Con il contributo della:

Obiettivo Generale

Garantire la sicurezza alimentare nelle zone rurali del Cerrado in una prospettiva di convivenza della popolazione locale con l’ambiente semi-arido.

Obiettivo Specifico

Rafforzare le capacità delle comunità rurali e delle organizzazioni locali, nell’elaborazione e nell’adozione di modelli di gestione integrata, partecipativa, olistica e sostenibile delle risorse naturali (acqua terra e biodiversità) dell’Alta Valle dello Jequitinhonha, promuovendone la diffusione a livello nazionale.

Beneficiari diretti

I beneficiari diretti dell’intervento sono 125 famiglie di piccoli produttori rurali, distribuiti in 10 comunità di 5 comuni e 20 operatori di settore (ca. 820 persone).

Il contesto generale

Il Brasile è classificato tra i paesi di sviluppo umano medio, tuttavia gli indicatori di disuguaglianza sono tra i peggiori del mondo per quanto concerne la distribuzione del reddito e l’accesso alle risorse naturali (terra e acqua in particolare).

In Brasile esistono coltivatori indipendenti che lavorano la terra in regime di lavoro familiare fin dall’epoca coloniale. Tuttavia hanno sempre occupato una posizione marginale nella società, subordinata al forte comando dei coronéis, i signorotti locali. A partire dagli anni ’60, il progresso tecnico in agricoltura, conosciuto come Rivoluzione Verde, ha condotto all’omologazione dei processi produttivi. La logica campesina tende invece ad essere più organica e più localizzata, più diversificata e più compatibile con l’ambiente. Pertanto, situandosi controcorrente rispetto alla globalizzazione agroindustriale, ha finito per essere relegata in una posizione ancor più marginale.

Inoltre, sebbene il Brasile detenga le maggiori riserve d’acqua dolce del mondo, il 70% delle acque di superficie sono concentrate nell’Amazzonia (dove vive appena il 5% della popolazione!), mentre il 12% si trova nelle Regioni Sud e Sud-Est, il 15% nel Centro-Ovest ed appena il 3% nel Nord-Est. Un’area vastissima, che comprende tutta la Regione Nord-est e parte degli Stati di Minas Gerais e Espírito Santo (Semiarido brasiliano), si trova quindi cronicamente in uno stato di stress idrico.

Per concludere, il modello di sviluppo adottato in Brasile – caratterizzato da un’iniqua distribuzione fondiaria, dalla distruzione della copertura vegetale, da un’inadeguata gestione delle risorse forestali, dall’uso di pratiche inappropriate in ambito agricolo e nell’allevamento – sta esercitando una pressione insostenibile su queste Aree Sensibili alla Desertificazione (ASD), sta corrodendo la capacità di sopravvivenza delle comunità locali ed in ultima analisi sta mettendo a rischio la sicurezza alimentare del paese.

Sintesi del progetto

Il progetto A SAFRA (“il raccolto” nella traduzione italiana) è stato costruito riunendo e sistematizzando le buone prassi emerse nel corso di interventi pregressi, ma proponendo un approccio integrato, organico, olistico e partecipativo nella gestione sostenibile delle risorse naturali, attraverso la contaminazione tra conoscenze accademiche ed il recupero dei saperi tradizionali.

Il Progetto intende pertanto convogliare questo flusso di conoscenze attraverso la mappatura sistematica di un campione sufficientemente rappresentativo dei vari contesti ambientali e produttivi presenti nella zona rurale della regione semi-arida della Valle dello Jequitinhonha, con l’obiettivo di diffondere le esperienze più efficaci ed in grado di incrementare la produttività dell’agricoltura familiare. L’elemento innovativo che caratterizza la proposta consiste, infine, nella sperimentazione di un modello di gestione integrata delle risorse naturali. Attraverso una fase di mobilitazione e capacity building, le comunità rurali saranno coinvolte attivamente nell’elaborazione e nell’implementazione di piani di gestione.

 Gruppo beneficiario e contesto specifico

La Valle dello Jequitinhonha, caratterizzata da una piovosità media di 800-1000 mm/anno, concentrata nei 5 mesi della stagione delle piogge e accompagnata da un elevato tasso di evapotraspirazione, si colloca in un’area estremamente importante dal punto di vista economico ed ambientale. Questo ecosistema sta subendo una enorme pressione, dovuta all’espansione della frontiera agricola e a causa dello sfruttamento e della sostituzione della vegetazione arborea come fonte di energia per il settore siderurgico. Infine le condizioni ambientali e la marginalizzazione socio-economica e culturale alimentano forti flussi migratori dalle zone rurali verso quelle urbane, in particolare verso le grandi megalopoli brasiliane (Belo Horizonte e S. Paolo).

