Seminario “PerugiAssisi. Dalla Marcia di un giorno alla marcia di tutti i giorni” – Giovedì 5 dicembre 2013 – Assisi, Sacro Convento di San Francesco.

A tutti i presidenti: invito a partecipare al Seminario “PerugiAssisi. Dalla Marcia di un giorno alla marcia di tutti i giorni” che si terrà giovedì 5 dicembre 2013 ad Assisi presso il Sacro Convento di San Francesco dalle 10.00 alle 17.00.
Con questo incontro ci proponiamo di dare concreto avvio all’organizzazione della prossima Marcia per la pace Perugia-Assisi promuovendo una riflessione sui problemi e le prospettive concrete dell’impegno per la pace nel nostro paese. Di fronte ad una situazione sempre più complessa e ad una crisi che si fa sempre più pesante crediamo sia necessario ripensare i nostri percorsi di pace.
La Marcia che vogliamo organizzare il prossimo anno è allo stesso tempo una meta e un importante strumento di lavoro che ci deve aiutare a stimolare un impegno sempre più maturo e diffuso, a partire da ciascuna delle nostre città ed esperienze. A questo proposito Le allego l’appello “Insieme per la pace” che contiene una prima traccia di lavoro e alcune idee che vogliamo discutere insieme il prossimo 5 dicembre ad Assisi.
Nella speranza d’incontrare la Sua disponibilità, Le rinnovo l’invito a partecipare assicurando eventualmente la presenza della Sua associazione anche tramite un suo delegato.
La pace va pensata, progettata e costruita insieme! Per questo contiamo sulla sua partecipazione attiva!
Flavio Lotti
Comitato promotore Marcia Perugia-Assisi
Perugia, 20 novembre 2013

 

Il testo dell’appello
Perugia-Assisi
Insieme per la pace
Dalla Marcia di un giorno alla Marcia di tutti i giorni

Ci stanno togliendo la pace. Troppe persone precipitano nella povertà e nella
disperazione. Succede ogni giorno in Italia, in Europa e in tante parti del mondo.
Troppe ingiustizie si sommano a troppe disuguaglianze. Troppi problemi attendono
inutilmente di essere risolti. Troppa violenza dilaga senza limiti né confini. Troppi
soldi continuano a riempire il mondo di armi. Troppe armi alimentano nuove guerre.
Troppi egoismi, interessi e complicità impediscono che le cose cambino. Intanto la
crisi globale fa strazio di vite umane alimentando paure, angosce, sfiducia e chiusura.
Non c’è pace senza diritti umani. Lo sa bene chi non riesce a trovare lavoro, chi non
ha cibo e acqua a sufficienza, chi non può curarsi come dovrebbe. Il mancato rispetto
dei diritti umani fondamentali crea tensioni, conflitti, disuguaglianze e insicurezza. E
finisce per togliere la pace anche a chi pensava di averla.
La pace è un diritto. Un diritto umano fondamentale delle persone e dei popoli. E
come tale deve essere riconosciuto da tutti. Tutti abbiamo il diritto di vivere in pace e
per questo obiettivo abbiamo il dovere di lavorare insieme.
La pace è un bene comune indivisibile. O c’è per tutti o non c’è per nessuno.
L’illusione di riuscire a difendere la nostra “pace” ignorando quella degli altri è
pericolosa. Non ci sono più i “fatti nostri” e quelli “degli altri”. Noi siamo parte di
una comunità europea, mediterranea e mondiale. Contribuire alla costruzione di un
futuro migliore per tutti e alla soluzione delle grandi sfide comuni che incombono è
un nostro dovere e un nostro interesse. Ma noi cosa possiamo fare?
Serve più responsabilità personale. La crisi della politica e delle istituzioni ci lascia
sempre più soli davanti a problemi sempre più gravi e complessi. Se davvero
vogliamo la pace dobbiamo essere disponibili a fare la nostra parte. Partire da noi, da
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quello che possiamo fare in prima persona, nell’ambito delle nostre possibilità, ci
consente di esigere con ancora più forza e autorevolezza il cambiamento che è
sempre più urgente.
La pace comincia dalle nostre città-mondo. Il nostro impegno per la pace deve
crescere innanzitutto nei luoghi dove viviamo tutti i giorni, nelle scuole, nei posti di
lavoro e nelle nostre città. Deve essere concreto, aperto e costruttivo. E’ qui, nelle
città-mondo, dove comincia il rispetto dei diritti umani e la nostra responsabilità di
costruttori della pace. E’ qui che dobbiamo agire per rinsaldare l’agenda interna con
quella internazionale. Ciascuna delle nostre città deve diventare un laboratorio di
quel cambiamento che invochiamo per il mondo intero. Costruiamo insieme le città
della pace e dei diritti umani.
Se vogliamo la pace dobbiamo educarci alla pace. La cultura che respiriamo è
ancora oggi una cultura di guerra, intrisa di individualismo, egoismo e indifferenza.
Per questo, prima di tutto, dobbiamo educarci ed educare alla giustizia e alla pace,
alla nonviolenza e ai diritti umani. Tutti si devono sentire corresponsabili di questo
sforzo. Abbiamo bisogno di diffondere e consolidare un’altra cultura, un’altra scala
di valori, un’altra idea della pace lontana da ogni atteggiamento di rinuncia,
accomodamento e utilitarismo. Abbiamo bisogno di costruire un’informazione e una
comunicazione pubblica di pace, libera da lacci economici e politici, attenta alla vita
reale delle persone e dei popoli, dell’Europa e del mondo. Investire sui giovani e
sulla loro formazione, consentirgli di essere parte attiva della comunità “glo-cale” e
del cambiamento epocale che stiamo vivendo, non è solo un’opportunità per tutti ma
un dovere primario.
Non c’è pace senza una politica di pace. Molti problemi sono fuori dalla nostra
portata. Ma quello che non possiamo fare in prima persona lo può e lo deve fare il
nostro paese, l’Italia e l’Europa. L’Italia e l’Europa devono essere pienamente
consapevoli delle sfide che ci investono a partire dal Mediterraneo e dal vicino
Oriente e devono alimentare una politica di pace e fratellanza, di disarmo e
cooperazione fondata sulla promozione dei diritti umani. Una politica coerente con il
progetto iscritto nella nostra Costituzione e nelle carte fondamentali dell’Europa e
delle Nazioni Unite. L’assenza di questa politica, il ripiegamento dell’Italia e
dell’Europa ci stanno esponendo a seri pericoli e ci stanno facendo perdere grandi
opportunità. Ma noi non ce lo possiamo permettere. Una fase della nostra storia deve
essere chiusa per cominciarne un’altra. Costruirla dal basso è un dovere che ci
dobbiamo e vogliamo assumere. Facciamolo insieme!
PerugiAssisi. Dalla Marcia di un giorno alla Marcia di tutti i giorni. Molte volte
abbiamo camminato insieme da Perugia ad Assisi per la pace e i diritti umani. Oggi
più che mai abbiamo bisogno di trasformare quel gesto in un impegno quotidiano.
Camminare insieme, giorno dopo giorno, darà forza e valore politico all’impegno
personale e alla testimonianza di ciascuno. Il popolo della PerugiAssisi, una vasta
rete di persone, gruppi, associazioni, scuole ed enti locali, deve farsi sentire con più
continuità, competenza e profondità, agendo insieme con una strategia comune.
Perugia, 25 ottobre 2013
Invia la tua adesione all’Agenzia della pace, via della viola 1 (06100) Perugia, Tel.
335.6590356 – 075/5736890 – fax 075/5739337 email: perugiassisi@perlapace.it –
www.perlapace.it

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