Italia: 8.307.000 poveri

È uscito il n. 4 della rivista Solidarietà internazionale. In questo numero…

La Copertina: Italia: 8.307.000 poveri – Dossier banning Poverty: Vita, Terra, Umanità.

 

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IN QUESTO NUMERO:

Editoriale: Insieme contro la paura.

Pare che il mondo sia impazzito. Ogni giorno abbiamo notizia di attentati in ogni angolo di mondo (e non solo in Europa). Tante vittime che diventano numeri che si assommano ad altri numeri, in un corsa impazzita che ci dice quanto poco valore ormai si dia alla vita. E non è soltanto il pericolo dell’Isis o dell’estremismo religioso. A questo si aggiungono la noia, la disperazione soprattutto dei giovani; la perdita del senso della vita e delle relazioni. Dentro ad una convivenza che va sempre più assumendo i contorni della giungla e della lotta di tutti contro tutti. Perché ormai siamo stati educati alla competizione, gli uni verso gli altri. Dove è tornato di moda il “mors tua, vita mea”. Di qui la paura. La solitudine. Il rinchiudersi dentro i propri piccoli ambiti di vita. Di qui il sospetto verso tutto ciò che non è familiare, che appare come altro.

Dopo i fatti di Dhaka, di padre Antonio Germano

Sconvolgenti eventi si sono verificati nei giorni scorsi nella capitale Dhaka: nella notte tra il primo e il due l’eccidio di Gulshan, quartiere diplomatico della capitale, in cui sono stati barbaramente trucidati venti ostaggi, di cui nove Italiani, che operavano nel tessile da venti anni e avevano fatto del Bangladesh la loro seconda patria. Gli attentatori erano tutti giovani e, salvo uno, bengalesi, figli di gente perbene, di cui nessuno sospettava.

 AOI – Associazione delle organizzazioni italiane di solidarietà e cooperazione

Comunicare con le immagini, di Nino Santomartino

Da molti anni ormai si è sviluppato il dibattito sull’utilizzo di immagini “estreme” nelle campagne di raccolta fondi: immagini strazianti di bambini scheletrici, dal respiro ansimante o con lo stomaco gonfio. C’è chi sostiene la logica del “fine giustifica i mezzi” e chi, invece, si oppone, definendo certi metodi come “pornografia del dolore”. A ogni campagna di questo tipo il dibattito si riapre e, come spesso accade, si trasforma in polemica senza portare ad alcun risultato.

 

La copertina ITALIA: 8.307.000  POVERI

a cura di Nicola Perrone

Dati sconfortanti nell’ultimo rapporto dell’Istat: 4.598.000 persone in povertà assoluta e 8.307.000 poveri “relativi” nel nostro paese. Un record assoluto. In questo contesto complesso la povertà assume anche nuovi volti e sfaccettature. Pesano in modo rilevante le politiche di austerità imposte dall’Unione Europea. Per la prima volta cala l’aspettativa di vita. Mentre oltre 11 milioni di italiani non accedono più alle prestazioni sanitarie a causa dei tagli nel servizio pubblico. Per anni sono stati approvati provvedimenti tampone dispendiosi e poco efficaci con la creazione di un sistema di protezione sociale incompleto e pieno di falle. Nuove e vecchie povertà si assommano creando una situazione potenzialmente esplosiva. Il governo procede con il “sostegno per l’inclusione attiva”. Pannicello caldo o passo reale verso la sconfitta delle povertà?

I. Niente di nuovo sotto il sole, di Walter Nanni

II. Censis: 11 milioni rinunciano alle prestazioni sanitarie, di Nicola Perrone

III. Povertà minorile. Chiara Saraceno: “Il più grande scandalo invisibile”, di Ambra Notari

IV. Povertà e disabilità, Colloquio con Don Franco Monterubbianesi, a cura di Beatrice Murgiano

V. L’Europa e le povertà, di Nicoletta Teodosi

VI. DDL povertà: la nuova assistenza ai poveri, di Riccardo Petrella

 

Banning Poverty 2018 – Campagna “Dichiariamo illegale la povertà” 4/5Vita, Terra, Umanità  a cura di Riccardo Petrella; Introduzione. I diritti della vita, il luogo, il nuovo patto. La Vita, la Terra, l’Umanità. «I principi di Sezano». Un patto dell’Umanità. Sul cammino della «Costituente dell’Umanità». Le proposte.

Tre parole, tre mondi infiniti in continuo movimento. Tre concetti che riescono, seppure insufficientemente, a catturare una moltitudine di realtà variegate e diverse, ma che costituiscono gli elementi interattivi di un universo in trasformazione. Tre obiettivi, alla ricerca di risposte da dare alle sfide planetarie di questo secolo.

 

A tu per tu: Jean Fabre. Non sono proprietà di nessuno Statodi N. Perrone

“Non riconosco il diritto di alcuno Stato di dichiararmi sua proprietà. Mi considero cittadino del mondo e membro della famiglia umana, che è una, unica, e come cittadino ho il compito di riunire la famiglia umana”. Inizia così l’intervista a Jean Fabre, 68 anni, fisico di formazione, ex-alto funzionario dell’Onu e impegnato nella promozione della pace. Un uomo coerente e appassionato. Obiettore di coscienza totale al servizio militare. Ha guidato numerose iniziative per l’ambiente, anche per fermare la costruzione di centrali nucleari. È stato molte volte in America latina, dove ha lavorato con  movimenti di base,  sindacati, contadini, comunità indigene e le organizzazioni di difesa dei diritti umani. Impegnato nella lotta alla fame nel mondo, è stato fino al 2008 vice-direttore dell’Ufficio dell’Undp  (United Nations Development Programme) a Ginevra. Eletto Segretario del Partito Radicale nel 1978. Oggi è consulente internazionale in sviluppo, ambiente e comunicazione. Lo abbiamo conosciuto in preparazione della prossima marcia PerugiAssisi.

