IL GRUPPO PROMOTORE DELL’INIZIATIVA DICHIARIAMO ILLEGALE LA POVERTA’ INVIA UN MESSAGGIO APERTO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA  ITALIANA GIORGIO NAPOLITANO. 

Oggetto: Se gli impoveriti fossero F-35

Illustre Signor Presidente NAPOLITANO,
La ringraziamo per aver dimostrato apertamente, senza ipocrisia, a seguito della decisione presa dal Consiglio Supremo della Difesa da Ella  presieduto, che se i poveri (gli impoveriti), in particolare, l’armata dei milioni di giovani senza alcuna prospettiva  di occupazione  futura, fossero una squadra di F-35 farebbero l’oggetto privilegiato di massicci investimenti; se il lavoro fosse un  F-35 ci sarebbero tanti miliardi da “spendere” in barba al “debito” pubblico;  se le scuole fossero una pattuglia di F-35 esse sarebbero rapidamente modernizzate e potenziate; se gli ospedali fossero principalmente dei luoghi di morte e non di cura essi riceverebbero una valanga di miliardi di euro; e, infine,  se il Parlamento italiano fosse uno spazio aereo di guerra anziché uno spazio pubblico dove il popolo sovrano è democraticamente rappresentato (almeno in Italia….) le sue risoluzioni non  sarebbero rigettate perché  accusate, anche da Lei, supremo garante della Costituzione italiana che all’art.11 afferma che l’Italia  ripudia la guerra ed all’art.1 che l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, di costituire un veto “su decisioni operative e provvedimenti tecnici che, per loro natura, rientrano tra le responsabilità costituzionali dell’Esecutivo”. Se v’è stata prevaricazione da parte di una istituzione non è certo il Parlamento ad averla compiuta.
Grazie ai membri del Consiglio Supremo della Difesa per aver reso chiaro, ancora una volta, che la ricchezza dei mezzi esiste per le opere di guerra (pardon, di pace….)  ed è proprio per questo  che essa è fabbrica di impoverimento rendendo scarsi i mezzi per le opere di giustizia. Grazie per aver messo in evidenza che le logiche del dominio dei potenti e dei loro interessi hanno prevalso, anche sotto la Sua presidenza, sulle logiche dei diritti dei cittadini ad una vita umanamente degna e dei diritti dei popoli alla democrazia.
 
Firmato: Il Gruppo promotore dell’iniziativa “Dichiariamo Illegale la Povertà/ Banning Poverty 2018” 
Paola Libanti, Elisabetta Angelucci (Ass.Monastero del Bene Comune); Riccardo Petrella (Prof. Emerito Università di Lovanio); Silvano Nicoletto (Comunità Stimmatini di Sezano); Alessandro Mazzer, Giovanni Ceriani (Università del Bene Comune); Bruno Amoroso (Prof. Emerito Università di Roskilde); Elisa Kidané, Jessica Cugini (Rivista Combonifem); Guido Barbera (CIPSI – Coord.Iniziative Popolari di Solidarietà Internazionale); Nicola Perrone (Rivista Solidarietà Internazionale); Nicoletta Teodosi (Collegamento Italiano Lotta alla Povertà – European Anti Poverty Network); Eugenio Melandri (presidente di Chiama l’Africa); Alex Zanotelli (Comboniano); Roberto Musacchio, Patrizia Sentinelli (Rete Altramente); Giampaolo Petrucci (Rivista ADISTA); Gloria Adami (COSPE – Cooperazione per lo Sviluppo Paesi Emergenti); Antonio Morreale (Fondazione Culturale Responsabilità Etica); Achille Rossi (Doposcuola di Riosecco); Enzo Rossi (Rivista Altrapagina); Sergio Caserta (Circolo Il manifesto di Bologna); Vittorio Capecchi (Rivista Inchiesta); Antonio Vermigli (Rete Radié Resch); Michele Dorigatti (Saggista), Francuccio Gesualdi (Centro Nuovo Modello di Sviluppo).
 
NB Le associazioni/riviste menzionate sono solo l’organizzazione di riferimento.
Tagged with →  

Iscriviti alla nostra Newsletter

 

Contatti

Largo Camesena 16, piano 4°, int. 10 - 00157 ROMA

Tel. +39 06 54 14 894
Fax +39 06 59 600 533

C.F. 97041440153

Commenti e suggerimenti: cipsi@cipsi.it
Posta certificata Cipsi: cipsi@pec.cipsi.it

Solidarietà e Cooperazione CIPSI

Solidarietà e Cooperazione CIPSI è un coordinamento nazionale, nato nel 1985, che associa 30 organizzazioni non governative di sviluppo (ONGs) ed associazioni che operano nel settore della solidarietà e della cooperazione internazionale.

Solidarietà e Cooperazione CIPSI è nato con la finalità di coordinare e promuovere, in totale indipendenza da qualsiasi schieramento politico e confessionale, Campagne nazionali di sensibilizzazione, iniziative di solidarietà e progetti basati su un approccio di partenariato. Opera come strumento di coordinamento politico culturale e progettuale, con l’obiettivo di promuovere una nuova cultura della solidarietà.