Roma, 30 luglio 2012 – Di fronte all’iter avviato dalla Commissione esteri del Senato con l’unificazione dei due testi di riforma della legge di cooperazione italiana, Guido Barbera – a nome delle 40 associazioni aderenti a Solidarietà e Cooperazione Cipsi – esprime forti perplessità per l’improvvisa forzatura dei tempi, dopo che per 20 anni le stesse forze politiche oggi proponenti, non hanno voluto e saputo trovare una soluzione. “Da anni ribadiamo la necessità di una riforma della legge – sottolinea Barbera – ma non possiamo condividere un’azione imposta da accordi e interessi politici, che non affronta i veri problemi della cooperazione e contrasta, quasi si contrappone, con l’iter partecipativo avviato dall’attuale Ministro dell’integrazione sociale e della cooperazione internazionale con il prossimo Forum di Milano. Il concetto di cooperazione come aiuto pubblico allo sviluppo – ribadisce Barbera – deve trasformarsi in una cultura della cittadinanza globale dove il benessere personale è conseguente al benessere collettivo e alla capacità di convivenza comune. La cultura di cooperazione sociale richiede quindi un coinvolgimento diretto e forte e l’impegno politico a partire dal Parlamento, per svilupparsi attraverso il governo e gli Enti locali in modo permanente, coinvolgendo tutti gli attori contigui alla cooperazione (organizzazioni della società civile, scuole, comunità della diaspora, commercio equo e solidale, micro finanza, turismo responsabile, altra economia, ecc.).

La cooperazione deve costituire l’identità stessa di una politica a servizio dei cittadini e dei popoli. Per questo riteniamo l’attuale presenza di un Ministro per l’integrazione sociale e la cooperazione un punto di non ritorno per la nostra amministrazione pubblica. Un Ministro specifico, non un Vice Ministro, dotato di chiare funzioni di indirizzo e di coordinamento della cooperazione nell’ambito della politica generale del paese, con specifico mandato di responsabilità dell’uso delle risorse e di coerenza delle politiche, attraverso un’adeguata struttura autonoma e un fondo unico in gestione separata, in cui confluiscano tutte le risorse economiche del bilancio dello Stato destinate alla cooperazione internazionale”.

“Diciamo no con forza – conclude Barbera – a qualunque riforma ‘apparente’ della cooperazione come si tenta di fare con questa proposta. Chiediamo una nuova politica di cooperazione che sappia mettere le basi per un nuovo progetto di solidarietà e di relazioni umane tra i popoli, superando barriere geografiche e interessi economici-finanziari. Una politica che sia in grado di affrontare i nostri problemi come quelli di ogni altro popolo, volta all’integrazione e non all’esclusione o al respingimento. Oggi più che mai le istituzioni devono garantire legalità, uguaglianza e solidarietà istituzionale e sociale, assicurando eque e giuste risorse per tutti”.

Per informazioni: Ufficio stampa Solidarietà e Cooperazione Cipsi, tel. 06.5414894, mail: ufficiostampa@cipsi.it – web: www.cipsi.it

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