“Mafia tra cinema e realtà”, più modi per parlare di criminalità organizzata. Da “La mafia uccide solo d’estate” alle fiction “Il Capo dei Capi” e la recentissima “Gomorra”. A Sant’Elpidio a Mare un seminario su informazione e mafia.

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SANT’ELPIDIO A MARE – Si è tenuto mercoledì sera, presso il “Casale Cs” di Simone Corradini il seminario “Mafia tra cinema e realtà”. Un incontro-dibattito organizzato dalle associazioni Ainram, Funima International, Cacuam e Associazione Culturale Falcone e Borsellino nell’ambito del progetto “I giovani al centro. Per una scuola della legalità e della mondialità”, a cui hanno partecipato oltre 80 persone, dove si sono affrontate varie tematiche, a cominciare proprio dal come si parla oggi del fenomeno mafioso partendo proprio dal film di Pif, “La mafia uccide solo d’estate”, passando per le varie fiction che continuamente vengono trasmesse nei vari canali televisivi, dalla Rai a Mediaset fino ad arrivare a Sky. Un’importante occasione di confronto con la partecipazione del giornalista di ANTIMAFIADuemila, Aaron Pettinari, che ha ribadito: “Quello dell’educazione alla legalità è un tema fondamentale perché la lotta alla mafia passa necessariamente da una rivoluzione culturale che, come spesso ripetevano Falcone e Borsellino, deve necessariamente partire dalle giovani generazioni. Di quello che la mafia è oggi si parla pochissimo. Pochissimo risalto è dato a processi importanti come quello sulla Trattativa e, pur riconoscendo l’attività di questi anni con grandi operazioni ed arresti, si pone poco l’accento sul grande potere economico che le mafie hanno (una “fatturazione” stimata per difetto di 150 miliardi di euro l’anno secondo il rapporto di Sos Impresa ndr) anche in tempi di crisi. Denaro che permette di fare grandi investimenti nell’economia legale e nei grandi appalti anche al Nord e al centro Italia. Proprio il procuratore generale di Ancona, Vincenzo Macrì ha recentemente ribadito come nelle Marche, pur non trovandoci di fronte all’occupazione del territorio da parte della criminalità organizzata, assistiamo a infiltrazioni della camorra e delle mafie pugliesi, calabresi e, in parte siciliane”.

 

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