I beneficiari diretti dell’intervento sono 125 famiglie di piccoli produttori rurali, distribuiti in 10 comunità di 5 comuni. Queste appartengono alla fascia più vulnerabile della popolazione dell’entroterra (Sertão), poiché vivono lontano dai centri urbani dove si concentrano le già fragili strutture sanitarie, scolastiche e gli altri servizi di base, ed in particolare non hanno accesso ad alcun sistema di distribuzione e trattamento dell’acqua. Queste famiglie si dedicano principalmente all’allevamento di pochi capi di bestiame e pollame, oltre che alla coltivazione di prodotti di sussistenza (mais, riso, fagioli, manioca e ortaggi).

L’intervento punta sul potenziamento di due organizzazioni della società civile (AP1MC e CAV) specificamente rivolte a questa categoria di produttori ed aderenti alla rete ASA, in modo che le ricadute del progetto a lungo termine possano interessare un milione di famiglie del Semiarido.

In generale, il progetto presterà particolare attenzione alla componente femminile nell’intento di mettere in luce l’importanza del loro ruolo all’interno delle famiglie e della società.

Origine e aspetti istituzionali del progetto

Se garantire l’accesso all’acqua potabile è un problema su scala mondiale, tanto da figurare tra gli Obiettivi del Millennio, la coerenza dell’iniziativa con il contesto socio-economico del Brasile è riconoscibile dal fatto che i principali attori istituzionali indicano nel Semiarido l’area geografica prioritaria e da molti anni concentrano i loro sforzi nella lotta alla povertà e all’esclusione sociale per migliorare i livelli di reddito e gli standard di vita della popolazione dipendente dalla agricoltura di sussistenza, intervenendo nei settori dell’educazione, formazione, salute ed ambiente.

Ciononostante, le principali politiche pubbliche brasiliane non danno sempre priorità all’agricoltura familiare. Alcuni dei programmi governativi rivolti a questo target, benché necessari, sono sostanzialmente a carattere assistenzialista, mentre la presente proposta vuole incidere sui problemi strutturali delle aree rurali, promuovendo interventi coerenti con le principali direttrici d’azione indicate nel Programma Nazionale di Lotta alla Desertificazione (PAN) del Ministero dell’Ambiente brasiliano, che consistono:

· nel perseguimento di un modello di gestione sostenibile delle risorse naturali (in particolare acqua e foreste) che garantisca l’accesso all’acqua alle famiglie e accresca la capacità produttiva dell’agricoltura familiare, mirando alla sicurezza alimentare ed alla produzione di reddito;

· nella definizione democratica e partecipativa delle politiche finalizzate all’uso razionale di tali risorse.

L’intervento è inoltre collegato alle seguenti tematiche dell’EXPO 2015: 1. Opere idrauliche, captazione ed accesso all’acqua (per usi domestici ed agricoli) 2. Sostegno alle organizzazioni di piccoli produttori 3. Salvaguardia delle coltivazioni e conservazione dei prodotti tipici 4. Salvaguardia della biodiversità.

A partire dai risultati di questa fase, la proposta intende poi interagire con la dimensione politica locale, nazionale ed internazionale delle questioni legate all’acqua e alla terra, rafforzando le capacità istituzionali del CAV e dell’AP1MC, promuovendo interscambi interni all’ASA e con le reti italiane del CIPSI e CICMA, ed intervenendo in sinergia con la campagna internazionale per il Diritto all’acqua promossa dal CeVI “WATER” 2007-10.

Partners italiani

Centro di Volontariato Internazionale – CeVI

Comitato Italiano per il Contratto Mondiale sull’Acqua – CICMA

Controparte locale

Il CeVI, opera da oltre 20 anni nella Valle dello Jequitinhonha (MG) e collabora con il Centro de Agricultura Alternativa Vicente Nica – CAV, di cui è tra i fondatori, nella promozione di interventi in ambito agricolo/ambientale.

La Associação “Programa Um Milhão de Cisternas para o Semi-Árido”, principale controparte locale, è un’Organizzazione della Società Civile di Interesse Pubblico fondata il 04/06/2002, con sede in Rua Nicarágua, 111 (Espinheiro) – Recife (PE) 52.020-190. Tel. +55-081-2121-7666 – asa@asabrasil.org.br.

La finalità dell’associazione consiste nel rafforzare gli organismi aderenti all’ASA nell’ambito e attraverso il coordinamento generale del Programma P1MC, la cui implementazione a livello locale è affidata a specifici organismi denominati Unità di Gestione Microregionale – UGMs.

