Gli Stati del mondo devono agire adesso per intensificare i propri sforzi per prevenire e combattere il traffico di esseri umani, garantendo che le vittime effettive e potenziali siano considerate e trattate come titolari di diritti. In una dichiarazione per celebrare la Giornata Internazionale contro la Tratta di Esseri Umani, l’esperta di diritti umani delle Nazioni Unire, Maria Grazia Giammarinaro, afferma che il problema è estremamente critico.

“Molte delle vittime dei trafficanti sono migranti, compresi rifugiati e richiedenti asilo, che hanno deciso di lasciare il proprio paese per motivi quali conflitti, disastri naturali, persecuzioni o povertà estrema, lasciandosi alle spalle le connessioni sociali che li proteggevano, e diventando perciò particolarmente vulnerabili alla tratta e allo sfruttamento.

Nell’attuale velenosa atmosfera politica anti-immigrazione, i migranti sono spesso etichettati come una minaccia, mentre in realtà contribuiscono alla prosperità dei paesi dove vivono e lavorano.

In questo contesto, il discorso anti-tratta è spesso abusato per giustificare politiche di immigrazione restrittive. Prendere posizione contro approcci xenofobici e razzisti, come contro la violenza, l’odio e la discriminazione, è un dovere morale alla portata di tutti.

Gli Stati hanno l’obbligo di prevenire la tratta di esseri umani, che è una grave violazione dei diritti umani. Nel contesto del Global Compact per la Migrazione, gli Stati dovrebbero stabilire – insieme a schemi di protezione internazionali – procedure individualizzate e appropriati indicatori per identificare la vulnerabilità dei migranti alla tratta e allo sfruttamento, e fornire loro soluzioni su misura per prevenire ulteriori danni.

In molti paesi, attivisti per i diritti umani e organizzazioni della società civile sono stati criminalizzati e ostracizzati per aver agito in solidarietà con migranti e potenziali vittime di tratta.

In tutto il mondo, organizzazioni della società civile stanno svolgendo un ruolo fondamentale nel salvataggio di vite umane e nella tutela delle persone dal traffico di esseri umani, durante operazioni di ricerca e di salvataggio, e all’arrivo in paesi di transito e di destinazione. Ogni tentativo di delegittimare il loro lavoro umanitario è inaccettabile.

Anche le ONG svolgono un ruolo fondamentale nell’identificazione delle vittime della tratta. Ciò è essenziale per assicurare alle vittime protezione e riabilitazione, e dovrebbe essere prioritario, anche in caso di grandi flussi migratori misti.

L’identificazione e il deferimento a servizi di protezione sono solo un primo passo, al quale devono seguire azioni innovative per promuovere l’inclusione sociale. Ciò è possibile solo se lo sfruttamento, specialmente quello dei migranti lavoratori, smette di essere normalizzato e il diritto di godere di un lavoro decente, con una paga e delle condizioni giuste, è rispettato e garantito per tutti, indipendentemente dallo status di migrante.

Nella Giornata Internazionale contro la Tratta di Esseri Umani, il mio messaggio è che, anche in momenti difficili, l’inclusione, e non l’esclusione, è la risposta”.

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