“Aiutiamoli a casa loro…”

 

“Basta alle bugie di Pinocchio e ai giochi della politica sulla dignità di persone schiacciate dal potere e dalla miseria! Alle popolazioni che vivono nella miseria o in aree di conflitto, invece delle bombe serve politica”.

Roma, 29 marzo 2011 – Guido Barbera, presidente di Solidarietà e Cooperazione Cipsi, coordinamento di 48 associazioni di solidarietà e cooperazione internazionale, si rivolge al ministro Tremonti a seguito delle sue dichiarazioni e delle posizioni del nostro governo di fronte alla realtà di Lampedusa:

– Da anni – afferma Barbera – dal presidente Berlusconi, a Bossi, al ministro Tremonti non più tardi di domenica scorsa, affermano che ‘bisogna aiutare gli immigrati a casa loro’! Perché, ministro Tremonti, non ha mai fatto nulla in questo senso e si è invece sistematicamente impegnato a ridurre le risorse?

– “È difficile governare con disuguaglianze troppo grandi!”. “È ingestibile una politica con una minoranza ricchissima e una maggioranza di poverissimi!”. “Se da noi dobbiamo lottare contro il caro vita, in Africa si deve lottare per la vita!”. Perché, ministro Tremonti, l’Italia non ha mai mantenuto i suoi impegni internazionali e ha costantemente ridotto ogni forma di sostegno al volontariato, al welfare, al servizio civile, alla cooperazione?

– “È l’ora della De-Tax! Una quota minima dell’IVA sui consumi, deve essere destinata via volontariato a risolvere i problemi a casa loro! È sbagliato dare gli aiuti via governi, di solito corrotti, che li usano per armi e interessi privati…”. Perché, ministro Tremonti, le sue intenzioni non trovano attuazione e anche esperienze come il 5 x mille, devono ogni anno subire il calvario di un’approvazione sempre più ostacolata proprio dal suo ministero?

“Siamo stanchi – continua Barbera – delle promesse di Pinocchio! Dei discorsi ‘politici elettorali’ della politica mediatica e dell’interesse. La gente ama sentir dire che gli immigrati devono essere aiutati a casa loro. È quello che vogliono. È anche la cosa più giusta, ma la verità è che l’Italia non ha e non vuole una politica per aiutare gli immigrati a casa loro! Non vuole una politica di cooperazione internazionale né investire nella cooperazione, se non in quella delle amicizie e degli accordi commerciali. Le dichiarazioni trionfanti dell’Aquila, gli impegni assunti in sedi internazionali… erano, sono e rimarranno, semplicemente chiacchiere, promesse, barzellette!”.

Nel 2011 l’aiuto dell’Unione europea subirà una contrazione in termini assoluti rispetto al 2010. L’aumento significativo dell’aiuto pubblico allo sviluppo di alcuni Stati membri dell’UE non sarà sufficiente a compensare i tagli ai budget della cooperazione della maggior parte degli altri Stati membri. In Italia a fine 2010, il budget della cooperazione al ministero degli Affari Esteri è stato ridotto del 45% portando per il 2011 la percentuale APS/PIL attorno allo 0,13% al netto del debito estero. Successivamente, ai sensi dell’art. 1 comma 13 della legge di stabilità 2011, il ministro Tremonti ha disposto un ulteriore accantonamento di spesa per oltre 17 milioni di euro sullo stanziamento iniziale dei fondi assegnati alla DGCS per l’anno finanziario 2011. Per quanto riguarda il capitolo di spesa che riguarda le “Organizzazioni non governative” – che il ministro cita quale strada privilegiata e certa per un intervento utile e valido – la percentuale dell’ulteriore taglio, si traduce in 3,376 milioni sia in termini di competenza che di cassa, riducendo l’assegnazione da 33,253 milioni iniziali previsti per il 2011 a soli 29,876 milioni. “La diplomazia, per i nostri politici, serve a non avere nemici, non a trovare accordi per risolvere i veri problemi. Questa non è politica! La vera politica – continua Barbera – non dimentica le persone per favorire gli interessi.

Per questo continueremo a mantenere alto il nome dell’Italia attraverso la solidarietà popolare e chiediamo a tutti gli italiani di ritornare alla vera politica e ai veri politici. Alle popolazioni che vivono nella miseria o in aree di conflitto, invece delle bombe serve politica. Invece della propaganda, pluralismo. Invece della dittatura, democrazia. Invece dell’indifferenza, partecipazione. Invece dei respingimenti, solidarietà. Invece del petrolio, energie rinnovabili. Queste sono le strade per costruire civiltà e sicurezza. Questi devono essere gli strumenti della politica. Nessun popolo che vive nell’ingiustizia, nella miseria, nella violazione dei diritti e della personale dignità, potrà mai essere domato e controllato. Da nessun potere e da nessun esercito! Se non dalla civiltà”.

Per informazioni: Ufficio stampa Solidarietà e Cooperazione Cipsi – Francesca Tacchia – tel. 06.5414894, mail: ufficiostampa@cipsi.it, web: www.cipsi.it

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