Sventato (per ora) il colpo di spugna sulle bonifiche inserito nel Decreto del Fare.
La mobilitazione dei cittadini promossa dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua per modificare il testo del cosiddetto Decreto del Fare ha iniziato a dare i suoi frutti. La prima versione del decreto avrebbe introdotto un vergognoso sistema di deroghe che avrebbe premiato gli inquinatori più incalliti.
Grazie alla mobilitazione dei movimenti, alle pressioni sui parlamentari, all’iniziativa parlamentare di diversi gruppi che hanno compreso i gravissimi rischi per l’ambiente e all’apertura a modifiche al testo proposto dal Ministro Orlando nelle Commissioni Parlamentari è stato svolto un intenso lavoro per disinnescare le enormi criticità introdotte dal Decreto del fare nella versione approvata dal Governo.
Sono stati prodotti diversi emendamenti che hanno per ora eliminato il passaggio in cui si subordinava l’eliminazione delle fonti di contaminazione al profitto degli inquinatori anche in presenza di rischio sanitario conclamato. Inoltre è stato affrontato l’altro casus belli, quello relativo ai limiti da rispettare: nella versione governativa si richiedeva genericamente solo un’attenuazione della contaminazione e non il rientro in precisi limiti.
Partendo da un testo così infelice che costituiva un vero e proprio regalo agli inquinatori più audaci e spregiudicati si è giunti ad un compromesso per ora accettabile. È doveroso per il Parlamento andare avanti su questa strada senza colpi di coda.
Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua continuerà in queste ore ad esercitare un attenta analisi dell’attività parlamentare e denuncerà eventuali tentativi di sabotaggio alle bonifiche.
In ogni caso un eventuale esito favorevole rappresenterà solo un salvataggio all’ultimo minuto di una situazione che avrebbe fatto cadere in un pozzo inquinato i diritti dei cittadini ad un ambiente salubre.
È necessario che il tema delle bonifiche sia messo al centro dell’agenda politica visto che riguarda presente e futuro di milioni di cittadini e un’occasione per un territorio nazionale degradato che, se risanato, potrà costituire la base per un’economia durevole. Questo sarebbe il “fare” che i cittadini si aspettano.

Fonte: http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php?option=com_content&view=article&id=2232:decreto-fare-chi-inquina-non-paghera-piu&catid=37:primo-piano

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Azione di pressione sui parlamentari tramite l’invio di una lettera tra l’8 e il 10 luglio.

 Come sapete all’interno del cosiddetto “Decreto Fare” è stata inserita una modifica dell’art. 243 del Decreto Ambientale (D.lgs 152/2006) recante “Gestione delle acque sotterranee emunte“. Tale modifica è di una gravità inaudita, infatti sostanzialmente si arriva a subordinare la bonifica del sito inquinato, e quindi il relativo rischio sanitario, all’interesse economico del privato inquinatore.

Per rafforzare l’azione, oltre ad utilizzare i social network per diffondere la notizia e tutti gli altri strumenti che possiamo ritenere utili, è opportuno avviare un’azione di pressione sui parlamentari tramite l’invio di una lettera, affinchè nell’iter di conversione in legge del decreto intervengano per stralciare o almeno modificare profondamente le norme dal provvedimento.
Il decreto è stato assegnato alle commissioni riunite Affari Costituzionali e Bilancio e dovrà riceverà il parere di diverse altre commissioni, la cui discussione proseguirà la prossima settimana con relativa possibilità di presentazione di emendamenti.
Di seguito la lettera da inviare e in allegato l’elenco degli indirizzi e-mail delle/dei Parlamentari.
E’ importante effettuare l’invio in modo coordinato e inviarla a partire da lunedì 8 a mercoledì 10 luglio insieme anche alla scheda di approfondimento (in allegato).

 

Testo della mail da inviare:

Alle/ai Deputate/i e alle/ai Senatrici/ori del Parlamento Italiano

 

Oggetto: no alla condanna a morte della tutela delle falde acquifere.
Richiesta di stralcio dal “Decreto del Fare” delle norme che mettono in pericolo la salute dei cittadini e la qualità dell’acqua

Gentile Parlamentare,
le segnalo la gravità e la pericolosità di alcune modifiche introdotte dal cosiddetto “Decreto del Fare” al testo Unico sull’Ambiente D.lgs. 152/2006 con cui viene messa in seria discussione la tutela delle falde acquifere e conseguentemente la salute dei cittadini.
Con suddetto decreto, nello specifico con l’art. 41, si subordina la bonifica di un sito inquinato all’interesse economico del privato. Questa clausola di salvaguardia degli interessi privati su quelli pubblici scatterebbe addirittura in presenza di un conclamato rischio sanitario derivante dall’inquinamento in atto.
Inoltre si accetta che gli inquinanti possano continuare a diffondersi nelle falde acquifere a partire da un sito inquinato, ovvero si prevede solo l’attenuazione dell’inquinamento senza eliminarne le sue fonti.
Altro che il principio “chi inquina paga”, il cosiddetto “Decreto del Fare” è una vera e propria contro-riforma sulle bonifiche che fa ritornare all’anno zero tale settore.
Per tutte queste ragioni Le chiedo di intervenire per stralciare o almeno modificare profondamente le norme dal provvedimento nell’iter di conversione in legge in modo da rendere le norme realmente utili alla tutela della qualità dell’acqua.

