25 novembre 2010

Guido Barbera (Solidarietà e Cooperazione Cipsi): “Marciamo insieme alle donne congolesi, contro le tante forme di discriminazione e violenza a cui le donne di tutto il mondo sono sottoposte. Rilanciamo la proposta di assegnare loro il Nobel per la pace”

Roma, 25 novembre 2010 – “Oggi più che mai vogliamo rilanciare il protagonismo che le donne di tutto il mondo hanno all’interno della società. Questa giornata può e deve indurci a riflettere ancora una volta sulla necessità di eliminare le tante forme di discriminazione e violenza a cui le donne sono quotidianamente sottoposte in ogni parte del mondo. Anche per questo rilanciamo la proposta di assegnare alle donne africane nel loro insieme il Premio Nobel per la Pace 2011”. Questo il commento di Guido Barbera, presidente di Solidarietà e Cooperazione Cipsi – Coordinamento di iniziative popolari di solidarietà internazionale, che raggruppa 48 associazioni di solidarietà e cooperazione internazionale – in occasione della Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza sulle donne che si celebra oggi in tutto il mondo. L’Onu ci ricorda che una donna su tre, al mondo, è stata picchiata, forzata ad avere rapporti sessuali, o ha comunque subito abusi almeno una volta nella sua vita. Nel mondo sono centoquaranta milioni le donne vittime di abusi fisici, psicologici e sessuali, oggetti di tratta ed aborti selettivi, di molestie. In Italia, secondo dati Istat, una donna su tre tra i 16 e i 70 anni è stata almeno una volta, vittima di violenza o maltrattamenti. Sono ben 6,7 milioni le donne che nel corso della loro vita hanno subito una violenza fisica o sessuale, tre milioni sono state vittime di aggressioni da parte del partner o ex partner. Otto donne su dieci tra quelle che hanno subito abusi sono state aggredite entro le mura di casa. Un milione sono le donne stuprate.

 

“In un paese come la Repubblica democratica del Congo – commenta Barbera – sono migliaia le donne e le ragazze che sono state violentate, trasformate in schiave sessuali e costrette ad arruolarsi nell’esercito. Basti pensare che, soltanto nel primo trimestre del 2010, ben 1.244 donne hanno denunciato all’Onu di essere state violentate, una media spaventosa di 14 violenze al giorno. E proprio contro questa violenza, contro il terrorismo sessuale e contro gli stupri di massa, migliaia di donne congolesi hanno marciato, il 17 ottobre scorso, per le strade di Bukavu. Donne che si oppongono e si ribellano con forza e tenacia ai tanti, troppi crimini a cui sono sottoposte, dall’uso dello stupro come arma di guerra alla violenza domestica, dal traffico del sesso alle mutilazioni genitali femminili. Fenomeni che condanniamo e per combattere i quali è necessario veicolare ai mezzi di comunicazione di massa, alle istituzioni e alla società civile una diversa concezione della donna, riconoscendone la dignità e il ruolo sempre più importante ed insostituibile che riveste nella società”.

 

Vogliamo riaffermare il protagonismo delle donne nelle tante sfide quotidiane che affrontano con pazienza, forza d’animo e determinazione. Con lo sguardo volto alle donne d’Africa. Centinaia di migliaia di donne che ogni giorno percorrono le strade del continente alla ricerca di una pace durevole e di una vita dignitosa. Donne che, in condizioni spesso quasi impossibili a causa del maschilismo, della poligamia, del disinteresse o dell’assenza degli uomini, continuano a difendere e a nutrire la vita dei loro figli; a lottare contro le mutilazioni genitali, a curare i più deboli e indifesi. Donne che, di fronte alle prevaricazioni del potere, sanno alzarsi in piedi per difendere i propri diritti calpestati. È a queste donne che Solidarietà e Cooperazione Cipsi e ChiAma l’Africa vorrebbero venisse consegnato il Premio Nobel 2011 per la Pace. “Abbiamo bisogno dell’adesione di tutti (è possibile firmare su www.noppaw.org) – conclude Barbera -. Un gesto simbolico per compiere un ulteriore passo avanti verso l’eliminazione delle discriminazioni e delle violenze nei confronti di tutte le donne, d’Africa e del mondo”.

 

In questa giornata, conclude Barbera, vogliamo lasciare a tutti l’immagine di una donna africana che da 57 anni porta l’acqua sulla testa. L’acqua che è servita alla nascita dei bambini, al loro battesimo, a dargli da bere, a cuocere il cibo, a lavarli, a costruire la casa, ad innaffiare i giardini per far crescere il cibo, i fiori, per dar da bere agli animali, per curare le ferite, le violenze, per lavare i vestiti… 57 anni che sulla sua testa a portato la vita! La speranza! Il superamento delle violenze, delle sofferenze, per garantire la pace. Grazie donne.

 

Per informazioni: Ufficio Stampa Solidarietà e Cooperazione Cipsi, tel. 06.5414894, mail: ufficiostampa@cipsi.it e info@cipsi.it, web: www.cipsi.it e www.noppaw.org.

 

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