Roma, 23 novembre 2012 – “Ogni giorno in ogni parte del mondo, molte, troppe donne subiscono qualche forma di discriminazione o violenza. L’Onu attesta che la violenza contro le donne è il crimine più diffuso nel mondo ed anche quello meno denunciato. Tanti, troppi sono ancora i crimini a cui le donne sono sottoposte, dall’uso dello stupro come arma di guerra alla violenza domestica e psicologica, dal traffico del sesso alle mutilazioni genitali femminili. Fenomeni che condanniamo e per combattere i quali è necessario veicolare ai mezzi di comunicazione di massa, alle istituzioni e alla società civile una diversa concezione della donna, riconoscendone la dignità e il ruolo sempre più importante ed insostituibile che riveste nella società. Le donne sono vere combattenti per la vita”. Questo il commento di Guido Barbera, presidente di Solidarietà e Cooperazione Cipsi, in occasione della Giornata per l’eliminazione della violenza sulle donne che si celebra domenica 25 novembre.

“In Italia – prosegue Barbera – sono già oltre 100 le donne uccise dall’inizio dell’anno, tanto da parlare di un vero e proprio ‘femminicidio’ che si consuma principalmente in famiglia. In alcuni paesi, fino a 7 donne su 10 vengono violentate, abusate o mutilate nella loro vita. In un paese come la Repubblica Democratica del Congo, lo stupro è usato come mezzo per terrorizzare la popolazione e il numero di casi aumenta continuamente. Le giovani sotto i 18 anni sono particolarmente esposte, con quasi il 40% dei casi, mentre il gruppo più colpito è quello delle donne tra i 19 e i 45 anni (53,6%). Sono crimini pervasivi, che non conoscono distizione tra nord e sud del mondo. Proprio per questo non sono accettabili, non vanno visti come qualcosa di inevitabile ma possono e devono essere combattuti ed estirpati da una società che voglia definirsi civile”.

“La violenza contro le donne è una minaccia per la democrazia, un ostacolo alla pace, un peso sulle economie nazionali e una terribile violazione dei diritti umani – prosegue Barbera -. Manteniamo uno sguardo volto alle donne d’Africa. Donne che, in condizioni spesso quasi impossibili a causa del maschilismo, della poligamia, del disinteresse o dell’assenza degli uomini, continuano a difendere e a nutrire la vita dei loro figli; a lottare contro le mutilazioni genitali, a curare i più deboli e indifesi. Donne che, di fronte alle prevaricazioni del potere, sanno alzarsi in piedi per difendere i propri diritti calpestati. È per loro che abbiamo lanciato la Campagna “Walking Africa” e il primo social network tematico sull’Africa www.walkingafrica.info, che vuole mettere in evidenza l’Africa in piedi. Che guarda in avanti. Che è capace di costruire un nuovo presente e progettare il proprio futuro. L’Africa che cammina. Iscriversi a questo social network, rappresenta un piccolo ma importante gesto per dare loro ancora più voce e forza e compiere un ulteriore passo avanti verso l’eliminazione delle discriminazioni e delle violenze nei confronti di tutte le donne, d’Africa e del mondo“.

(Foto: prove di uno spettacolo teatrale sugli stupri di guerra in Burundi@Donata Frigerio)

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