Roma, 11 luglio 2012 – “L’assegnazione del Premio Nobel della Pace 2011 a tre donne è stato un importante riconoscimento, ma allo stesso tempo un punto di partenza. Molti sono i diritti delle donne che vengono quotidianamente violati. Per questo, ora più che mai, non dobbiamo lasciarle sole”, afferma Guido Barbera, presidente di Solidarietà e Cooperazione Cipsi, coordinamento di 40 associazioni di solidarietà e cooperazione internazionale. Oggi ricorre la Giornata mondiale della popolazione, istituita dalle Nazioni Unite e dedicatata alla salute riproduttiva. “Il diritto alla salute riproduttiva, nei paesi a basso reddito – denuncia Barbera – è ancora una conquista da raggiungere pienamente e che richiede l’impegno da parte di tutta la comunità internazionale. Il 99% dei decessi legati alla salute materna avviene nei paesi a basso reddito, in particolare in Africa. Per ogni donna che muore, altre 20 possono essere affette da handicap, con conseguenze importanti non solo dal punto di vista sanitario, ma anche lavorativo e sociale. 1 donna ogni 16, in Africa, rischia di morire per gravidanza o parto, a fronte di una probabilità su 3.800 per una donna che vive in un paese industrializzato.

“Non vogliamo più celebrazioni, ma fatti ed impegni concreti – auspica Barbera -. Il 5° obiettivo di sviluppo del Millennio prevede di migliorare la salute delle madri, riducendo di ¾ la mortalità materna entro il 2015. Un obiettivo che non sarà assolutamente raggiunto, soprattutto in alcune parti del mondo. Secondo i dati diffusi dall’Onu proprio in occasione della Giornata della popolazione, ogni anno nel mondo sono ancora circa 358.000 le donne che muoiono per cause legate alla gravidanza e al parto. Circa la metà delle morti totali si concentra nell’Africa Subsahariana. In Italia una donna immigrata sviene in strada e nella borsa viene trovato un feto. Sono in crescita le gravidanze di adolescenti. Nessuno pone l’accento sul fatto che nelle nostre scuole non esiste educazione sessuale e che adolescenti, giovani e donne immigrate non hanno accesso a informazioni e servizi adeguati. La salute riproduttiva è direttamente connessa al rispetto del diritto fondamentale di ogni essere umano: il diritto alla vita. Garantirla per tutte le donne e i bambini in ogni parte del mondo, significa garantire il futuro al nostro pianeta.

Siamo convinti che l’Africa e il mondo intero continuino a camminare, giorno dopo giorno, con i piedi delle donne. Vogliamo proseguire nell’impegno a conoscerle nella loro realtà, creare relazioni, confrontarci sui problemi comuni della vita, sostenerle con azioni concrete”. Per questo, oggi a Torino viene presentata la mostra fotografica “Sorrisi di madri africane”, dedicata dal Ccm (Comitato collaborazione medica) alla salute riproduttiva, alla gravidanza, al parto, al legame con il bambino nel continente africano (per informazioni: www.ccm-italia.org). L’iniziativa del Ccm vuole essere una tappa del cammino della campagna “Walking Africa”, che dopo l’assegnazione del Nobel per la Pace 2011 a due donne africane e una yemenita, chiede di “non lasciare sole le donne d’Africa”. “Chiediamo al governo Italiano e alle Nazioni Unite l’onestà di celebrare i diritti delle donne con fatti concreti, non solo con celebrazioni e false promosse – conclude Barbera -. La cooperazione parte dalle donne e deve affrontare concretamente i tanti problemi legati all’educazione e alla formazione, alla protezione della salute, al protagonismo nella vita economica e sociale del continente africano e del mondo, nella consapevolezza che le donne africane, con il loro umile protagonismo, possono indicare un percorso nuovo per ricostruire su basi più giuste e più umane la convivenza”.

Per informazioni: Ufficio stampa Solidarietà e Cooperazione Cipsi, tel. 06.5414894, mail: ufficiostampa@cipsi.it e info@walkingafrica.info, web: www.cipsi.it e www.walkingafrica.info.

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