giustizia, lo stato sociale, lo sviluppo… non possono essere frutto di una “fraternità legale” fatta di regolamenti e leggi, ma sono frutto di una civiltà dell’Amore.

Di fronte alle povertà dei nostri giorni, agli immigrati che bussano violentemente alle porte, all’AIDS e a nuove malattie dilaganti, all’ambiente calpestato, alla fame crescente, ai poveri sempre più numerosi, la Giornata Mondiale dei Malati di Lebbra, rappresenta un momento per fermarci, riflettere, agire concretamente. Non saremo noi a risolvere i problemi del mondo, ma possiamo essere noi a cambiarlo partendo dalle piccole cose, da noi stessi, per lasciare ai nostri figli la speranza di poter vivere e lavorare per un mondo migliore.

“…il tesoro che vi lascio è il bene che io non ho fatto,

che avrei voluto fare e che voi farete dopo di me…” (Raoul Follereau)

“Voglio Vivere – Onlus – Membro Unione Internazionale Raoul Follereau” lavora sul campo e, grazie alla generosità dei propri sostenitori, si occupa di:

– distribuzione di farmaci per bloccare la malattia e guarire i malati;

– prevenzione delle invalidità tramite la sensibilizzazione della popolazione;

– reinserimento dei malati nelle loro comunità;

– dotazione di mezzi logistici necessari (trasporti, farmaci, fornitura di acqua potabile)

Ecco la sfida che “Voglio Vivere – ONLUS – Membro Unione Internazionale Raoul Follereau” lancia alla lebbra e alla povertà: scoprire, guarire e reinserire le persone ammalate.

Le offerte raccolte potranno essere inviate direttamente all’Associazione tramite:

conto corrente postale n° 13604137 (Ass.ne Voglio Vivere Onlus – Via Roccavilla, 2 – Biella)

C/C presso BIVER BANCA – Biella – n° 11-445860 – IBAN IT89 D060 9022 3000 0000 0445 860

Per contatti ed ulteriori informazioni rivolgersi a CARLA CAMATEL tel.329.7412044 o Guido Barbera tel. 338.9312415. Informazioni sul sito WEB – www.voglio-vivere.it

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Solidarietà e Cooperazione CIPSI è un coordinamento nazionale, nato nel 1985, che associa 30 organizzazioni non governative di sviluppo (ONGs) ed associazioni che operano nel settore della solidarietà e della cooperazione internazionale.

Solidarietà e Cooperazione CIPSI è nato con la finalità di coordinare e promuovere, in totale indipendenza da qualsiasi schieramento politico e confessionale, Campagne nazionali di sensibilizzazione, iniziative di solidarietà e progetti basati su un approccio di partenariato. Opera come strumento di coordinamento politico culturale e progettuale, con l’obiettivo di promuovere una nuova cultura della solidarietà.