Il CAV, Associazione senza scopo di lucro, fondata il 14/10/1994, con sede in Rua são Pedro, nº 43 (Campo) – Turmalina (MG) 39600-000, (cavi@uai.com.br Tel +55-38- 3527-1401) è un organismo di assistenza tecnica sorto come braccio operativo del Sindacato dei Lavoratori Rurali di Turmalina, per fornire supporto ai piccoli produttori della Valle dello Jequitinhonha. Nelle fasi di valutazione e sistematizzazione dei risultati si avvarrà in particolare del PPJ.

L’Associazione Projeto Padre Justino – PPJ è un Nucleo di Ricerca costituitosi presso l’Università Federale di Lavras nel Minas Gerais (UFLA) che riunisce professori, ricercatori e studenti esperti nel campo dell’agronomia, botanica e veterinaria, nell’intento di fornire una formazione accademica e professionale tecnico-sociale orientata ai modelli agricoli su base familiare e tradizionale.

Altri attori istituzionali rilevanti

L’organizzazione operativa del P1MC prevede la partecipazione di altri soggetti attivi a livello municipale (Sindacati dei Lavoratori Rurali, organismi della società civile ed enti religiosi) nelle fasi di identificazione delle comunità, implementazione a livello locale, monitoraggio e valutazione. Il sistema di valutazione adottato dal CAV nell’Alta Valle dello Jequitinhonha è basato su un processo partecipativo che prevede il coinvolgimento di tutti gli stakeholders: le Amministrazioni Comunali, l’Istituto Statale delle Foreste (IEF), l’EMATER e le stesse imprese riforestatrici. Il Forum per lo Sviluppo Territoriale dell’Alto Jequitinhonha ed i Consigli Municipali per l’Ambiente e per lo Sviluppo Rurale Sostenibile (CODEMA e CMDRS) sono altri spazi di concertazione misti pubblico-privato.

L’ASA è inoltre coinvolta in varie iniziative oltre al P1MC: il Programma di Lotta alla Desertificazione, uno specifico sulle Relazioni di Genere ed è membro del Consiglio Nazionale di Sicurezza Alimentare. È inoltre membro del Gruppo di Lavoro Interministeriale istituito dal Ministero dell’Ambiente, con l’obiettivo di proporre meccanismi partecipativi nell’elaborazione e implementazione del Programma di Azione Nazionale per la Lotta alla Desertificazione – Pan Brasile.

Sul versante italiano, CeVI, CIPSI e CICMA sono partners di due progetti consortili europei di educazione allo sviluppo denominati “Acqua bene comune dell’umanità, diritto di tutti” e “Water Access Through Empowerment of Rights – WATER”. Il CeVI inoltre, fa parte della rete delle ONG CIPSI, è tra i fondatori ed è membro del Consiglio direttivo del Comitato Italiano per un Contratto Mondiale sull’Acqua, responsabile dei rapporti politici con l’ASA anche per il presente progetto.

Strategia

Macroazione 1 – Garantire l’accesso all’acqua per usi domestici. Fa perno attorno alla costruzione di cisterne per lo stoccaggio dell’acqua piovana, in grado di garantire il fabbisogno domestico di una famiglia di 6 persone durante i 7-8 mesi della stagione secca.

Macroazione 2 – Incrementare la produttività dell’agricoltura familiare e dell’allevamento. Gli organismi che compongono l’ASA hanno sviluppato e stanno diffondendo una gamma di tecniche agroecologiche e tecnologie per un corretto uso della terra e dell’acqua per fini produttivi. Il Progetto intende convogliare questo flusso di conoscenze attraverso la mappatura sistematica delle soluzioni sviluppate nell’Alta Valle dello Jequitinhonha, con l’obiettivo di diffondere le esperienze più efficaci.

Macroazione 3 – Adottare un approccio scientifico che integri le conoscenze accademiche con i saperi tradizionali ed olistici. Se da un lato sarà avviato un lavoro di ricerca per perfezionare le tecnologie ed i sistemi comunitari, dall’altro si procederà anche con la codificazione dei modelli di gestione tradizionali. Contestualmente, attraverso l’attivazione di un processo di mobilitazione e capacity building, alcune comunità rurali saranno coinvolte attivamente nell’elaborazione e nell’implementazione di piani pilota per la gestione delle risorse idriche a livello comunitario. La sistematizzazione e diffusione delle esperienze realizzate saranno oggetto di momenti di interscambio, fungendo da strumenti per attivare processi partecipativi nella definizione delle politiche pubbliche sull’acqua.

