L’ONU richiama L’Italia

I Relatori Speciali ONU, il 19 ottobre 2018, hanno inviato una comunicazione al Governo italiano sui fatti riguardanti il clima di ostilità, l’odio razziale e la xenofobia nelle quali vertono i migranti e i difensori dei diritti umani nel nostro Paese. Oltre alla situazione migranti e HRD, viene mostrata la preoccupazione verso l’impatto che il Decreto Immigrazione e Sicurezza potrà esercitare sui diritti dei migranti.

All’interno della lettera vengono citate le Campagne diffamatorie contro le ONG che sono state oggetto di critica da parte di funzionari statali e media per le attività volte alla salvaguardia dei migranti portate avanti da esse, con l’accusa che abbiano in qualche modo incentivato la partenza di questi dalle proprie terre. Molti difensori sono stati attaccati verbalmente e minacciati pubblicamente. Viene citato il caso di Roberto Saviano che è stato minacciato dal Ministro dell’Interno di essere privato della scorta – scorta assegnatagli a seguito delle sue investigazioni contro la criminalità organizzata italiana – dopo aver espresso le sue osservazioni critiche rispetto alla politica anti-immigrazione del governo. Viene quindi mostrata la criminalizzazione che, conseguentemente a quanto detto, viene fatta ai difensori dei diritti umani. Viene citato il caso del febbraio 2017 quando è stata aperta un’inchiesta riguardante la consegna degli aiuti umanitari da parte delle ONG ai migranti in mare sulla base di una presunta collusione con i contrabbandieri libici, rapporti legati a dei presunti flussi economici tra essi. Misure che ostacolano il sostegno ai migranti – nel febbraio 2017, in linea con l’agenda europea volta a esternalizzare il controllo delle frontiere e a limitare i flussi migratori attraverso accordi bilaterali tra paesi di transito e destinazione, è stato firmato un memorandum d’intesa con la Libia. L’accordo prevede che le autorità italiane forniscano supporto alle autorità libiche responsabili dei centri ufficiali di immigrazione, nonostante le accuse di torture e maltrattamenti all’interno di essi. Sono stati citati anche casi in cui individui privati hanno compiuto scelte non conformi, riportando l’esempio del Sindaco di Ventimiglia che, nel 2016, emesse un decreto municipale che vietava alle persone non autorizzate di fornire cibo e bevande ai migranti e ai richiedenti asilo. Vengono citati all’interno ulteriori esempi di situazioni non conformi ai principi ONU.

Con la presente lettera viene richiesto al governo italiano di:

  1. Fornire ulteriori informazioni e/o commenti sulle accuse ad esso rivolte;
  2. Fornire le dettagliate motivazioni riguardo le accuse rivolte alle ONG per il “favoreggiamento alla migrazione irregolare” e spiegare in che modo tali accuse siano compatibili con le leggi e le norme internazionali dei diritti umani, in particolare con gli obblighi del trattato assunti dall’Italia ai sensi dell’ICCPR.
  3. Spiegare in che modo il rifiuto da parte delle autorità italiane di consentire alle navi ONG che trasportano persone salvate di attraccare nei porti italiani, o il rifiuto e/o il ritardo dell’autorizzazione a sbarcare, siano in linea con gli obblighi internazionali in materia di protezione del diritto alla vita, come ai sensi dell’articolo 6 dell’ICCPR.
  4. Indicare in che modo il Governo stia pianificando il suo adempimento agli obblighi per prevenire la perdita di ulteriori vite umane nel Mediterraneo;
  5. Fornire spiegazioni riguardo alle misure adottate per garantire al migrante e ai difensori dei diritti umani di svolgere il proprio lavoro legittimo, anche attraverso il proprio diritto alla libertà di opinione e di espressione, di associazione in un ambiente sicuro e favorevole senza paura di minacce, atti di intimidazione e molestie di alcun tipo;
  6. Fornire informazioni su come il Governo intenda rispettare i suoi obblighi internazionali in vista del decreto di legge 113/2018. A questo proposito, fornire anche le informazioni riguardanti le procedure in Parlamento per rivedere e garantire la compatibilità del progetto di legge con gli obblighi dell’Italia ai sensi del diritto internazionale in materia di diritti umani;
  7. Fornire informazioni su come, il Governo, intenda regolarizzare lo status di residenza dei migranti in vista del decreto di legge 113/2018, fornendo loro accesso al mercato del lavoro con misure che prevengano lo sfruttamento;
  8. In base al decreto di legge n. 113/2008, fornire informazioni su come si intenda garantire servizi e protezione alle vittime e alle potenziali vittime della tratta di esseri umani e di altre forme di schiavitù;
  9. Considerando il decreto di legge 113/2018 recentemente approvato, chiarire quali misure si intende mettere per evitare che migranti privi di documenti vengano rimpatriati forzatamente, anche quando sono a rischio di persecuzioni e ritorsioni.

In attesa della risposta, il Governo italiano è invitato a prendere tutte le misure necessarie per interrompere le presunte violazioni e qualora tali accuse fossero vere, garantire la presa di posizione contro qualsiasi persona ritenuta responsabile di esse. Chiedono, infine, che il popolo italiano sia tenuta maggiormente al corrente delle accuse rivolte al Governo.

Il Governo italiano deve rispondere entro 60 giorni dalla ricezione della lettera. Una volta ricevuta la risposta, verrà resa pubblica sul sito designato dall’OHCHR per altri 60 giorni, insieme a qualsiasi altra risposta ricevuta fino ad ora.

Il testo integrale: DownLoadPublicCommunicationFile

L’immagine in evidenza è stata presa dal sito: https://it.wikipedia.org/wiki/Organizzazione_delle_Nazioni_Unite

Un commento per L’ONU richiama l’Italia

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