GIORNATA MONDIALE DELL’ACQUA 2014. LA POSTA IN GIOCO È LA SALUTE DELLE PERSONE SU TUTTO IL PIANETA, LA TUTELA DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO. PROTESTA DEL CIPSI PER LA DESCISIONE DELLA COMMISSIONE EUROPEA.

Barbera (CIPSI): “È fondamentale che l’acqua sia riconosciuta anche giuridicamente, nelle leggi nazionali, europee e internazionali, come bene comune per antonomasia e diritto umano di tutti. La posta in gioco è la salute delle persone su tutto il Pianeta, la tutela dell’ambiente e del territorio. La Commissione europea non ha intenzione di proporre nessuna legge, ma solo una consultazione pubblica per migliorare la qualità e la gestione delle risorse idriche.Il CIPSI protesta per l’assenza, nella comunicazione della Commissione,di un esplicito divieto alla liberalizzazione dell’acqua. La questione è che a livello mondiale, come a livello europeo ed italiano, le soluzioni esistono.

Roma, 21 marzo 2014 – In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua 2014, Guido Barbera, presidente di Solidarietà e Cooperazione CIPSI – coordinamento di associazioni di solidarietà internazionale da circa vent’anni impegnato sul tema dell’Acqua bene comune – ha dichiarato: “È fondamentale che l’acqua sia riconosciuta anche giuridicamente, nelle leggi nazionali, europee e internazionali, come bene comune per antonomasia e diritto umano di tutti. La posta in gioco è la salute delle persone su tutto il Pianeta, la tutela dell’ambiente e del territorio.

I problemi mondiali dell’acqua restano numerosi e gravi: perché 1,4 miliardo di persone – stima ufficiale ma sottovalutata – non hanno accesso regolare ed adeguato all’acqua potabile e 2,6 non beneficiano dei servizi igienico-sanitari. La deforestazione e la desertificazione continuano ad avanzare, così come la riduzione di terre fertili accessibili. La mercificazione e la finanziarizzazione dell’acqua e dei servizi idrici avanzano a ritmo elevato, malgrado la risoluzione dell’Onu del 28 luglio 2010 che ha riconosciuto l’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari come diritto umano universale. L’acqua interessa sempre di più gli speculatori finanziari.

Nell’ambito delle elezioni politiche europee 2014, miranti ad eleggere i rappresentanti dei 509 milioni di cittadini dei 28 Stati membri dell’UE, si spera che le scelte operate dalla Commissione europea nel campo dell’acqua con il suo “Piano di salvaguardia delle acque d’Europa” del novembre 2012 siano oggetto di un ampio e circostanziato dibattito. Anche perché la brutta notizia è del 20 marzo 2014: nonostante l’iniziativa di legge popolare, che ha raccolto un milione e novecentomila firme in tutta Europa, la Commissione europea non ha intenzione di proporre nessuna legge, ma solo una consultazione pubblica per migliorare la qualità e la gestione delle risorse idriche. Il CIPSI protesta per l’assenza, nella comunicazione della Commissione, di un esplicito divieto alla liberalizzazione dell’acqua e di un’esclusione delle risorse idriche dai negoziati internazionali come i trattati dell’Organizzazione Mondiale del Commercio.

Infine, in Italia, la più grande criticità in materia d’acqua resta di natura politica – il non rispetto scandaloso da parte di tutti i poteri pubblici e privati preposti alla gestione delle acque della volontà espressa da 27 milioni di cittadini con i referendum abrogativi. Il che non diminuisce la gravità dei problemi legati al dissesto idrogeologico, al divenire critico dei fiumi, alla cattiva gestione dei servizi idrici, all’inquinamento delle acque di falda, alla debole copertura del trattamento delle acque reflue…”.

E Barbera conclude: “La questione è che a livello mondiale, come a livello europeo ed italiano, le soluzioni esistono. Esse sono conosciute. Gli interessi di parte, settoriali e a corto termine prevalgono, malgrado la forte mobilitazione e grande volontà di partecipazione dei cittadini. L’acqua rivela, non solo ai giovani, che non è vero che i cittadini non sono interessati alla “res publica”, agli affari comuni. L’acqua bene comune é all’origine delle battaglie più belle che siano state combattute, ed in alcuni paesi con successo, in favore di una maggior cura per i diritti degli esseri umani e della natura ed una maniera più saggia e più responsabile di vivere insieme”.

 

Ufficio Stampa Cipsi, Nicola Perrone,  ufficio stampa@cipsi.it, cel. 329.0810937

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