Entro il 6 agosto 2017, secondo la legge 47/2017, ogni regione d’Italia deve istituire un albo di tutori volontari per minori non accompagnati. Oggi il quadro è quasi completo: manca il Friuli Venezia Giulia, dove però garantiscono che l’avviso arriverà «a brevissimo». E’ l’unica fra le regioni che dovevano avviare da zero il sistema, a non aver ancora pubblicato un avviso di selezione. Le altre regioni che non hanno ancora presentato un avviso ad hoc – Basilicata, Puglia, Sicilia, Emilia Romagna, Veneto – avevano anticipato la legge 47 e hanno già albi di tutori volontari. Anche queste regioni devono siglare un nuovo protocollo con i tribunali e fare un bando per coinvolgere nuovi volontari, ma lì si tratta di implementare una macchina rodata e di raccordarla con le indicazioni della legge 47 e delle Linee guida nazionali.

Oltre ai bandi pubblicati da Lombardia, Piemonte (valido anche per i residenti in Valle d’Aosta), Umbria, Campania, Lazio, Liguria, Provincia Autonoma di Bolzano, vi è quello divulgato dalla Autorità Garante Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza per le quattro regioni che non hanno un garante regionale (Toscana, Sardegna, Abruzzo e Molise).

La Calabria ha il suo bando, senza data di scadenza, per la selezione dei tutori volontari. La formazione iniziale consiste in un corso base di tre moduli di 10 ore ciascuno, i tutori sono soggetti a «processi di formazione e supervisione permanente». Il bando della Calabria spiega che «per i candidati che siano nominati tutori è opportuno prevedere un sistema di supporto e accompagnamento (ad es. con riferimento alla consulenza legale, consulenza psicologica, mediazione culturale, rapporto con i servizi, ecc.), ma anche di monitoraggio della rispettiva attività». La Calabria ha fin dal 2014 un albo di tutori volontari dei minori non accompagnati e i tutori già iscritti negli elenchi attualmente esistenti saranno inseriti automaticamente all’interno dell’elenco dei tutori volontari, fatti salvi gli approfondimenti e il monitoraggio dell’attività svolta. Il bando della Calabria specifica che «il Garante potrà validare la formazione degli aspiranti tutori volontari anche se portata a termine in una regione o provincia autonoma diversa da quella della residenza anagrafica in cui si chiede l’iscrizione».

Nelle Marche il Garante dei diritti, Andrea Nobili, ha avviato le procedure per la formazione dei tutori volontari per i minori stranieri non accompagnati. Per chi volesse partecipare, le domande vanno presentate inviando il modello entro l’11 settembre, secondo le modalità indicate nel testo dell’avviso. Fra il 29 settembre e il 14 ottobre avranno luogo, complessivamente, le 6 giornate formative previste.

In Basilicata l’avviso arriverà entro il 30 settembre, ma già nel luglio 2016 era stato pubblicato un bando per selezionare 30 tutori volontari di minori non accompagnati e a dicembre 2016 aveva avviato il primo corso di formazione, per 41 tutori volontari. «Sono 152 i minori stranieri non accompagnati in Basilicata, accolti in 13 comunità» aveva detto il Garante dell’infanzia e dell’adolescenza lucano, Vincenzo Giuliano: «a questi tutori legali volontari va il compito di far recuperare gli affetti perduti con supporto educativo, sociale, giudiziario e sanitario». Anche l’Emilia Romagna, in particolare i comuni di Reggio Emilia, Bologna e Ferrara, hanno il tutore volontario fin dal 2013/2014: ad oggi sono 15 le tutele volontarie attive, benché nel 2016 siano state formate 41 persone. «Un’offerta limitata rispetto al numero di minori presenti in Regione, 1.160», ha affermato nei giorni scorsi la Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza Clede Maria Garavini. Ha parlato della necessità di sviluppare un “ruolo attivo delle comunità locali”, ai vari livelli istituzionali, forme associative fino ai singoli cittadini, che dovrebbero farsi carico di questi giovani. Il protocollo d’intesa tra il garante dei minori della Regione e il tribunale per i minorenni di Bologna è già stato firmato: l’avviso arriverà fra fine agosto e inizio settembre, ma è già possibile segnalare il proprio interesse.

Nella Provincia Autonoma di Trento il Difensore Civico e Garante per i minori ha già istituito dal 2015 l’elenco di tutori volontari, con 78 nomine: poiché i volontari di tale elenco sono stati formati anche per i minori stranieri non accompagnati, a giugno è stato sottoscritto un protocollo fra la garante dei minori, Daniela Longo, il Presidente del tribunale per i minorenni di Trento e i Presidenti dei tribunali ordinari di Trento e Rovereto, per formalizzare l’istituzione dell’elenco dei tutori volontari per i minori stranieri non accompagnati. Lo stesso la Puglia, che a febbraio 2017 aveva fatto un appello straordinario per selezionare 200 tutori volontari di minori non accompagnati, 50 per ciascuna provincia. Già il 7 aprile 2017 la Garante regionale dei diritti del Minore, Rosangela Paparella, e il Presidente del Tribunale per i Minorenni di Taranto, Bombina Santella, avevano sottoscritto un nuovo protocollo d’intesa. Anche la Sicilia ha da tempo gli albi comunali dei tutori volontari: il Comune di Palermo, ad esempio, a gennaio 2017 alla presenza del Ministro dell’Interno Angelino Alfano e dei rappresentanti delle istituzioni coinvolte, aveva siglato un apposito protocollo di intesa con il Tribunale Civile, il Tribunale per i Minorenni, la Procura presso il Tribunale per i Minorenni, la Questura, l’Università degli Studi, l’Azienda Sanitaria Provinciale di Palermo, l’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia, e il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza. In Veneto il Garante per l’Infanzia ha avviato a partire dal 2001 un ufficio dedicato ai tutori volontari per i minori che ha portato gradualmente ad abbandonare la prassi di nominare tutori i referenti dei servizi territoriali, spesso non in grado di seguire personalmente la vicenda del bambino o dell’adolescente sottoposto a tutela. Rispetto alle nuove indicazioni della legge 47/2017, per il momento la Garante dei diritti della persona del Veneto, Mirella Gallinaro, e la Presidente del Tribunale per i minorenni di Venezia, Maria Teresa Rossi, hanno sottoscritto un protocollo d’intesa.

 

Un commento per Tutori volontari per minori non accompagnati: la situazione italiana

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