Famiglia Cristiana ha lanciato l’appello “insieme per la pace”. Rinnoviamo il nostro impegno per la pace. Solidarietà e Cooperazione Cipsi ha aderito, invitiamo i soci, amici e persone singole a firmare. 

Partecipate al dibattito “Ha ancora senso oggi marciare per la Pace?” su http://www.famigliacristiana.it/stanza/ha-ancora-senso-oggi-marciare-per-la-pace.aspx

LEGGI IL TESTO DELL’APPELLO: Appello Insieme per la pace (1) 

Sabato scorso famigliacristiana.it ha raccolto e presentato l’appello “Insieme per la pace”  http://www.famigliacristiana.it/articolo/insieme-per-la-pace.aspxLe strade che abbiamo tracciato nell’appello non sono facili. Ne siamo consapevoli tutti. Eppure appaiono sempre più necessarie. Per percorrerle avremo bisogno di pazienza, concretezza e creatività.Con questo spirito vi propongo innanzitutto di firmare e diffondere l’appello(che ti allego insieme all’elenco dei primi firmatari) attraverso tutti i tuoi canali (indirizzari, siti, facebook,…) e di inviarci le adesioni delle persone che lo condivideranno.L’appello è anche uno strumento per aprire un confronto sui problemi e le prospettive dell’impegno per la pace nel nostro paese. A questo scopo abbiamo pensato di dare avvio ad un Form di discussione sul sito perlapace.itCi piacerebbe che tutti i firmatari partecipassero con una propria riflessione che ci possa aiutare a rinnovare e accrescere il nostro comune impegno per la pace a partire dalle città e dai luoghi in cui viviamo e operiamo. Che ne dici? Ci invii il tuo contributo? 

Invitiamo a sottoscrivere l’appello “Insieme per la pace” con cui vogliamo rinnovare il nostro impegno per la pace.

La pace è in pericolo, fuori e dentro il nostro paese. Eppure tutti i giorni dobbiamo fare i conti con un diffuso disinteresse, disattenzione e disimpegno. Pochi credono davvero alla pace e ancora meno ci lavorano. Eppure l’impegno per la pace è sempre più necessario e urgente. 
Per questo abbiamo bisogno di ripensare e rinnovare il nostro impegno per la pace, di accrescerne la qualità e l’efficacia, di unire le forze e promuovere il più ampio coinvolgimento di ragazzi e ragazze, gruppi, associazioni e istituzioni.
Oggi più che mai dobbiamo fare appello alla responsabilità personale di tutte le donne e gli uomini di buona volontà e unire tutte le energie disponibili.
Crediamo sia necessario ri-partire dalle città e dai territori in cui operiamo,investire sull’educazione e la formazione, costruire una politica di pace per l’Italia e l’Europa.
Con questo spirito ti proponiamo di lavorare insieme per:
1. promuovere l’impegno per la pace e i diritti umani a partire dalle città e dai territori in cui viviamo (La pace si costruisce nella/dalla nostra città);

2. investire sull’educazione e la formazione dei giovani ai diritti umani e alla pace (nonviolenza, giustizia, solidarietà,…);

3. valorizzare e diffondere i percorsi, le competenze e le buone pratiche (personali e collettive);

4. promuovere il riconoscimento del diritto alla pace e l’attuazione dell’agenda politica dei diritti umani dal quartiere all’Onu.

Con questo Appello, che ha già raccolto l’adesione di persone che vivono in più di cento città sparse in tutto il paese, intendiamo rafforzare ed estendere la rete della Perugia-Assisi: una rete di persone, gruppi, associazioni, scuole ed enti locali che deve agire con sempre maggiore continuità ed efficacia.
Nella speranza d’incontrare il tuo interesse, resto in attesa di ricevere la tua adesione e le tue riflessioni sugli obiettivi indicati.
Con i più cordiali saluti
Flavio Lotti
Comitato promotore Marcia Perugia-Assisi
Perugia, 26 ottobre 2013

Per adesioni e informazioni: Agenzia della pace, via della viola 1 (06100) Perugia, Tel. 335.6590356 – 075/5736890 – fax 075/5739337 email:info@perlapace.it – www.perlapace.it

L’Appello è stato pubblicato oggi da famigliacristiana.it
<<http://www.famigliacristiana.it/articolo/insieme-per-la-pace.aspx >>


Segue l’Appello e l’elenco dei primi firmatari.

