Sull’acquisto miliardario degli F35 il ministero della Difesa continua a mischiare le carte, nascondendo al Parlamento e ai cittadini i dati reali e la situazione reale del programma Joint Strike Fighter. È questo i sintesi il commento della campagna “Taglia le ali alle armi” (promossa da Rete Italiana per il Disarmo, Campagna Sbilanciamoci e Tavola della Pace) alle parole usate dal sottosegretario alle politiche Agricole Castiglione che ha risposto per conto del ministero della Difesa a un’interpellanza promossa da un gruppo di deputati appartenenti ai “Parlamentari per la pace”.

“Il ministero della Difesa – prosegue la nota – si nasconde dietro numeri e documenti già presentati in passato ed ampiamente sbugiardati dal confronto con i dati ufficiali degli Stati Uniti. Ancora una volta il Parlamento e l’opinione pubblica sono stati presi in giro perché non si vuole ammettere una realtà ben diversa dalle dichiarazioni imprecise della Difesa, e non si vuole concedere al parlamento la facoltà di poter recedere o modificare la partecipazione italiana al programma Joint Strike Fighter”.

I Parlamentari per la Pace ritengono “assolutamente insoddisfacente” la replica e biasimano “il reiterato e già visto meccanismo di nascondere i dati reali e la situazione reale del programma F 35”. A questo si aggiunge “un ulteriore schiaffo al Parlamento che nelle scorse settimane aveva votato mozioni per ottenere una sospensione e l’analisi approfondita del programma di acquisto legata ai cacciabombardieri”.

La relazione, si legge ancora nella nota, “non ha prodotto niente di nuovo in termini di documenti da mettere a disposizione di Parlamento e società civile, ma ha ufficializzato un’interpretazione estensiva ed inaccettabile delle mozioni votate da Camera e Senato nella scorsa estate”. Uno dei nodi della questione sono le cosiddette penali da pagare in caso di mancato rispetto del contratto miliardario di acquisto degli F35. La cui presenza è stata negata anche dal precedente Governo. Cosa del resto confermata dal Canada che ha addirittura potuto cancellare in toto la propria partecipazione, e all’Italia di ridurre drasticamente il proprio acquisto per quello “stesso Lotto VII che invece oggi il Governo ha descritto come blindato”.

Secondo gli aderenti alla campagna taglia le armi “risulta poi sospetta la citazione dell’audizione dell’aa di Finmeccanica, avvenuta pochi giorni fa, che ha dichiarato la propria adesione ad un programma molto più ampia e convinta di quella riscontrata nella precedente audizione solo pochi giorni addietro”. Il sospetto “è che si volessero gonfiare i numeri favorevoli al progetto, senza sottolineare però (come dichiarato in aula dal deputato Frusone nella risposta al sottosegretario dei Parlamentari per la Pace, firmatari dell’interpellanza) come i ritorni industriali ed occupazionali siano più bassi di quelli prospettati fino all’anno scorso”.

“Riteniamo – conclude la nota – che per un programma così complesso, così costoso, così problematico siano altri meccanismi di trasparenza che debbano essere messi in gioco. Per non arrivare ancora una volta a sprecare ingenti risorse per le spese militari quando il resto del paese e in situazioni problematiche”.

Fonte: Taglia le ali alle armi” (promossa da Rete Italiana per il Disarmo, Campagna Sbilanciamoci e Tavola della Pace)

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