Data e firma

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P.S.: IMPORTANTE

PER EVITARE DI VEDERSI BLOCCATA LA PROPRIA CASELLA DI POSTA (CHE AL MASSIMO PUÒ INVIARE MAIL A CIRCA 500 DESTINATARI OGNI 24 ORE), SCEGLIETE SOLO UNO DEI GRUPPI DI INDIRIZZI IN ALLEGATO, ED UN SECONDO DA INVIARE NEL GIORNO SUCCESSIVO

PER FARE IN MODO CHE OGNI GIORNO SIANO COINVOLTI TUTT* LE/I PARLAMENTARI, SCEGLIAMO I GRUPPI A CASO E NON TUTT* IL PRIMO

Scheda di approfondimento: Scheda approfondimento Decreto Fare

Indirizzi mail senatori e deputati:

Indirizzario_email_deputati_2013

 

Indirizzario_email_senatori_2013

 

 

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Addio Bonifiche, il Governo Letta condanna per Decreto la tutela delle falde acquifere: chi inquina non pagherà più. Appello al Ministro dell’Ambiente Orlando per la tutela della qualità dell’acqua

Altro che il principio “chi inquina paga”, con il cosiddetto “Decreto del Fare” festeggiano gli inquinatori, viene messa a rischio la salute dei cittadini e la qualità dell’acqua delle falde, un patrimonio comune di straordinaria importanza per la vita del paese.

Da circa un anno si erano moltiplicati i tentativi per inserire di straforo nei vari decreti urgenti, senza alcun confronto pubblico preliminare con i cittadini, una contro-riforma sulle bonifiche. Ora il Governo Letta e le lobby industriali hanno introdotto nel cosiddetto “Decreto del Fare” una norma di modifica del testo Unico sull’Ambiente D.lgs. 152/2006 che fa ritornare all’anno zero il settore delle bonifiche.

Si legge nel decreto “Nei casi in cui le acque di falda determinano una situazione di rischio sanitario, oltre all’eliminazione della fonte di contaminazione ove possibile ed economicamento sostenibile, devono essere adottate misure di attenuazione della diffusione della contaminazione”. La qualità dell’acqua è subordinata alle logiche economiche, da oggi se chi inquina è d’accordo, si attenuerà l’inquinamento senza eliminare le sue fonti. E’ assolutamente grave che venga inserito il principio della sola “attenuazione” dell’inquinamento anche in presenza di rischio sanitario conclamato.

In Italia circa il 3% del territorio è gravemente inquinato e classificato nei Siti di Interesse Nazionale per le Bonifiche in cui gli interventi sono gestiti direttamente dal Ministero dell’Ambiente. In realtà oltre a queste situazioni estreme (da Priolo a Bussi, passando per Taranto, Brindisi, Brescia ecc.) si aggiungono una miriade di siti inquinati o potenzialmente inquinati sparsi su tutto il territorio nazionale la cui procedura di bonifica nella stragrande dei casi viene seguita dai comuni (si stimano in diverse migliaia, da discariche incontrollate a pozzi inquinati).

Recentemente lo Studio SENTIERI dell’Istituto Superiore di Sanità ha dimostrato l’enorme impatto sanitario dell’inquinamento, con migliaia di morti in più rispetto all’atteso nei 37 siti monitorati.

In questo contesto che richiederebbe la messa in cantiere della vera grande opera, la bonifica del territorio italiano, il Governo Letta ha introdotto una norma sull’inquinamento delle falde acquifere che azzera ogni possibilità di bonifica definitiva delle aree inquinate, subordinando gli interventi di bonifica agli interessi economici di chi inquina anche in caso di concreto rischio sanitario.

Secondo Enzo Di Salvatore, professore di Diritto Costituzionale all’Università di Teramo «Subordinare l’eliminazione della fonte di inquinamento oltreché a possibilità tecniche anche al presupposto che ciò sia economicamente sostenibile per il privato che inquina si sostanzia in una prevalenza degli interessi economici del privato sul diritto alla salute e all’ambiente salubre. Ciò viola anche il diritto dell’Unione europea e segnatamente il principio chi inquina paga».

Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua lancia un appello al Ministro dell’Ambiente Orlando, che ha dichiarato il tema della tutela dell’acqua tra quelli prioritari per il suo mandato, affinché il Governo riveda profondamente una posizione del tutto inaccettabile su un bene comune come l’acqua.

Il Forum chiede ai parlamentari di tutti i gruppi di intervenire per stralciare o almeno modificare profondamente le norme dal provvedimento nell’iter di conversione in legge in modo da rendere le norme realmente utili alla tutela della qualità dell’acqua.

Il Forum metterà in campo una serie di iniziative per contrastare quest’attacco all’accesso all’acqua potabile che l’ONU ha sancito essere un diritto umano, essenziale al pieno godimento della vita e di tutti i diritti umani.

Roma, 05 Luglio 2013

 


Luca Faenzi
Ufficio Stampa Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua
ufficiostampa@acquabenecomune.org

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