Macroazione 4 – Educazione ambientale e comunicazione. Tutte le attività prevedono una componente formativa. Questo processo sarà supportato dall’elaborazione, produzione e divulgazione di pubblicazioni bilingue: volantini informativi, fascicoli tecnici, un kit didattico e un libro frutto delle ricerche sull’acqua nello Jequitinhonha.

Dimensione trasversale di genere. In un’ottica di gender mainstreaming sarà stimolata la partecipazione delle produttrici rurali nelle attività di formazione, riqualificazione e definizione dei piani comunitari, delle politiche municipali e delle strategie di azione delle ASAs statale e nazionale.

 Risultati attesi

1.a 10 operai specializzati, i tecnici responsabili dell’Unità di Gestione Microregionale (CAV) e delle 5 Unità di Esecuzione Locale sono formati e qualificati per la realizzazione e gestione corretta dei sistemi di stoccaggio dell’acqua;

1.b 100 famiglie sono formate sulla corretta gestione e manutenzione dei sistemi di stoccaggio ed hanno accesso all’acqua potabile in modo continuativo nel corso di tutto l’anno;

2.a I sistemi agricoli e di gestione delle risorse idriche garantiscono produzioni maggiori e più diversificate;

2.b I sistemi adottati sono applicati su scala maggiore e sono dominati dai tecnici e dai piccoli produttori, incrementando le aree recuperate, le sorgenti protette e le specie autoctone preservate;

3.a I piani comunitari pilota sperimentati in 5 comunità vengono adottati in altre comunità ed integrati nelle politiche pubbliche sull’acqua a livello municipale;

3.b Il modello di pianificazione comunitaria viene adottato dall’ASA a livello statale e nazionale

4. Le reti italiane e brasiliana hanno rafforzato la loro capacità di mobilitare e sensibilizzare specifici gruppi target (2000 abitanti delle zone rurali, 50 operatori di settore e 10 policy makers) nella promozione dell’acqua come diritto umano e bene comune dell’umanità.

Trasversale. Il ruolo delle donne nella gestione delle risorse idriche in ambito rurale è valorizzato ed è stato rafforzato attraverso la partecipazione attiva nelle fasi di formazione e definizione dei piani comunitari.

Attività previste

Macroazione 1 – Acqua per usi domestici

 1.a.1 Un incontro di sensibilizzazione sulla gestione delle risorse idriche in ciascuna delle 15 comunità rurali

1.a.2 Un Corso di formazione sulla costruzione per 5 operai specializzati

1.b.1 5 Corsi municipali sulla corretta gestione e manutenzione delle cisterne per le famiglie beneficiate

1.b.2 Costruzione di 100 cisterne per la raccolta dell’acqua piovana

Beneficiari: ca. 500 persone.

Macroazione 2 – Agroecologia e acqua per usi produttivi

2.a.1 Mappatura e perfezionamento di tecnologie alternative per la conservazione nel tempo dell’acqua piovana per usi produttivi (mini-dighe, bacini di contenimento dell’acqua piovana, terrazzamenti con sacchi di plastica, protezione di sorgenti)

2.a.2 Installazione di sistemi alternativi per la conservazione dell’acqua in 5 comunità rurali

2.a.3 Installazione di 5 nuove unità di produzione agroecologiche con funzione dimostrativa

2.a.4 Accompagnamento di 25 unità dimostrative (5 nuove + 20 preesistenti)

2.b.1 Corsi di formazione sui sistemi di produzione agroecologici su base familiare (agroforestali e orticoltura) rivolti alle famiglie di piccoli produttori beneficiarie dirette dell’intervento.

2.b.2 Incontri di sensibilizzazione sulle tecniche agroecologiche rivolti alle comunità e alle scuole

2.b.3 Divulgazione periodica dei sistemi di produzione agroecologici nelle comunità rurali

2.b.4 Produzione di materiali divulgativi sulle tecniche agroecologiche e altre tecnologie alternative di conservazione nel tempo dell’acqua piovana per usi produttivi. Cfr. azione 4.1 e 4.2

Beneficiari: ca. 50 famiglie (ca. 250 persone).

Macroazione 3 – Rafforzamento istituzionale e interscambi

3.a.1 Incontri di formazione di 5 comunità in cui sperimentare i piani di gestione delle risorse idriche

3.a.2 Incontri di definizione, programmazione, accompagnamento e valutazione dei piano pilota di Gestione delle Risorse Idriche in 5 comunità rurali.

3.a.3 Partecipazione periodica dei rappresentanti delle UGM e delle comunità coinvolte negli spazi di definizione delle politiche municipali finalizzate alla gestione delle risorse naturali.