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Perugia-Assisi
Insieme per la pace
Dalla Marcia di un giorno alla Marcia di tutti i giorni

 

Appello

 

Ci stanno togliendo la pace. Troppe persone precipitano nella povertà e nella disperazione. Succede ogni giorno in Italia, in Europa e in tante parti del mondo. Troppe ingiustizie si sommano a troppe disuguaglianze. Troppi problemi attendono inutilmente di essere risolti. Troppa violenza dilaga senza limiti né confini. Troppi soldi continuano a riempire il mondo di armi. Troppe armi alimentano nuove guerre. Troppi egoismi, interessi e complicità impediscono che le cose cambino. Intanto la crisi globale fa strazio di vite umane alimentando paure, angosce, sfiducia e chiusura.

Non c’è pace senza diritti umani. Lo sa bene chi non riesce a trovare lavoro, chi non ha cibo e acqua a sufficienza, chi non può curarsi come dovrebbe. Il mancato rispetto dei diritti umani fondamentali crea tensioni, conflitti, disuguaglianze e insicurezza. E finisce per togliere la pace anche a chi pensava di averla.

La pace è un diritto. Un diritto umano fondamentale delle persone e dei popoli. E come tale deve essere riconosciuto da tutti. Tutti abbiamo il diritto di vivere in pace e per questo obiettivo abbiamo il dovere di lavorare insieme.

La pace è un bene comune indivisibile. O c’è per tutti o non c’è per nessuno. L’illusione di riuscire a difendere la nostra “pace” ignorando quella degli altri è pericolosa. Non ci sono più i “fatti nostri” e quelli “degli altri”. Noi siamo parte di una comunità europea, mediterranea e mondiale. Contribuire alla costruzione di un futuro migliore per tutti e alla soluzione delle grandi sfide comuni che incombono è un nostro dovere e un nostro interesse. Ma noi cosa possiamo fare?

Serve più responsabilità personale. La crisi della politica e delle istituzioni ci lascia sempre più soli davanti a problemi sempre più gravi e complessi. Se davvero vogliamo la pace dobbiamo essere disponibili a fare la nostra parte. Partire da noi, da quello che possiamo fare in prima persona, nell’ambito delle nostre possibilità, ci consente di esigere con ancora più forza e autorevolezza il cambiamento che è sempre più urgente.

La pace comincia dalle nostre città-mondo. Il nostro impegno per la pace deve crescere innanzitutto nei luoghi dove viviamo tutti i giorni, nelle scuole, nei posti di lavoro e nelle nostre città. Deve essere concreto, aperto e costruttivo. E’ qui, nelle città-mondo, dove comincia il rispetto dei diritti umani e la nostra responsabilità di costruttori della pace. E’ qui che dobbiamo agire per rinsaldare l’agenda interna con quella internazionale. Ciascuna delle nostre città deve diventare un laboratorio di quel cambiamento che invochiamo per il mondo intero. Costruiamo insieme le città della pace e dei diritti umani.

Se vogliamo la pace dobbiamo educarci alla pace. La cultura che respiriamo è ancora oggi una cultura di guerra, intrisa di individualismo, egoismo e indifferenza. Per questo, prima di tutto, dobbiamo educarci ed educare alla giustizia e alla pace, alla nonviolenza e ai diritti umani. Tutti si devono sentire corresponsabili di questo sforzo. Abbiamo bisogno di diffondere e consolidare un’altra cultura, un’altra scala di valori, un’altra idea della pace lontana da ogni atteggiamento di rinuncia, accomodamento e utilitarismo. Abbiamo bisogno di costruire un’informazione e una comunicazione pubblica di pace, libera da lacci economici e politici, attenta alla vita reale delle persone e dei popoli, dell’Europa e del mondo. Investire sui giovani e sulla loro formazione, consentirgli di essere parte attiva della comunità “glo-cale” e del cambiamento epocale che stiamo vivendo, non è solo un’opportunità per tutti ma un dovere primario.

