La storia dell’esperienza Messina-Dakar andata e ritorno è su http://youtu.be/S_hU-hOtyvs . Attraverso il recupero di rifiuti a Dakar si organizza una mostra con gli oggetti realizzati dai neo artisti locali: dando così un segnale di come i rifiuti possono diventare risorse preziose.

Il progetto “l’arte del riciclo Messina-Dakar” ebbe inizio una sera di dicembre durante il vernissage di uno dei nostri “protagonisti”, Gianmarco Vetrano. Linda Schipani, ingegnere ambientale e artista, ha già da qualche settimana l’idea di andare a Dakar, sotto la guida della nostra mediatrice e assistente sociale Clelia Marano, e selezionare in loco materiali di rifiuto per realizzare oggetti d’arte, o semplicemente di uso comune, lavorando in sinergia con una scuola del quartiere di Pikine est (uno dei più poveri di Dakar).

L’idea di Linda è di organizzare, infine, una mostra con gli oggetti realizzati dai neo artisti locali: dando così un segnale di come i rifiuti possono diventare risorse preziose. Linda e Clelia pensano sia importante il coinvolgimento di un bravo fotografo e videomaker, così chiedono a Gianmarco di unirsi a loro. Gianmarco accetta entusiasta e coinvolge la sottoscritta che diventerà la voce narrante del documentario che verrà realizzato.
Mi presento: io sono Federica De Cola, attrice. Anch’io, sentendo parlare Clelia con il suo amore per l’Africa, Linda con il suo entusiasmo per il progetto sull’arte del riciclo e Gianmarco con la sua passione per la fotografia (non solo come arte, ma anche come mezzo per conoscere nuove culture e persone), ne rimango affascinata e decido di unirmi a loro. Metto a disposizione ciò che è alla base del mio splendido mestiere: il teatro come mezzo di aggregazione e di scambio con l’altro.

Il viaggio ha inizio, ad aspettarci a Dakar c’è Alex Mustafà Ansaar, il nostro facilitatore che, insieme con Clelia, renderà più semplice il nostro inserimento e il nostro lavoro a Pikine. Alex ci ospita a casa sua a Sendù (località sul mare appena fuori Dakar), dove conosciamo alcune persone speciali: Tuti, donna di casa e ottima cuoca, Jaga, il tuttofare con uno splendido sorriso e una bellissima bambina, e Bernard nostro affidabile autista. L’accoglienza è fantastica. Da Alex fin dal primo giorno ci si sente a casa, soprattutto nella sua terrazza, che la sera si trasformerà in laboratorio, punto di ritrovo dove poi svilupperemo i nostri lavori con oggetti da riciclo aiutati da grandi e piccini.

LA RACCOLTA DEI RIFIUTI DA RICICLO

Il primo giorno arriviamo alla scuola di Pikine, dopo aver attraversato Dakar, città terrosa e polverosa con tanto traffico. Gli unici colori sono dati dalle vesti variopinte delle persone, che si stagliano nel grigio paesaggio, e dagli stravaganti mezzi di trasporto gialli e blu: i Car Rapid.

A scuola conosciamo i maestri e i principali componenti dell’associazione “Jean Bi” ai quali spieghiamo il nostro progetto. Siamo colpiti dall’ordine e dall’educazione con cui si svolge il dibattito. Nessuno si permette d’interrompere l’altro mentre parla. Da noi questo sarebbe impossibile. Uno dei primi insegnamenti e segni dell’educazione ed eleganza africana!