3.a.4 Realizzazione di uno studio sulle tecnologie alternative, sugli usi tradizionali e piani pilota

3.b.1 Realizzazione di 2 incontri microregionali ed uno statale dell’ASA.

3.b.2 Realizzazione di un seminario nell’ambito dell’incontro nazionale dell’ASA.

3.b.3 Realizzazione di un seminario nell’ambito della Fiera Internazionale dell’Acqua di Cochabamba in collaborazione con i movimenti internazionali sull’acqua.

3.b.4 Pubblicazione di un libro bilingue sulla gestione delle risorse idriche. Cfr. azione 4.3

Beneficiari: 10 famiglie (50 persone) e 20 operatori di settore.

Macroazione 4 – Educazione ambientale e comunicazione.

4.1 Produzione di volantini informativi bilingue ed opuscoli tecnici in Portoghese sulle tecniche agroecologiche e sulle tecnologie alternative di raccolta dell’acqua piovana per usi produttivi

4.2 Realizzazione e pubblicazione di un kit didattico bilingue su acqua e terra

4.3 Produzione di un libro bilingue sull’Acqua nella Valle dello Jequitinhonha

4.4 Divulgazione diffusa sui temi ambientali e sulle tecniche proposte (cfr. azioni 1.a.1; 2.b.2; 2.b.3; 3.b.1-3.b.3)

4.5 Formazione tecnica alle famiglie ed ai tecnici (cfr. azioni 1.a.2.; 1.a.3; 1.b.1; 3.a.1; 3.a.2)

4.6 Scambio di esperienze tra operatori nell’ambito di seminari ed incontri (cfr. azioni 3.a.1; 3.b.1-3.b.3)

4.7 Realizzazione di un seminario internazionale a Milano

Beneficiari: 2000 abitanti delle zone rurali, 50 operatori di settore e 10 policy makers.

 Azioni trasversali – Gender Mainstreaming

 La responsabilità di garantire l’approvvigionamento dell’acqua nelle popolazioni tradizionali è solitamente una prerogativa femminile. Ciononostante la partecipazione delle donne è sottostimata e ritenuta senza valore, mentre di fatto dagli studi condotti è stato evidenziato il ruolo cruciale e pressoché esclusivo che esse svolgono.

Modalità di esecuzione

 Sul versante italiano il CIPSI avrà il ruolo di capofila e coordinatore generale dell’iniziativa complessiva, curando in particolare le attività di Comunicazione in Italia (Macro azione 4), mentre il Comitato Italiano per un Contratto Mondiale sull’Acqua (CICMA) seguirà le attività di sensibilizzazione previste nel territorio lombardo. Il CeVI, attraverso un suo volontario espatriato sarà responsabile delle attività di collegamento Italia-Brasile e curerà i rapporti istituzionali e la dimensione politica del progetto con l’ASA.

Struttura organizzativa: il soggetto responsabile del coordinamento generale in loco è l’AP1MC, dotata di personalità giuridica e tecnicamente chiamata Unità di Gestione Centrale (UGC). L’AP1MC, su indicazione delle ASA Nazionale e Statali, elabora una programmazione generale e dispone l’allocazione delle risorse alle Unità di Gestione Microregionale (UGMs). Il CAV oltre a far parte dell’ASA, figura tra le 62 UGM’s responsabili dell’implementazione del P1MC, partecipa quindi agli incontri dell’ASA Microregionale e Statale e concorre ad indicare i 2 rappresentanti per Stato che compongono la Commissione Esecutiva dell’ASA Nazionale.

 I processi di definizione, implementazione e valutazione partecipativa sono esercitati e garantiti a più livelli: negli incontri comunitari in cui sono identificate le famiglie che prioritariamente necessitano dell’intervento in relazione alla difficoltà di accesso all’acqua (distanza e qualità) e in base alla composizione del nucleo familiare (presenza di bambini, malati, anziani e donne); in quelli municipali per individuare le comunità con minor disponibilità di risorse idriche; negli incontri Microregionali e Statali dell’ASA per orientare le azioni verso gli Stati e i comuni che risultano maggiormente soggetti a stress idrico. Le amministrazioni locali sono coinvolte come destinatari di attività formative e non come responsabili dirette, in considerazione della diffusissima prassi della cosiddetta “politica dell’autobotte”, dove l’acqua diventa strumento di potere per le oligarchie politiche locali e di dipendenza o addirittura sudditanza per le popolazioni rurali.

 Monitoraggio e valutazione

 Si articolano in due fasi: Valutazione specifica, attraverso la raccolta periodica dei dati quantitativi e loro sistematizzazione; Valutazione generale per mezzo di visite a campione da parte di un Gruppo di Valutatori.

 

 

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