Consegnate in Corte di Cassazione le firme a sostegno dei tre referendum per l’acqua pubblica. Barbera: Un dato che consegna il referendum alla storia del nostro paese. E il lungo cammino prosegue verso il voto nel 2011.

 

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Roma, 19 luglio 2010 – Questa mattina sono state consegnate presso la Corte di Cassazione 1.401.432 di firme, raccolte per ciascuno dei tre quesiti referendari sullacqua pubblica. La raccolta firme per la ripubblicizzazione dellacqua, partita tre mesi fa, il fine settimana del 24 e 25 aprile, ha visto impegnati su tutto il territorio italiano migliaia di volontari che hanno organizzato banchetti, manifestazioni, dibattiti sullacqua bene comune dellumanit.

Il presidente di Solidariet e Cooperazione CIPSI, Guido Barbera, una delle 8 persone scelte tra i promotori del Referendum per la consegna delle firme in Cassazione, ha commentato: “Questo dato consegna il referendum per l’acqua pubblica alla storia di questo paese: in tre mesi abbiamo raccolto il maggior numero di firme rispetto a tutte le altre esperienze referendarie italiane. Con il migliore dei presupposti possibili comincia da qui lavventura, un lungo percorso che ha come prossima tappa 25.000.000 di votanti nel 2011. Per alcuni sono solo numeri, per noi sono la storia del nostro futuro!”.

“Solidariet e Cooperazione CIPSI prosegue Barbera – tra i promotori dei referendum contro la privatizzazione dellacqua ed da oltre 20 anni impegnato su questa tematica, promovendo il valore della risorsa idrica come bene comune e diritto umano universale e inalienabile. Lacqua un diritto di tutti, e deve essere a gestione pubblica. Siamo estremamente soddisfatti dellenorme risposta arrivata dai cittadini e dalla societ civile italiana su questo tema, che riguarda il futuro di tutti. Una grande mobilitazione, un grande segnale di civilt e di cittadinanza responsabile, che siamo convinti verr suggellato il prossimo anno (forse gi a giugno) dalla partecipazione di tante persone al voto referendario”.

In mattinata c stato anche un grande ritrovo a Piazza Navona per festeggiare la consegna delle firme, a cui hanno partecipato gli artisti per l’acqua, i rappresentanti delle associazioni e dei comitati territoriali, ma soprattutto il popolo dell’acqua, quello che si mobilitato nella raccolta delle firme in questi tre mesi di campagna referendaria.

Ricordiamo che i tre quesiti vogliono abrogare la legge approvata dallattuale governo e le norme approvate da altri governi in passato che andavano nella stessa direzione, quella di considerare lacqua una merce e la sua gestione finalizzata a produrre profitti.

Dal punto di vista normativo, lapprovazione dei tre quesiti rimander, per laffidamento del servizio idrico integrato, al vigente art. 114 del Decreto Legislativo n. 267/2000. Tale articolo prevede il ricorso alle aziende speciali o, in ogni caso, ad enti di diritto pubblico che qualificano il servizio idrico come strutturalmente e funzionalmente “privo di rilevanza economica”, servizio di interesse generale e privo di profitti nella sua erogazione.

Verrebbero poste le premesse migliori per l’approvazione della legge diniziativa popolare, gi consegnata al Parlamento nel 2007 dal Forum italiano dei movimenti per lacqua, corredata da oltre 400.000 firme di cittadini. E si riaprirebbe sui territori la discussione e il confronto sulla rifondazione di un nuovo modello di pubblico, che pu definirsi tale solo se costruito sulla democrazia partecipativa, il controllo democratico e la partecipazione diretta dei lavoratori, dei cittadini e delle comunit locali.

Per informazioni: Solidariet e Cooperazione CIPSI, tel. 06.5414894, mail: ufficiostampa@cipsi.it e info@cipsi.it, web: www.cipsi.it e www.acquabenecomune.org.

 

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