 

Le rubriche di “Solidarietà internazionale”:

Punti di vista

Giorni e notti di Gianni Caligaris

Funere brexit acerbo. Europa: saldi di fine stagione. Le unghiette di Blair.

 

La banalità del male, di Luisa Morgantini

Il 4 maggio scorso Arif Jaradat, 23 anni, del villaggio di Sair nei pressi di Hebron, è stato colpito da un soldato israeliano che gli ha sparato da dieci metri di distanza. È morto un mese dopo. Arif era affetto da sindrome di down.

 

Dal Manzanarre al Tamigidi Roberto Musacchio

Avevo il cuore pesante, non per la sconfitta degli establishment di questa Europa senza cuore, ma perché guardavo a quel voto con gli occhi dei migranti, la cui vita diventava ancora più difficile, essendo stati il capro espiatorio di molti fautori del leave, e con quelli dei giovani londinesi, costretti a presentare il passaporto per viaggiare nella loro Europa.

 

Le diacone, di Giancarla Codrignani

Le donne intrigano anche la Chiesa. Ovviamente, dato il ritardo con cui l’istituzione che ha più responsabilità nella trasmissione del pregiudizio sessista affronta una propria conversione. Papa Francesco, non da oggi, ha affrontato una situazione che, come tutte quelle che esigono di essere riformate, risulta difficile.

 

Le missioni militari italiane. Missioni di pace?, di Khalid Chaouki

I primi di luglio la Camera dei Deputati ha votato il rifinanziamento delle missioni internazionali. È estremamente importante aver approvato questo provvedimento senza ambiguità o esitazioni, perché solo in questo modo continuiamo a lottare uniti contro il terrorismo, per la pace e la sicurezza internazionale.

 

La prima generazione incredula?, di Brunetto Salvarani

Più che una generazione incredula, senza Dio e senza valori, quella degli attuali Millennials sembrerebbe dunque una generazione in ricerca (una ricerca condotta in forme assai diverse rispetto al passato, beninteso), con scarsa conoscenza della dottrina, una pratica precaria e grande fiducia in papa Francesco.

 

Le tante minoranze di Mandi Michele Zanzucchi

Praticamente la pronuncia è la stessa in francese, tolto l’articolo, ma non ci sono luoghi più distanti: la francese Le Mans, la britannica isola di Man e l’ivoriana città di Man.

 

Giro di radar

Il piccolo grande Omandi N. Rinaldi. Il paese che ha conosciuto in assoluto il maggiore sviluppo negli ultimi quarant’anni. Una terra che ha bandito la segregazione, ma non ha aperto alla libertà. Una popolazione che in pochi anni ha subito una mutazione antropologica che altrove avrebbe richiesto secoli. Paese che accoglie migranti.

Teheran. Avanti adagiodi Amapola. L’accordo sul programma nucleare è stato rispettato. Il paese torna a essere un interlocutore politico. Torna ad avere rapporti commerciali. I cambiamenti nella società. Diciassette donne elette in parlamento. Molte però le restrizioni ai diritti delle donne. E continuano le lapidazioni, le esecuzioni in pubblico e le condanne a morte dei minorenni.

Pulizie “straordinarie” a Riodi C. Morsolin. La polizia starebbe uccidendo bambini e adolescenti per “ripulire” Rio de Janeiro in vista dei Giochi del 2016. Le Olimpiadi che avrebbero dovuto contribuire a proiettare il Brasile nel cerchio delle grandi potenze, rischiano ora di avere un effetto boomerang.

Colombia: a un passo dalla pace?di M. Consolo. Un passo storico verso la fine della guerra, causata dalle profonde disuguaglianze e ingiustizie sociali. Tragico il saldo di più di 250.000 mila morti, almeno 45 mila desaparecidos e più di sei milioni di sfollati.

Il carbone cancellatodi L. Manes. I francesi di Engie chiudono la centrale a carbone di Vado Ligure. Disastro ambientale doloso e omicidio colposo plurimo di più di 400 persone. L’inquinamento della centrale. La battaglia di giustizia a Vado Ligure non finisce qui.

L’imbroglio degli Hotspot galleggiantidi F. Vassallo Paleologo. L’obiettivo è bloccare le partenze e respingere indietro chi cerca di raggiungere la fortezza Europa. Accoglienza disumana dietro il falso umanitarismo del ministero dell’interno. Sullo sfondo c’è il disegno di stipulare un accordo con la Libia, come quello con la Turchia. Un patto illegale che sta producendo disastri umanitari a catena.

Eppur si muovedi R. Lembo. Le prospettive del diritto all’acqua a livello italiano e nel contesto europeo. Manca un riconoscimento nella Costituzione. La legge in discussione al Senato sancisce una visione economica dell’acqua e del servizio idrico. A livello europeo non c’è la volontà politica per rendere “vincolante” il diritto umano all’acqua.

E ancora: le segnalazioni e la bacheca con eventi, appuntamenti e consigli editoriali a cura di Anna Tatananni.

 

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Un commento per Italia: 8.307.000 poveri. È uscito il n. 4 della rivista Solidarietà internazionale…

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