Il giorno dopo entriamo nel vivo della nostra operazione: ci rechiamo all’enorme discarica di Mbeubeus, muniti di guanti e mascherine forniteci dalla nostra efficientissima Linda. Davanti a noi un’infinità di rifiuti, camion che vanno e vengono continuano ad accrescere queste montagne spaventose e fumose. Dentro questa discarica vivono intere famiglie. Scopriamo che le donne partoriscono proprio lì, tra le montagne d’immondizia. Bambini, come sempre sorridenti, ci vengono incontro. Un po’ meno sorridenti invece sono gli adulti che, un po’ restii, si avvicinano. Non curanti di questo Linda ed io ci inoltriamo tra i fumi della discarica alla ricerca del materiale da riciclo. Con noi c’è Ndongo, uno dei nostri “angeli custodi senegalesi”. I nostri amici invece sono stati bloccati da alcuni uomini che vivono a Mbeubeus: uno di loro si avvicina a Gianmarco con una pietra in mano, non vuole che si facciano foto e video. Attimi di panico, interviene Bernard! Alex discute con gli altri uomini e “contratta” il prezzo per il nostro recupero rifiuti e reportage. La trattativa è lunga, ma alla fine Gianmarco può prendere la sua fida Nikon e può incominciare a fotografare.

Nel frattempo Linda, Ndongo ed io abbiamo riempito tre sacconi di oggetti curiosi: cerchi di plastica colorati, gruccette per scarpe, una splendida elica, cartone e tante bocce di vetro soffiato argentate, appena scaricate dal camion, delicatissime ma di grande effetto.

LA VITA NELLA DISCARICA

Ritorniamo soddisfatte del raccolto dai nostri amici che, ancora un po’ sconvolti, ci raccontano la loro disavventura. Tutti insieme ci dirigiamo in un’altra zona della discarica circondati dalla gente che vive lì. Alcuni di loro camminano scalzi, tra questi un’anziana con i piedi deformi e un occhio malato. La signora raccoglie gli scarti di polpo al mercato del pesce, li mette a essiccare in discarica in mezzo ai rifiuti, e poi li rivende! Non si può neanche immaginare questo posto, è un inferno, dove vivono anche bambini sorridenti.

Forse è proprio questo ciò che rimane più impresso in tutti noi dell’Africa: il sorriso dei bambini. Come ha detto il sindaco di Pikine est che abbiamo incontrato pochi giorni dopo “l’Africa è tutto amore”! I giorni seguenti sono stati dedicati alla costruzione di giocattoli per i bambini con il materiale reperito in discarica.

La sera a casa di Alex costruivamo dei prototipi e il giorno dopo li facevamo vedere ai bambini a scuola, e ne facevamo insieme degli altri. Tutti i bimbi erano coinvolti; i più piccoli coloravano e quelli più grandi costruivano, tagliavano o cucivano. Abbiamo realizzato anche un teatrino e delle marionette!

Tra gli interessanti incontri che abbiamo fatto, sicuramente c’è stato quello con un gruppo rap composto da ragazzi giovanissimi che fanno un rap di denuncia, hanno indosso una maglietta con scritto N.T.S (Nouveau Tipe du Senegal); fanno parte del movimento che ha contribuito alla caduta del vecchio presidente.

Ancor più efficace é stato l’incontro col Presidente del Cipsi, Guido Barbera, giunto a Dakar per l’inaugurazione della “Maison de la femme”. Il comune di Pikine est ha messo a disposizione una struttura dove si fanno formazione e prevenzione. È un progetto che è stato realizzato con poco denaro ma con tanta buona volontà delle donne. Un momento di grande gioia e di scambio culturale. Coinvolti come ospiti di riguardo, abbiamo ricevuto in dono dei vestiti africani e noi, nel nostro piccolo, abbiamo regalato una bambola e un vaso con fiori fatti con il materiale da riciclo.

LA MOSTRA A PIKINE

La nostra avventura africana si termina con l’allestimento della mostra con i lavori realizzati dai bambini sul grande albero della scuola. La mostra si trasforma presto in una grande festa, con le lampade colorate, realizzate nelle nostre lunghe notti africane, sul bancone del DJ; un momento di comunione e di allegria.

Rientriamo in Italia ma il nostro cuore rimane sicuramente a Pikine, confortato dalla speranza di tornare per portare il nostro lavoro alla Biennale d’arte di Dakar, magari proprio alla “Maison de la femme”.

