Lanciato il rapporto annuale del Segretario Generale dell’ONU su Bambini e Conflitti Armati. UNICEF: i conflitti stanno creando minacce senza precedenti alla vita dei bambini. Gli attacchi e le minacce contro le scuole devono finire.

In Siria, dalla fine di febbraio 2013  uccise 167 persone che lavoravano nelle scuole e danneggiate 2.445 scuole. In Afghanistan utilizzate 10 scuole per fini militari. Nel nord del Mali, dal febbraio 2013, l’86% degli studenti non ha  accesso all’istruzione

12 giugno 2013 – I bambini che vivono in situazioni di conflitto armato oggi affrontano minacce senza precedenti, che riguardano gravi violazioni, come il loro reclutamento e utilizzo nei conflitti armati, le violenze sessuali, le uccisioni e le mutilazioni e i frequenti attacchi a ospedali e scuole.

Queste gravi violazioni emergono dall’ultimo rapporto annuale del Segretario Generale dell’ONU su Bambini e Conflitti Armati, lanciato oggi dalla Rappresentante Speciale Leila Zerrougui.

Queste violazioni devono finire, ha detto oggi l’UNICEF. Il crescente fenomeno di scuole che vengono attaccate o utilizzate per scopi militari è particolarmente terribile. Anche nei conflitti, le scuole dovrebbero essere viste da bambini, genitori e famiglie come paradisi sicuri e protetti dove i bambini possono apprendere e sviluppare il loro pieno potenziale, continuando a beneficiare di un senso di normalità in un contesto dove non c’è nulla di normale.

Il Report rileva episodi di violenze e attacchi in molti paesi nei quali il personale scolastico e le scuole sono stati attaccati o usate come caserme militari, punti per raccogliere le  armi, centri di coordinamento, luoghi di detenzione e per gli interrogatori, posti di osservazione e di attacco.  Queste azioni mettono a rischio la vita dei bambini, ostacolano il loro diritto all’istruzione, portano ad una riduzione delle iscrizioni e alti tassi di abbandono, specialmente tra le bambine.

 

Alcuni esempi di violenze in differenti zone considerate nel rapporto:

  • In Siria, migliaia di bambini sono vittime di attacchi missilistici ed aerei e di bombardamenti contro scuole, ospedali e case. L’utilizzo di autobombe e altri ordigni vicino alle scuole ha comportato la morte e il ferimento di bambini. Dalla fine di febbraio 2013 sono state uccise 167 persone che lavoravano nelle scuole, compresi 69 insegnanti e 2.445 scuole sono state danneggiate. In alcune zone, i bambini non vanno a scuola da 18 mesi.
  • In Afghanistan sono stati rilevati attacchi mirati contro le scuole, con dispositivi esplosivi improvvisati e attacchi suicidi; le scuole sono state incendiate e il personale scolastico ha subito rapimenti e uccisioni. Sono stati registrati anche atti intimidatori, minacce contro insegnanti e studenti e la chiusura forzata delle scuole. Nel Rapporto si sottolinea che 10 scuole sono state utilizzate per fini militari.
  • In Mali, la presa di potere da parte di gruppi armati nel nord del paese nel 2012 ha avuto effetti devastanti sull’accesso all’istruzione dei bambini. Il Rapporto specifica che 115 scuole sono state saccheggiate, danneggiate, bombardate, usate per fini militari o contaminate con ordigni inesplosi. Dal febbraio 2013, l’86% degli studenti che si trova nel nord non ha ancora accesso all’istruzione.

 

L’UNICEF coglie l’opportunità della pubblicazione del Rapporto del Segretariato Generale per ribadire che tutte le parti coinvolte nei conflitti armati devono fare qualunque cosa per assicurare la sicurezza dei bambini e il rispetto dei loro diritti.

 

 

Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa UNICEF Italia, tel. 06/47809233/346 – 02/465477212  e 335/7275877, e-mail: press@unicef.it; Sito-web: www.unicef.it.      

 Portavoce UNICEF Italia: tel.: 06/47809355 e 366/6438651

 

L’intero rapporto è disponibile al link:

http://childrenandarmedconflict.un.org/

 

 

 

 

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