Non c’è pace senza una politica di pace. Molti problemi sono fuori dalla nostra portata. Ma quello che non possiamo fare in prima persona lo può e lo deve fare il nostro paese, l’Italia e l’Europa. L’Italia e l’Europa devono essere pienamente consapevoli delle sfide che ci investono a partire dal Mediterraneo e dal vicino Oriente e devono alimentare una politica di pace e fratellanza, di disarmo e cooperazione fondata sulla promozione dei diritti umani. Una politica coerente con il progetto iscritto nella nostra Costituzione e nelle carte fondamentali dell’Europa e delle Nazioni Unite. L’assenza di questa politica, il ripiegamento dell’Italia e dell’Europa ci stanno esponendo a seri pericoli e ci stanno facendo perdere grandi opportunità. Ma noi non ce lo possiamo permettere. Una fase della nostra storia deve essere chiusa per cominciarne un’altra. Costruirla dal basso è un dovere che ci dobbiamo e vogliamo assumere. Facciamolo insieme!

PerugiAssisi. Dalla Marcia di un giorno alla Marcia di tutti i giorni. Molte volte abbiamo camminato insieme da Perugia ad Assisi per la pace e i diritti umani. Oggi più che mai abbiamo bisogno di trasformare quel gesto in un impegno quotidiano. Camminare insieme, giorno dopo giorno, darà forza e valore politico all’impegno personale e alla testimonianza di ciascuno. Il popolo della PerugiAssisi, una vasta rete di persone, gruppi, associazioni, scuole ed enti locali, deve farsi sentire con più continuità, competenza e profondità, agendo insieme con una strategia comune.

Perugia, 25 ottobre 2013

Invia la tua adesione all’Agenzia della pace, via della viola 1 (06100) Perugia, Tel. 335.6590356 – 075/5736890 – fax 075/5739337 email: info@perlapace.it –www.perlapace.it

Segue l’elenco delle prime adesioni raccolte in più di 100 città italiane:

Agostino Manenti, Vaiano Cremasco (CR)
Alessandra Rastello, Sarzana (SP)
Alessandro Ciotoli, Ceccano (FR)
Alessio Pascucci, Cerveteri (RM)
Alfonso Colombatti, Aviano (PN)
Aluisi Tosolini, Parma
Andrea Campinoti, Certaldo (FI)
Andrea Ferrari, Lodi
Angelo Cifatte, Genova
Anna Campofreda, Marcianise (CE)
Anna Maria Vallicelli, Predappio (FC)
Anna Milvia Boselli, Padova
Antonio Armenante, Cava de Tirreni (SA)
Antonio Curedda, Stradella (PV)
Antonio Oldani, Sedriano (MI)
Antonio Papisca, Padova
Antonio Ruggieri, Campobasso
Antonio Spignolo, Messina
Barbara Drago, Sant’Elpidio a mare (FM)
Brunella Massenzio, Matera
Chiara Venturi, Predappio (FC)
Cristina Gasperini, Fauglia (PI)
Daniele Mariani, Grottammare (AP)
Daniele Sordoni, Senigallia (AN)
Davide Patuelli, Faenza (RA)
don Aldo Antonelli, Avezzano (AQ)
don Carlo D’Antoni, Siracusa
don Luigi Ciotti, Torino
don Marco Tenderini, Cernusco Lombardone (MI)
don Mario Costalunga, Vicenza
don Nicola Lombardi, Caserta
Donato Di Criscio, Campobasso
Elisa Marincola, Roma
Emanuele Giordana, Roma
Enrico Paissan, Trento
Enrico Pusceddu, Samassi (VS)
Enzo Nucci, Nairobi
Ernesto Galbusera, Besana Brianza (MB)
Eugenio Govoni, Budrio (BO)
Fabio Poggi, Modena
Fabrizio Magazzini, Agliana (PT)
Federica Curzi, Macerata
Federica Torcolacci, Riccione
Filippo Trippanera, Firenze
Flavio Lotti, Perugia
Francesca Saccarola, Bari
Francesca Valentini, San Venanzo (TR)
Francesco Cavalli, Riccione
Francesco Fragolino, Como
Gabriele Mattiuzzo, Treviso
Gabriella Stramaccioni, Roma
Gemma Tonucci, Saronno (VA)
Giovanni Cocciro, Cologno Monzese (MI)
Giovanni Ferronato, Castelfranco Veneto (TV)
Giuseppe Cangialosi, Verbania
Giuseppe Giulietti, Venezia
Giuseppe Guttadauro, Tavarnelle Val di Pesa (FI)
Giuseppina Gianfranceschi, Umbertide (PG)
Graziano Zoni, Firenze
Guido Barbera, Roma
Isabella Zuliani, Giavera del Montello (TV)
Ivano Venturelli, Marano sul Panaro (MO)
Juan Diego Catalano, Palermo
Katia Zattoni, Forlì
Leoluca Orlando, Palermo
Leopoldo Foglino, Alba (CN)
Luca Sticcotti, Bolzano
Luciano Scalettari, Milano
Luigi Sammarco, Spoleto (PG)
Marco Mascia, Padova
Marco Pezzoni, Cremona
Marco Vinicio Guasticchi, Perugia
Maria Luisa Moretti, Fiesole (FI)
Maria Russo, Acerra (NA)
Maria Silvana Fongo, Savigliano (CN)
Marina Beretta, Tavarnelle Val di Pesa (FI)
Marina Lazzarini, Borgo Maggiore San Marino
Mario Galasso, Rimini
Mario Lucini, Como
Marta Abinti, Como
Marta Ecca, Cagliari
Martina Michelusi, Thiene (VI)
Mattia Baglieri, Casalecchio di Reno (BO)
Maurizio Buzzani, Grosseto
Maurizio Mangialardi, Senigallia (AN)
Maurizio Sgarzi, Casalecchio di Reno (BO)
Michelangelo Casano, Biella
Michele Del Bolgia, Arezzo
Milena Fumarola, Cisternino (BR)
Moreno Pisano, Cagliari
Nicola Serini, Melfi (PZ)
Nicola Verdicchio, Padova
Norberto Crinelli, Ancona
Norma Naim, Caserta
Ombretta Morganti, Fermo
Padre Enzo Fortunato, Assisi (PG)
Padre Renato Kizito Sesana, Verona
Palmiro di Maria, Bagnacavallo (RA)
Paola Moro, Castelnuovo Magra (SP)
Pieraldo Bellano, Osnago (LC)
Piero Piraccini, Forlì-Cesena
Piero Tamburini, Bagnacavallo (RA)
Pietro Pertici, Pontedera (PI)
Raffaelo Saffioti, Palmi (RC)
Raymon Dassi, San Lazzaro di Savena (BO)
Remo Agnoletto, Badia Polesine (RO)
Renzo Angeli, Foligno (PG)
Riccardo Rizzo, Casarsa della Delizia (PN)
Rino Spedicato, Brindisi
Roberto Balzani, Forlì
Roberto Bombarda, Trento
Roberto Malinconico, San Felice a Cancello (CE)
Sabrina Caneva, Ovada (AL)
Sabrina D’Arenzo, Vezzano Ligure (SP)
Salvatore Cuoci, Casal di Principe (CE)
Salvatore Piconese, Uggiano La Chiesa (LE)
Sara Visintin, Rimini
Savino Pezzotta, Bergamo
Sestilio Dirindelli, Tavarnelle Val di Pesa (FI)
Silvana Dotti, Sinalunga (SI)
Stefania Bonaldi, Crema
Stefano Aicardi, Reggio Emilia
Stefano Del Cont Bernard, Aviano (PN)
Severino Saccardi, Firenze
Teresa Tombesi, Donoratico (LI)
Tilde Rovigatti, Aprilia (LT)
Tiziana Prezio, Roggiano Gravina (CS)
Valeria Savoca, Codogno (LO)
Valeriano Tascini, Marsciano (PG)
Vanessa Camani, Abano Terme (PD)
Vito Telesca, Potenza
Vittoriano Solazzi, Ancona
Youssef Salmi, Novellara (RE)


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