In Ue oltre 2 milioni di nuovi disoccupati nel 2013

La previsione di Eurostat contenuta nel rapporto “L’impatto della crisi europea”, realizzato da Caritas Europa. Disoccupazione grave in Spagna con oltre 6 milioni di persone senza lavoro, in Italia 2,7 milioni

ROMA – A settembre del 2012, secondo l’Eurostat, la disoccupazione in Europa ha raggiunto il record – 25,7 milioni, 10,2 per cento della forza lavoro – e saranno 2,1 milioni i nuovi disoccupati nei successivi 12 mesi. Sono questi i dati contenuti nel rapporto “L’impatto della crisi europea”, realizzato da Caritas Europa, che analizza i casi dei cinque “paesi deboli”: Italia, Portogallo, Spagna, Grecia e Irlanda. (vedi lancio precedente)

Ecco gli altri dati raccolti per far comprendere l’entità del problema occupazionale in Europa: “Oltre ai disoccupati, vi sono 19,5 milioni di persone di 15-74 anni definite come ‘sottooccupate’ (Commissione Europea); la disoccupazione di lunga durata riguarda 10,7 milioni di persone, il doppio di quelle rilevate nel 2008”. E ancora: “Due disoccupati su cinque in Europa sono condannati a rimanere tali per almeno un anno (Commissione Europea); nel settembre 2012, la disoccupazione giovanile riguardava il 22,8 per cento degli under 25, pari a 5,5milioni di giovani nell’Europa a 27 Stati. Aumentano in tutta Europa i giovani Neet (Not in education, employment or training), che non sono inseriti nel lavoro o nel sistema formativo (Eurostat)”. Preoccupa anche la situazione degli immigrati, “peggiorata a causa della crisi: il tasso di disoccupazione degli stranieri è pari in media al 22,1 per cento, più di due volte quello registrato presso le popolazioni autoctone (Commissione Europea)”.

“La crisi non colpisce in modo uguale tutti i paesi Ue – continua il rapporto – : stanno aumentando le disuguaglianze tra gli stati membri, con un gap di oltre 20 punti percentuali nel tasso di disoccupazione tra il livello più basso (Austria) e quello più elevato (Spagna) (Commissione Europea)”.

In particolare, a luglio del 2012, la disoccupazione risultava estremamente grave in Spagna, sia in termini assoluti (quasi 6 milioni di spagnoli sono privi di lavoro), che in termini relativi (il 25,8 per cento della popolazione in età attiva è disoccupata). In termini di peso percentuale dei disoccupati sulla popolazione totale, la Grecia appare al secondo posto (25,1 per cento), seguita dal Portogallo (15,7 per cento). In questa classifica, l’Italia si colloca al quinto posto in termini relativi (10,8 per cento di disoccupati), ma al secondo in posto in termini di valori assoluti (2,7 milioni di persone disoccupate). La Grecia si caratterizza inoltre come il paese dove colpiscono con maggiore forza sia la disoccupazione giovanile (55,4 per cento) che la disoccupazione di lunga durata (12,3 per cento). In Italia, la disoccupazione di lungo periodo appare sotto i valori medi europei, mentre quella giovanile è piuttosto rilevante (35,3 per cento).

Fonte: Redattore Sociale

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