ACQUA É VITA, DIGNITÁ, DIRITTO – Visioni e proposte a confronto.

Rosario Lembo (CICMA): “Appello al governo: il rispetto all’acqua come fonte di vita e la concretizzazione del diritto umano all’acqua è la condizione per l’esercizio di tutti gli altri diritti umani. Chiediamo che l’Italia sostenga presso la comunità internazionale l’adozione di un Protocollo opzionale al Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali (PIDESC) per il diritto umano all’acqua e ai servizi igienici di base.

La Campagna WaterHumanRinghtTreaty”.

 

Milano, 22 marzo 2017“Il rispetto all’acqua come fonte di vita e la concretizzazione del diritto umano all’acqua, a livello di un minimo garantito per tutti, è la condizione per l’esercizio di tutti gli altri diritti umani”, ha dichiarato Rosario Lembo, Presidente del Comitato italiano per il Contratto Mondiale sull’Acqua. “Quale strumento giuridico sarebbe più appropriato per garantire il diritto umano all’acqua? La strategia prescelta dal CICMA ha portato ad identificare l’adozione di un Protocollo opzionale al Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali (PIDESC) per il diritto umano all’acqua e ai servizi igienici di base. E’ stato redatto un progetto di Protocollo in conformità con i principi del Manifesto per un Contratto mondiale sull’acqua e quelli condivisi nei Forum alternativi con i vari Movimenti dell’acqua”.

E Lembo continua: “Per esercitare una pressione sugli Stati e per creare un consenso è stata lanciata la Campagna WaterHumanRinghtTreaty, che prevede l’attivazione in diversi paesi dei Comitati di sostegno alla Campagna per azioni di advocacy sui governi per costituire, in seguito, un Comitato internazionale di accompagnamento della fase negoziale. Auspichiamo che questo seminario possa individuare una prima piattaforma di richieste che mettano al centro dell’agenda politica italiana e internazionale il diritto umano all’acqua. Se ci impegneremo per difendere il diritto umano all’acqua, obbligando gli stati a garantire il diritto umano all’acqua, porremo le basi per proteggere e difendere tutti gli altri diritti umani ed evitare le future guerre dell’acqua”.

Si è tenuto oggi a Milano, a cura del Comitato italiano Contratto Mondiale per l’acqua (CICMA) con il contributo della Fondazione Cariplo e la collaborazione di Cap Holding, il seminario in occasione della giornata mondiale sull’acqua “Acqua è vita, Dignità, Diritto. Visioni e proposte a confronto”, in cui relatori proveniente da diverse realtà accademiche e culturali hanno discusso sul tema dell’acqua come diritto umano autonomo e specifico, indispensabile per la vita e la dignità delle persone. Sebbene dal 2010 (Risoluzione ONU 64/292) 1’acqua è riconosciuta come un diritto umano, oggi questo diritto resta ancora inapplicato. Circa 4 miliardi di persone vivono ancora in zone caratterizzate da carenza di acqua potabile, più di 3 miliardi non hanno accesso ai servizi igienici di base.

E’ a partire da questa problematica, e dalla necessità di richiamare l’attenzione pubblica sulla sfida di realizzare l’accesso universale all’acqua potabile in quanto diritto umano, che il CICMA lancia un appello affinché non solo il governo, ma anche la società civile si mobiliti per raggiungere questo obiettivo comune: l’acqua come diritto umano universale garantito attraverso strumenti giuridici internazionali, peraltro sollecitati anche da papa Francesco.

“E’necessario promuovere questo diritto fondamentale. Oggi, a partire da questo Convegno, si vuole sottolineare che gli aspetti gestionali devono essere affrontati a partire dal riconoscimento di acqua come diritto”, afferma Cinzia Thomareizis, Segretario Generale Comitato Italiano Contratto Mondiale dell’acqua.” Dobbiamo agire”, continua, “esistono strumenti e proposte sul tema dell’acqua che possono e devono essere applicati. C’è una proposta di progetto di protocollo che conta con l’autorevole appoggio del Papa. Oggi ci aspettiamo un dibattito sul significato concreto del diritto all’acqua; vogliamo concludere la giornata con una Dichiarazione per mettere al centro della politica italiana, e non solo, questo diritto”.

Al dibattito Nardy Syxo Iturry, rappresentante permanente della Bolivia alle Nazioni Unite a Ginevra, ha portato il suo contributo con l’esperienza della Bolivia sulla “guerra dell’acqua”, come lei stessa la definisce. “Come molti di voi sanno, la Bolivia ha introdotto nella costituzione il diritto all’acqua. Non è stato facile, è stata una vera e propria guerra. Una guerra per un diritto fondamentale per tutti. Il presidente Evo Morales, il primo presidente indigeno e campesino, ha condotto in Bolivia una lotta contro la corruzione dalla quale abbiamo imparato che i governi che rubano, non solo ci portano via l’istruzione e i servizi di base, ma ci portano via anche l’acqua. Ci privano di tutto. Per la Bolivia parlare di acqua è fondamentale, ed è bene sottolineare che le cose si conquistano lottando, uniti. L’acqua ci unisce. Non importa la nazionalità, o la religione a cui apparteniamo, perché l’acqua è una cosa che ci accomuna a tutti, nonostante vengano alzati muri per dividerci. Quella di Cochabamba é stata una guerra partita dal basso, dove i movimenti sociali e soprattutto le donne sono stati protagonisti. Dobbiamo chiedere un maggiore sforzo a livello internazionale, un maggiore sforzo ai paesi sviluppati, ma ognuno di noi deve imparare a vivere bene. Noi vogliamo vivere meglio, ma dobbiamo imparare a vivere in armonia con la madre terra e con quello che ci ha dato. Dobbiamo tutti impegnarci per questo tema così importante. L’acqua sta finendo, e sarà motivo di una terza guerra mondiale. Spero che il seminario di oggi possa servire a portare la voce della società a tutti i livelli”.

Simone Morandini, membro del gruppo Custodia del Creato dell’Ufficio Nazionale per i Problemi Sociali e il Lavoro della CEI e del Comitato di Redazione di “Etica per le Professioni” ha ricordato come la cura che dobbiamo avere della terra è ricorrente nel papa Francesco. “L’acqua, dimostrazione dell’amore di Dio per l’uomo, è un bene comune che va trattato come tale. Dal punto di vista politico possiamo parlare di amore civile e politico per la cura della casa comune e dell’acqua. La problematica dell’acqua, aggiunge, colpisce soprattutto i poveri, perché non hanno i mezzi per accedere all’acqua pulita. Non è solo questione di diritto, ma anche di giustizia, e come tale deve essere affrontata”.

Ha partecipato al seminario Alessandro Russo, presidente di Gruppo CAP, l’azienda pubblica che gestisce il servizio idrico integrato sull’area della città metropolitana di Milano e vicepresidente APE – Acqua Pubblica Europea, che ha spiegato come CAP, nonostante sia un’impresa, possa dare il contributo per il diritto all’acqua.

Il seminario si è concluso con una tavola rotonda che visto come protagonisti: Danilo di Biasio, giornalista professionista del Festival dei Diritti umani; Tiziana Toto, responsabili politiche dell’energia e ambiente di Cittadinanzattiva e dell’Osservatorio prezzi e tariffe applicate ai servizi di pubblica utilità; Barbara Meggetto, direttrice di Legambiente Lombardia Onlus; Silvia Stilli, portavoce dell’Associazione delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale (AOI); Martina Rogato, Business&Human Rights Amnesty International Italia e Cristina Toscano, esperta di mangement of Development e distance learning.

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