Febbraio 2011

 

Barbera (Solidarietà e Cooperazione Cipsi): “A Dakar un grande successo per la partecipazione, per l’analisi sulla crisi economica e sociale, la cooperazione sud-sud e il ruolo delle donne africane, protagoniste del cambiamento”.

 

Roma, 14 febbraio 2011 – “Un grande successo per la partecipazione – circa 75.000 persone – con tutti i paesi africani rappresentati, per i contenuti – in particolare l’analisi sulla crisi economica e sociale, la cooperazione sud-sud e il ruolo delle donne africane, protagoniste del cambiamento”. Così Guido Barbera, presidente di Solidarietà e Cooperazione Cipsi, coordinamento di 48 Ong e associazioni di solidarietà internazionale. “La manifestazione è riuscita e si è conclusa con la realizzazione di un interessante piano di mobilitazione per il 2012 (lanciata per Rio+20), e per il prossimo Forum sociale mondiale nel 2013 che si svolgerà di nuovo a Porto Alegre, un ritorno alle origini”.

 

Sono state 75mila le persone che la settimana scorsa hanno animato le strade di Dakar e del Senegal, partecipando ai molteplici eventi e appuntamenti legati all’undicesimo Forum Sociale Mondiale. Un Forum che, a fianco della partecipazione di molte istituzioni, da Danielle Mitterand ad Aminata Traorè, da Evo Morales a Lula, ha visto la presenza massiccia della società civile, soprattutto africana. Soprattutto donna.

 

È emersa con forza a Dakar “l’importanza della responsabilità e della partecipazione dal basso e di genere per smuovere il cambiamento”. Tante donne africane hanno partecipato al Forum, hanno promosso iniziative, organizzato eventi e hanno dimostrato il loro protagonismo: “Il futuro del continente è in mano alle donne africane – ha affermato la senegalese Fatou Guèye Ndiaye, attivista della Rete africana delle donne lavoratrici – che oltre al ruolo tradizionale di madri stanno diventando sempre di più capo famiglia” Secondo i dati Onu, solo nell’Africa sub-sahariana le donne costituiscono il 60-80% della manodopera agricola e trascorrono 40 miliardi di ore l’anno per approvvigionarsi d’acqua per la famiglia. Tante voci di donne a Dakar, che raccontano la loro esperienza di gestione di piccole e medie imprese attraverso il microcredito, che si organizzano in reti per far sentire la propria voce, che parlano del loro impegno in prima linea nella politica, nella mediazione dei conflitti, nella costruzione della pace. Donne che meritano il Nobel per la Pace.

 

Fin dalla marcia di apertura del Forum, era presente una delegazione e uno striscione della Campagna Noppaw (Nobel Peace Prize for Arican Women) promossa, da Solidarietà e Cooperazione Cipsi e da ChiAma l’Africa per assegnare il Premio Nobel per la Pace 2011 alle donne africane nel loro insieme. Il Noppaw è stato presente in Senegal durante tutto il periodo del Forum: “Il nostro stand – racconta Alex Sarr, portavoce del Comitato scientifico del Noppaw a Dakar – ha consentito a migliaia di persone di venire a conoscenza della Campagna e condividerla. Abbiamo raccolto moltissime firme di sostegno a questa candidatura collettiva. Molte donne africane l’hanno apprezzata e ci aiuteranno a diffonderla in modo ancora più capillare nei loro paesi d’origine”.

 

Oltre ciò, la Campagna Noppaw ha promosso una tavola rotonda che si è svolta il 7 febbraio scorso e alla quale hanno partecipato diversi esponenti del Comitato scientifico, tra cui Fatma Fall, direttrice dell’agenzia di comunicazione Thorinius: “Le donne vogliono far sentire la propria voce, perché sono la spina dorsale dell’Africa, coloro che portano avanti quotidianamente questo continente e la nostra presenza attiva a questo Forum ne è testimonianza”. Per questo tutte le donne africane nel loro insieme meritano un riconoscimento internazionale, come il Nobel per la Pace. Oggi, non è possibile immaginare nessun tipo di azione, che tenda allo sviluppo del continente africano senza mettere al centro le donne, costruttrici di pace.

“Un altro mondo è possibile”, recitava lo slogan del Forum. Ed è in cammino: un percorso di speranza che viene dalle rivolte del Maghreb di questi giorni, e che cammina e prosegue con i piedi e sulle spalle delle donne africane.

 

“Ricordiamo che la Campagna Noppaw ha bisogno del sostegno di tutti. Nei prossimi mesi saranno promosse iniziative con le donne in varie regioni del Senegal, del Mali, del Burkina e di altri Paesi africani. È inoltre già previsto un evento internazionale a Bruxelles il 23 maggio e moltissimi in Italia. Il Noppaw continua poi e portare avanti il suo impegno per la raccolta delle firme di adesione all’appello. (è possibile aderire su www.noppaw.org)”.

 

Per informazioni: Solidarietà e Cooperazione Cipsi, tel. 06.5414894, fax: 06.59600533, mail: info@noppaw.org e info@cipsi.it, web: www.noppaw.org e www.cipsi.it.

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