Non c’è cosa più bella quando tramite l’arte si conosce l’altro e si riesce a fare insieme qualcosa di concreto e utile. Ora siamo a Messina nelle nostre case, ma sappiamo che il progetto dell’arte del riciclo a Dakar è stato solo l’inizio! (frasiacaso@gmail.com, lischi2000@yahoo.it)

Un progetto di Arte del Riciclo che dalla Sicilia sbarca in Senegal per scambiare idee, esperienze ed emozioni con la gente del luogo, grandi e bambini. Il viaggio organizzato da Alex Moustapha Sarr, rappresentante per l’Italia dell’Associazione “Jant Bi” impegnata in attivitá sociali nel Comune di Pikine Est, Dakar, in collaborazione con Chiama il Senegal. Vede coinvolti da quattro professionisti messinesi:

Clelia Marano, assistente sociale, cura i rapporti tra il gruppo di lavoro, l’associazione e la popolazione locale. Linda Schipani, ingegnere ambientale e artista, individua i materiali dai rifiuti locali, per realizzare con i bambini il progetto artistico. Gianmarco Vetrano, fotografo, riprenderà i momenti, i dettagli, le immagini, le emozioni, per raccontare il lavoro attraverso un reportage. Federica De Cola, attrice, partecipa al coinvolgimento dei bambini, alle tradizioni culinarie locali ed é voce narrante del reportage.

Il progetto, finanziato dagli stessi partecipanti, prende forma in un Paese dove i rifiuti sono ricchezza: usare un rifiuto perché serve é la loro quotidianità ma trasformarlo in qualcosa di originale, nuovo, emozionante, é stato la nostra scommessa.

Dieci giorni per realizzare oggetti d’arte dai rifiuti selezionati nella discarica di Dakar, lavorando in sinergia con le scuole e la popolazione locale, per fare una mostra finale e un video per generare contestualmente un modello tangibile di cooperazione che pone le basi di una solida e crescente sinergia tra Senegal e Italia. Il gruppo di lavoro infatti é stato in grado di sviluppare accanto al progetto artistico, una serie di attività grazie al coinvolgimento della popolazione di Pikine, con la quale ha sostenuto la sopravvivenza della radio “Oxigene”, voce di oltre 2 milioni di persone, tramite un ponte virtuale con Radio Street Messina.

Altro interessante sviluppo del progetto é dovuto al fortunato incontro con Guido Barbera, Presidente del Cipsi, che si trovava a Dakar per l’inaugurazione del primo sportello informativo per l’assistenza alle donne di Pikine. Ha invitato il gruppo a prendere parte all’evento e ha organizzato un incontro negli uffici della biennale di Dakar, dove ha preso forma una proposta di partecipazione all’edizione Dak’art 2014.

Un progetto artistico ricco di risvolti sociali, culturali e umani, documentato attraverso la testimonianza d’immagini, suoni e racconti per sensibilizzare anche il nostro territorio all’importanza della cooperazione, della solidarietá e dell’uso delle risorse come ricchezza e non come consumo smodato che genera rifiuti. (Linda Schipani, Www.lischi2000.it)

Si è svolto dal 21 al 23 giugno a Messina l’evento “L’arte del riciclo, Messina – Dakar a/r”. Il programma prevede: una mostra fotografica dal titolo “I figli del riciclo”, la proiezione del documentario “Messina-Dakar a/r”, un incontro dibattito con la partecipazione di Guido Barbera (presidente di Solidarietà e Cooperazione Cipsi),  Alex Sarr (fondatore di ChiAma il Senegal), oltre alla partecipazione dei diretti protagonisti del progetto Federica De Cola, Clelia Marano, Linda Schipani e Gianmarco Vetrano. Partecipano anche come ospiti “Nigrizia” di Carmelo Pugliatti e “XINGU” di Francis Misitano. L’evento si svolgerà presso ECOLAB, in via Croce Rosa n. 8 a Messina. <Nel corso della serata verrà presentata anche la rivista del Cipsi Solidarietà internazionale, che nel numero 3 ha un lungo articolo sull’esperienza del riciclo Messina-Dakar a/r. Info: clelia.marano@virgilio.it

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